Verona 8 settembre ‘26
“50 mila abitanti in meno a Verona nel 2080? Sarebbe grave in termine di servizi, welfare, produttività, accesso ai bandi pubblici, ma quella di Istat è una proiezione fondata sui parametri attuali, dunque non una realtà immodificabile. Significa che non dobbiamo rassegnarci ma, anzi, intervenire con politiche efficaci sia nell’immediato che di visione in prospettiva per invertire la rotta”, dichiara l’europarlamentare e segretario del Veneto di Forza Italia Flavio Tosi, già Sindaco di Verona.
Per Tosi, ciò che emerge dall’indagine Istat dipende da due fattori: “Uno nazionale e cioè il problema epocale della denatalità e del cosiddetto inverno demografico. L’attuale Governo ha dirottato molto del Pnrr sulle politiche per la famiglia, dopo che in passato si è fatto poco o nulla. Altro c’è da fare, ma un trend del genere non lo cambi dall’oggi al domani, la Francia infatti ha un indice di natalità per coppia di 1,56 rispetto al nostro di 1,14 perché ha cominciato da qualche decennio a legiferare in materia di politiche familiari, idem il nord Europa”. L’altro fattore però è locale: “Se a Verona non vogliamo perdere abitanti – dice Tosi – dobbiamo tornare a essere attrattivi, anche per i giovani, per chi viene da fuori e per non perdere chi è qua. Va innalzata la qualità della vita, dunque è necessaria una svolta in termine di politiche per la città, in primis su sicurezza, viabilità, opere pubbliche, rapporto con le imprese, cultura e università”.
“L’esperienza di Tommasi, in tal senso, è stata negativa” riflette Tosi. “Oggi Verona è oggettivamente sporca, insicura e ha enormi problemi di viabilità. Ma presenta anche forti criticità in termini di competitività, manca infatti una visione a lungo raggio. Tommasi si è limitato a concludere opere pianificate dalla mia amministrazione, senza apportare nulla di nuovo e qualificante. Infatti, il suo Pat, che peraltro nemmeno riuscirà ad approvare, è un concentrato di no a tutto, blocca la città anziché svilupparla, non prevede innovazione urbanistica, del resto è un compromesso al ribasso con l’ala oltranzista da socialismo reale e pseudo-ambientalismo di Michele Bertucco”.
Oppure, continua Tosi, “prendiamo proprio l’università, che come ha ricordato giustamente l’avvocato Giovanni Maccagnani su L’arena è una leva strategica per lo sviluppo. Verona ha tutto per diventare una città universitaria di prim’ordine, dove i giovani studiano e si fermano a vivere: ma mentre al governo il nostro ministro Bernini ha investito con merito su nuovi studentati e posti letto in città, Tommasi non ha progettato nulla. Infatti, il polo universitario all’ex Passalacqua è eredità della mia amministrazione”.
“Significa – conclude Tosi – che in questi ultimi anni oltre a un grave deficit nella gestione ordinaria e quotidiana, è mancata anche una visione di prospettiva, non si è pensato a investire nel futuro. Questa sarà una sfida e una priorità nell’agenda del centro destra nel 2027”.

