Non so nulla di pugilato, non comprendo le regole di questo sport, e nemmeno sarei in grado di citarne campioni di oggi o di ieri, ma non conoscere George Foreman (Marshall, 10 gennaio 1949 – Houston, 21 marzo 2025) è impossibile anche per me.
Sportivo modello, Big George, fu protagonista di una lunghissima carriera, protrattasi dapprima dal 1969 al 1977 e successivamente dal 1987 al 1997, nel corso della quale fu medaglia d’oro olimpica nella categoria dei pesi massimi a Città del Messico 1968 e due volte campione del mondo.
Con chi potevamo onorare questa figura se non con l’inenarrabile, nonché appassionato di pugilato, Simone Vesentini?
Matteo Peretti: Dici George Foreman e…
Simone Vesentini: Caro Matteo, ho il cuore spezzato, è stato uno dei miei pugili preferiti! Con lui se ne va l’ultimo di quella triade meravigliosa composta, oltre a lui, da Ali e Joe Frazier.
M: Come lo definiresti come uomo e pugile?
S: Impossibile separare le due parti della medesima persona. Un campione che ha saputo rialzarsi dopo l’umiliazione della sconfitta subita ad opera di Muhammad Ali nel 1974 (Rumble in The Jungle, Kinshasa). Pensa che il vecchio George, che sino ad allora era imbattuto, raccontava di non aver dormito per oltre due anni dopo quel fatto. Questo risponde, credo, pienamente alla tua domanda.
M: Vero, una grande manifestazione di umanità!
S: Ti dirò la verità… più riguardo quell’incontro e più faccio il tifo per lui. A me sinceramente Ali non è mai piaciuto… ma questa è la mia umile opinione di semplice amatore del pugilato. Con l’occasione vorrei anche ricordare il mitico commentatore Rino Tommasi, da poco scomparso che, con la sua voce, ha reso immortale quel match.
Oggi, al telegiornale, hanno legato il suo nome a questa sconfitta, ma George era un vincente. Celebri i suoi due incontri, entrambi vinti per knock out, con un altro grande picchiatore ovvero Smokin’ Joe Frazier. E come non ricordare la girandola di k.o. con Ron Lyle?
M: Qui sei tu l’esperto. Io posso solo annuire.
S: Cosa aggiungerti poi…
Trionfale il suo ritorno a quasi quarant’anni di età, notevolmente appesantito nel fisico, dove si ricostruì una carriera di tutto rispetto ripartendo dal basso, con umiltà e serietà. Celebre la sua frase in cui affermò che era tornato al pugilato per stare lontano dai fast food… che dire, lo amo!
M: Ami Foreman o il fast food?
S: Non mescolare il sacro col profano!
Il suo secondo titolo da campione lo perse solamente nel 1993, contro un ragazzotto di nome Tommy Morrison, per chi non lo conoscesse è quell’attore che ha interpretato Tommy “Machine” Gunn in Rocky V… a proposito di film, Foreman ispirò anche il personaggio di Clubber Lang, impersonato da Mister T, nel film Rocky III.
M: Interessante questo aneddoto! Ma non fu soltanto pugile il nostro George!
S: Sapevo che saresti arrivato al Foreman imprenditore, ti conosco ormai da anni e la domanda era scontata!
M: Talmente scontata che non me l’hai nemmeno fatta iniziare…
S: Appunto! Comunque non divaghiamo! Nella sua pausa pugilistica tra il primo e il secondo titolo, durata venti anni, legò il suo nome a un grill elettrico che gli fece guadagnare un mucchio di soldi… che dire, da buon texano amava gli hamburger!
M: Come dargli torto! Siamo in conclusione, vuoi aggiungere qualcosa?
S: Posso solo dire che mi mancherà tantissimo… ora mi è rimasto solo Mike Tyson!
M: Grazie, Simone! E alle prossime!
di Matteo Peretti

