L’ex deputato della Lega ed oggi ai vertici di Popolo Veneto e Centro studi “Suvorov”, Vito Comencini, non ci sta ad asserite offese su social. E reagisce per vie legali, quasi per riflesso condizionato, pavloviano.
«Nei giorni scorsi – comunica l’esponente venetista – ho presentato un esposto per diffamazione presso gli organi giudiziari competenti contro l’assessore del Comune di Verona Jacopo Buffolo per le gravi dichiarazioni espresse sui suoi profili Facebook, che reputo gravemente offensive e diffamatorie nei miei confronti e delle altre persone presenti nelle immagini postate. In particolar modo, il 4 aprile scorso, Buffolo ha pubblicato un post con un video in cui sono presente mentre assistevo al consiglio comunale assieme ad altri cittadini, con le dichiarazioni offensive: “Ieri sera durante il consiglio comunale mentre rispondevo al consigliere Zavarise circa il diniego espresso alle Pasque veronesi, il Comitato per le Pasquesi è mostrato per ciò che è: un gruppo di razzisti e omofobi, che chiede libertà di parola, ma è il primo che vorrebbe la negazione di tutte le libertà”».
«Le dichiarazioni dell’assessore Buffolo – continua Comencini – hanno un chiaro intento offensivo, dispregiativo e diffamatorio nei confronti dell’intero Comitato Pasque Veronesi, dei suoi membri, militi e, quindi, anche del sottoscritto, presente tra il pubblico alla seduta del consiglio comunale di Verona del 3 aprile. Risulta perciò falso ed un mero insulto l’appellativo “gruppo di razzisti” nei miei confronti che, da deputato della Repubblica Italiana, mi sono occupato della triste questione delle adozioni dei bambini bielorussi e di altre problematiche riguardanti le persecuzioni per motivi di razza, religione e quant’altro in vari Paesi del mondo. Oltre alla tutela dei diritti umani in Paesi come la Cina, facendo una dura e coraggiosa battaglia di denuncia contro le persecuzioni delle minoranze e l’espianto forzato di organi».
«Secondo la definizione della Treccani il termine razzista sta a significare “Chi sostiene e attua la teoria e la prassi del razzismo”. Ciò che riguarda, poi, l’imputazione di essere un gruppo di persone che “vorrebbe la negazione di tutte le libertà”, rientra sempre tra le frasi dispregiative utilizzate nel post da Buffolo e che non rispecchiano la realtà, dato che, come politico, mi sono sempre battuto per l’affermazione di diritti e libertà in cui credo fortemente».
«La normativa europea – conclude l’ex parlamentare leghista – ed in particolar modo la CEDU (Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo), all’art. 8 comma 1, stabilisce che “ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare”, dettame normativo comunitario che nel nostro caso è chiaramente violato dall’autore del post offensivo».

