Kamala Harris è l’attuale Vicepresidente USA. Già Procuratore Generale e Senatore per la California, è diventata candidata alla presidenza per i democratici dopo il ritiro di Joe Biden.
Donald Trump è stato il quarantacinquesimo Comandante in capo statunitense (2017-2021), imprenditore attivo nei settori dell’edilizia e dei media, è diventato candidato alla presidenza per i repubblicani dopo aver vinto le primarie di partito (un inedito per un ex-Presidente).
I due sono pronti a sfidarsi il prossimo 5 novembre. Sarà veramente quello il giorno del “giudizio”? Carattere dei personaggi a parte, sono veramente così diverse le politiche dei due candidati?
Pronto ad un accordo di pace con la Russia e vicino a Israele è Trump, pro-Ucraina e più sensibile agli equilibri medio-orientali è Kamala.
Più “europeista” e per una NATO centrale è la Harris, meno impegnato a livello internazionale è Donald.
Per una transizione energetica indolore è l’attuale Vicepresidente, favorevole all’industria dei combustibili fossili per non danneggiare gli interessi nazionali è l’ex-Presidente.
Favorevole ai dazi (anche verso gli storici alleati europei) è il tycoon, più prudente è l’ex-procuratrice.
Per un’America autosufficiente e incentrata nella soddisfazione dei bisogni primari dei suoi cittadini é il newyorkese, più aperta ai mercati internazionali è la californiana.
Entrambi, però, vedono nella Cina il principale avversario economico e politico mondiale.
Entrambi, poi, non vogliono ridurre sussidi e tagli fiscali.
Entrambi, infine, dovranno scontrarsi con un Congresso diviso e dovranno negoziare ogni singolo voto con lobbies e interessi locali.
…viste tutte queste premesse…siamo sicuri che il 5 novembre sarà l’Armageddon?
Secondo tutti i sondaggi Kamala Harris mantiene ancora un sottile e limitato vantaggio rispetto a Donald Trump. Basterà per avere la prima Presidente donna negli USA?
In verità, cosa che non tutti sanno, è che non è il voto popolare a determinare il Presidente degli Stati Uniti, ma la scelta di 538 delegati a loro volta eletti attraverso il voto degli elettori di ogni singolo Stato. La battaglia sarà, quindi, all’interno degli Stati dove repubblicani e democratici si equivalgono, i cosiddetti Swing States (dalla Pennsylvania al Nevada) e lì dovrebbe prevalere Donald Trump…
…tra una settimana la risposta…
di Matteo Peretti

