Studiare, analizzare e realizzare iniziative di coordinamento tra le farmacie territoriali: è questo uno dei compiti di Federfarma Verona, l’Associazione dei titolari di farmacia che riunisce 220 farmacie di Verona e provincia…
del dott. Marco Bacchini

Federfarma Verona collabora con ordini professionali, autorità e con altri organismi anche accademici competenti nello studio e nella risoluzione dei problemi attinenti l’attività svolta dalle farmacie, l’esercizio della professione di farmacista ed il servizio farmaceutico.
Il farmacista deve essere sempre informato sulle novità sanitarie e burocratiche ed è per questo che Federfarma promuove e partecipa all’organizzazione di corsi di aggiornamento e specializzazione professionale. Federfarma è quindi la “macchina” organizzativa a garanzia e tutela di farmacisti e cittadini. Quando l’utente entra in una farmacia associata sa che “dietro” opera una struttura in grado di offrire servizi altamente professionali necessari al funzionamento della grande rete- farmacie provinciale, regionale e nazionale. Infatti l’Associazione titolari di farmacia di Verona, presieduta dal dott. Marco Bacchini, è aderente a Federfarma Veneto che raggruppa le 7 associazioni provinciali per un totale di 1.200 farmacie e Federfarma nazionale che si trova a Roma e alla quale aderiscono 16.000 titolari di farmacia in Italia. Negli ultimi anni il ruolo della farmacia territoriale si è fortemente
trasformato fino a ricoprire quello di presidio sanitario vero e proprio. Prenotazione di visite mediche, ritiro referti, possibilità di avere a disposizione infermieri, fisioterapisti, ostetriche, badanti e assistenti, noleggio di ausili sanitari, mentre è alle porte il servizio di Telemedicina.
La Farmacia di oggi è il risultato del profondo rinnovamento che, partito negli Anni ‘80, ha visto una svolta decisiva nella Farmacia dei Servizi voluta alla fine del 2009 dal Governo italiano per offrire all’utenza un servizio sanitario sempre più articolato. Nell’ottica della de-ospedalizzazione la farmacia è, dunque, un presidio sanitario di primaria importanza anche perché sotto casa e aperto 24 ore su 24 grazie alla Guardia Farmaceutica che garantisce sempre, anche a Natale e Pasqua, un professionista con cui avere un rapporto diretto, ovvero un front office sanitario gratuito e sempre attivo.
I servizi più recenti non devono fare dimenticare quali sono i ruoli classici della farmacia: dispensazione di farmaci, farmacovigilanza, contenimento della spesa sanitaria, informativo. La dispensazione dei farmaci avviene attraverso il dialogo e il consiglio ed è regolata da precise normative che riguardano la necessità o meno di ricevere dal paziente la ricetta farmaceutica redatta dal medico, nelle sue varie forme. Nel territorio veronese da anni, e di recente anche in tutto il Veneto in maniera uniforme, è a disposizione dei malati la DPC, ovvero la distribuzione in farmacia per conto delle Ulss e quindi della Regione Veneto dei
farmaci per gravi patologie. Le farmacie scaligere dispongono inoltre di un prezioso strumento denominato “Cerca Farmaco”, che in caso di carenza di un determinato prodotto fa sì che la ricerca avvenga in tempo reale con l’allerta telematica a tutti gli associati. La farmacovigilanza si pone l’obiettivo di inviare al Ministero della Salute qualsiasi reazione avversa segnalata dal paziente anche in concomitanza con l’assunzione di altri medicamenti o cibi (interazione tra farmaci e tra farmaci ed alimenti). La farmacovigilanza avviene anche in occasioni emergenziali quando per un qualsiasi motivo il Ministero decida di eliminare dal commercio per un periodo determinato e per sempre uno specifico prodotto: tutte le farmacie italiane sono in rete e queste disposizioni sono garantite in pochi minuti sull’intero territorio nazionale. Il contenimento della spesa sanitaria pubblica avviene con l’invio quotidiano dei dati sulla dispensazione dei farmaci in SSN (Servizio Sanitario nazionale) al Ministero dell’Economia. Grazie a questa pratica il Governo è in grado di programmare le più adatte strategie, come quella relativa all’incremento dell’utilizzo di farmaci generici (equivalenti) rispetto ai prodotti di marca, detti anche “griffati”.
In Veneto nel 2012 le politiche di contenimento operate soprattutto nelle farmacie territoriali hanno portato ad un risparmio pubblico di 60,5 milioni di euro rispetto all’anno precedete. In tutte le farmacie viene condotta ogni giorno informazione sanitaria a cui si affianca quella legata alle campagne sanitarie contro le malattie cosiddette sociali, come diabete e ipertensione. I dati raccolti grazie alla partecipazione volontaristica dei farmacisti vengono poi indirizzati alle equipe sanitarie preposte, generalmente universitarie, che grazie ad essi sono in grado di attivare percorsi preventivi mirati alle fasce di popolazione a maggior rischio.
Un’informadel dott. Marco Bacchini zione specifica è rivolta, inoltre, da anni agli studenti delle scuole medie e superiori con il progetto di Federfarma Verona “Young&Healthy” che organizza nelle scuole veronesi lezioni contro l’abuso di alcol, droga, fumo, farmaci e informazioni sulle malattie sessualmente trasmesse.

Il programma è realizzato in collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale e con l’attenzione di Anna Lisa Tiberio, responsabile degli Interventi Educativi che recentemente si è fatta portavoce del plauso giunto dal Ministero della Pubblica Istruzione riguardo alla giornata di prevenzione del diabete organizzata da Federfarma Verona e svoltasi nel maggio 2013 in via sperimentale all’Istituto Tecnico Lorgna-Pindemonte. «Questa buona prassi – ha detto Tiberio – sarà ripresa in molte scuole italiane sul modello dell’esperienza veronese».
Le 220 farmacie aderenti a Federfarma Verona (tutte meno le 14 farmacie gestite dall’Agec) si distinguono in 203 private, 7 a capitale “misto” e 10 comunali. Le farmacie sono ripartite nell’ambito territoriale delle tre diverse ULSS 20,21 e 22 e si classificano in 111 URBANE (in comuni o centri abitati con popolazione superiore a 5.000 abitanti), 41 RURALI (in comuni o centri abitati con popolazione inferiore a 5.000 abitanti) e 68 RURALI SUSSIDIATE (in comuni o centri abitati con popolazione inferiore a 3.000 abitanti).
