L’assessore all’Ambiente Tommaso Ferrari: “Il nuovo sistema sta portando la differenziata dal 53% a più del 60% e raggiungeremo il 65% l’anno prossimo. Cambiare era necessario: oggi bisogna avere il coraggio di portare a termine il percorso”
In merito alla mozione di sfiducia nei confronti del presidente di Amia, Roberto Bechis presentata dall’opposizione assieme al gruppo misto della Circoscrizione 8^, l’assessore all’Ambiente, Tommaso Ferrari rileva “come sia legittimo segnalare i disservizi e chiedere che vengano risolti. Meno comprensibile è mettere in discussione chi sta portando avanti un cambiamento che Verona attendeva da anni.
La domanda che dovremmo porci è un’altra: preferivamo continuare con il vecchio sistema dei cassonetti aperti e una raccolta differenziata ferma intorno al 50%, oppure avevamo il dovere di cambiare?
I numeri raccontano una parte importante di questa storia. Verona era ferma da circa un decennio al 53% di raccolta differenziata. Nel 2024 è salita al 57% e nel 2025 ha superato il 60%. Il nuovo sistema, che combina cassonetti ad accesso controllato e raccolta porta a porta, è stato progressivamente esteso alla città proprio con l’obiettivo di aumentare la differenziata e ridurre il rifiuto indifferenziato.
Questo non significa – prosegue Ferrari – che oggi tutto funzioni perfettamente. Ci sono disservizi che vanno risolti, ritardi che vanno recuperati e cittadini che hanno diritto a un servizio puntuale. Su questo AMIA deve continuare a lavorare, e lo sta facendo. Lo stesso presidente Bechis ha indicato come priorità una maggiore rapidità nel recupero dei ritiri saltati e l’incremento dello spazzamento.
Ma una cosa è chiedere ad un’azienda di migliorare il servizio durante una trasformazione. Un’altra è chiedere le dimissioni del presidente proprio perché sta portando avanti quella trasformazione.
Le dimissioni, semmai, bisognerebbe chiederle a chi per troppo tempo ha lasciato Verona ferma. La vera responsabilità politica del passato è stata quella di non avere avuto il coraggio di affrontare prima un problema che altre città avevano già affrontato.
Amministrare significa anche questo: prendere decisioni che non sono sempre comode, investire, cambiare organizzazione e assumersi la responsabilità di un percorso che produce risultati nel medio e lungo periodo. Non si può pretendere di cambiare un sistema senza attraversare una fase di assestamento.
Lo stesso vale per le opere pubbliche: se la paura delle critiche diventa il criterio con cui decidiamo se fare o non fare un intervento, una città rimane inevitabilmente ferma. E Verona è rimasta ferma troppo a lungo.
Oggi abbiamo scelto di cambiare. E cambiare – conclude Ferrari – significa anche affrontare i problemi che emergono, correggere ciò che non funziona e andare avanti.
È molto più facile criticare un cambiamento che assumersi la responsabilità di realizzarlo. Noi pensiamo che amministrare significhi fare la seconda cosa.”

