Un secolo di storia, attraversato da generazioni diverse e unito dagli stessi valori: solidarietà, memoria, impegno e servizio alla comunità. Domenica 18 ottobre Montorio si é celebrato il centenario del Gruppo Alpini, fondato nel 1926 e appartenente alla Sezione ANA di Verona. Le celebrazioni sono entrate nel vivo con la sfilata degli Alpini per le vie del paese, accompagnata dalla Fanfara sezionale di Verona Città di Caldiero. Il corteo ha raggiunto piazza Buccari, dove è stata deposta una corona al Monumento ai Caduti, per poi proseguire in piazza delle Penne Nere, con l’alzabandiera, una seconda deposizione della corona e il saluto alle autorità presenti. La mattinata si è conclusa con la Santa Messa, celebrata dal cappellano sezionale don Rino Massella insieme al parroco di Montorio.
A ripercorrere le tappe della storia del Gruppo è stato Sergio Grossule il capogruppo degli Alpini di Montorio, che ha ringraziato i presenti per la numerosa partecipazione.
Il capogruppo ha sottolineato anche la sfida che attende oggi l’associazione: il passaggio generazionale tra le presenze storiche e i più giovani. «Non è un passaggio facile, ma è necessario. Noi Alpini sentiamo di avere qualcosa dentro di noi da dare agli altri, e credo che questo impegno venga riconosciuto da tutti»
Nel messaggio portato a nome del sindaco Damiano Tommasi, il consigliere comunale Carlo Beghini ha richiamato il valore storico e civile di un’associazione: «Nel 1926, quando i primi reduci diedero vita al Gruppo Alpini di Montorio, gettarono le basi di un legame indissolubile con il nostro territorio. In un secolo di storia, attraverso tempi bui e periodi di rinascita, gli Alpini sono stati e continuano a essere una colonna portante della comunità di Montorio, della Circoscrizione 8^ e di tutta Verona. Parlare degli Alpini significa parlare di presenza costante, operosa e silenziosa».
Anche la presidente della Circoscrizione 8^, Claudia Annechini, ha sottolineato il significato più ampio del centenario: «La storia degli Alpini appartiene alla storia d’Italia. Per questo oggi rendiamo omaggio a questo monumento, che custodisce la memoria e il sacrificio di chi ci ha preceduto. Ma il valore alpino oggi va oltre le vicende militari: nel tempo, l’identità alpina si è espressa anche attraverso la solidarietà, il volontariato, la Protezione civile e la disponibilità a intervenire quando c’è bisogno. Il Gruppo recentemente ha condiviso con il Consiglio della Circoscrizione 8^ il proprio bilancio delle attività di volontariato, dei servizi svolti e delle donazioni realizzate nel corso del 2026».
La festa si è conclusa con il pranzo al Circolo Primo Maggio, in un clima di condivisione che ha riunito Alpini, famiglie, rappresentanti istituzionali e cittadini. Alla ricorrenza hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni d’arma, esponenti dell’Associazione Nazionale Alpini e dell’ANA Paracadutisti, rappresentanti delle Forze armate e dell’Arma dei Carabinieri. Il presidente della Sezione ANA di Verona Maurizio Trevisan, i vicepresidenti Paolo Beghini e Giovanni Governo, il colonnello Paolo Rocchi, comandante del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti “Ranger”, il maresciallo Alessandro Sabatini, in rappresentanza dell’85° RAV di Verona, e il tenente colonnello Francesco D’Aniello, comandante del Reparto Comando Truppe Alpine. Presenti anche il vicepresidente dell’Associazione Nazionale Alpini Paracadutisti Bruno Marchi, il presidente dei Combattenti e Reduci Natalino Meneghini e il Gruppo Storico Bassano 62ª Compagnia.
Hanno preso parte al corteo il consigliere comunale Carlo Beghini, in rappresentanza del sindaco Damiano Tommasi, la presidente della Circoscrizione 8^ Claudia Annechini, il consigliere regionale Alberto Bozza, l’europarlamentare Flavio Tosi.

