Venezia, 16 luglio 2026
“La parifica del rendiconto 2025 certifica un Veneto con i conti in ordine e conferma la bontà di un modello amministrativo che riesce a coniugare responsabilità finanziaria e capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini. C’è poi una scelta di cui andiamo particolarmente orgogliosi. Il Veneto continua a non chiedere un euro in più ai propri cittadini rispetto all’aliquota base dell’addizionale regionale IRPEF prevista dalla legge statale e, anzi, mantiene misure di agevolazione per le persone con disabilità. È la dimostrazione che una gestione rigorosa consente di sostenere famiglie e imprese senza ricorrere a nuove tasse”.
Così il Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, commenta il giudizio di parificazione sul rendiconto generale regionale dell’esercizio finanziario 2025, deliberato in Camera di consiglio a margine della seduta della Corte dei conti, tenutasi questa mattina a Palazzo dei Camerlenghi a Venezia.
Il Collegio è stato presieduto dal dott. Francesco Uccello, presidente della Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti per la Regione del Veneto, il quale ha introdotto l’udienza e gli interventi dei magistrati Giuseppe La Gala e Amedeo Bianchi. La requisitoria finale del Procuratore regionale, Paolo Crea, con un focus particolare sulla Strada Pedemontana Veneta e sulle opere infrastrutturali per le Olimpiadi Milano Cortina 2026, ha evidenziato la solidità della gestione finanziaria regionale e il rispetto degli equilibri di bilancio.
“Desidero anzitutto rivolgere il mio più sincero ringraziamento alla Corte dei Conti, al Presidente della Sezione regionale di Controllo, al Procuratore regionale, ai Magistrati e a tutti i collaboratori per il prezioso lavoro svolto” – ha detto nel suo intervento Alberto Stefani -. È il mio primo Rendiconto da Presidente della Regione e considero le osservazioni e le raccomandazioni della Corte non come un semplice adempimento istituzionale, ma come una bussola che orienta la nostra azione amministrativa, di cui faremo tesoro. Sono da sempre un punto di riferimento per migliorare la qualità delle politiche pubbliche e rappresentano un presidio fondamentale di legalità, trasparenza e buona amministrazione, con l’obiettivo di gestire bene le risorse nel rispetto dei cittadini. Sarà dunque nostro impegno, come richiesto dalla Corte, rafforzare ulteriormente l’impegno per salvaguardare il patrimonio ambientale affinché la tutela della crescita e dell’occupazione vadano di pari paso con la sostenibilità ambientale”.
“La parifica – ha aggiunto Stefani – certifica un Veneto con i conti in ordine e conferma la bontà di un modello amministrativo che riesce a coniugare responsabilità finanziaria e capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini. Tra i risultati più significativi vi è l’azzeramento del Debito Autorizzato e Non Contratto (DANC), un obiettivo storico che chiude definitivamente una partita aperta da anni e che permette alla Regione di evitare oneri finanziari per centinaia di milioni di euro. A questo si aggiunge l’azzeramento del Fondo Anticipazioni di Liquidità (FAL), che rende ancora più trasparente e leggibile la situazione finanziaria dell’ente”.
“Abbiamo dimostrato che è possibile amministrare bene continuando a razionalizzare i costi, senza rinunciare alla qualità dei servizi. Il Veneto resta tra le Regioni più efficienti d’Italia per costi di funzionamento e per spesa del personale, ma questa efficienza non viene ottenuta tagliando ciò che conta. Al contrario, continuiamo a distinguerci per la qualità delle nostre istituzioni e per quella delle prestazioni sanitarie, che si confermano ai vertici nazionali. Una responsabilità che continueremo a sostenere anche con lo sviluppo di modelli organizzativi efficienti e di una sanità territoriale vicina ai cittadini. Anche la puntualità nei pagamenti è un indicatore concreto della qualità amministrativa: la Regione paga mediamente i propri fornitori con 18 giorni di anticipo rispetto ai termini di legge”.
“Il controllo della contabilità – ha concluso Stefani – è uno strumento che deve essere visto dal legislatore e dal decisore politico non come un limite, ma come un’opportunità di miglioramento delle sue politiche attive. L’aderenza ai criteri contabili e all’efficacia delle politiche attive deve rappresentare la causa, intesa in senso giuridico, della nostra azione politica e della capacità di rispondere alla responsabilità che i cittadini ci hanno chiesto di assumere nei confronti di ciascuno di loro”.

