Una meta-analisi mostra un beneficio significativo in termini di sopravvivenza globale con la terapia di mantenimento con Revlimid® (lenalidomide) nei pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi dopo trapianto autologo di cellule staminali
Unameta-analisi di dati di studi di fase III pubblicata oggi sul Journal of Clinical Oncology conferma quanto già emerso con i precedenti dati e dimostra che la terapia di mantenimento con lenalidomide ritarda la progressione della malattia mantenendo la risposta terapeutica nei pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi sottoposti a trapianto autologo di cellule staminali.
La terapia di mantenimento con lenalidomide ha prolungato in modo significativo la sopravvivenza globale riducendo il rischio di decesso del 25% rispetto a placebo/sola osservazione; non sono stati individuati nuovi segnali di sicurezza.
Lenalidomide può ora essere considerato standard di cura per la terapia di mantenimento post-trapianto.
Boudry, Svizzera, 26 luglio 2017 – Celgene International Sàrl, una filiale interamente controllata da Celgene Corporation (NASDAQ: CELG), ha annunciato oggi che è stata pubblicata sul Journal of Clinical Oncologyuna meta-analisi di dati combinati di studi di fase III, attribuendo lo stato di “Rapid Communication” perché considerata meritevole di una rapida diffusione. La meta-analisi mostra un beneficio significativo in termini di sopravvivenza globale (OS) nei pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi trattati con la terapia di mantenimento con Revlimid® (lenalidomide) dopo il trapianto autologo di cellule staminali (ASCT). La meta-analisi ha accorpato i dati di studi di fase III condotti dal Cancer and Leukemia Group B (CALGB) con il supporto del National Cancer Institute statunitense(NCI),dell’Intergroupe Francophone du Myélome (IFM) e del Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto (GIMEMA). Autori dell’articolo peer-reviewedsono Philip McCarthy del Roswell Park Cancer Institute, New York, USAe i suoi colleghi. Philip McCarthy è stato inoltre lead investigatordello studio CALGB.
Nel mese di febbraio 2017, lenalidomide è stato approvato in Europa come terapia di mantenimento dopo ASCT dalla Commissione Europeasulla base dei dati ottenuti negli studi CALGB e IFM. «Questi importanti dati confermano le informazioni a supporto della recente approvazione della nuova indicazione di lenalidomide come terapia di mantenimento nei pazienti sottoposti al trapianto. La remissione e il controllo a lungo termine della malattia sono gli obiettivi fondamentali del trattamento di pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi. In questo contesto, lenalidomide ha dimostrato di ritardare la progressione della malattia, prolungare il tempo alla somministrazione della successiva linea di trattamento e, in ultima analisi, prolungare la sopravvivenza. Può essere ora considerato come lo standard di cura per questi pazienti»afferma Michel Attal, Direttore Esecutivo dell’Institut Universitaire du Cancer Toulouse Oncopole e Institut Claudius Regaud(Francia) e autore senior dell’articolo.
La meta-analisiha combinato i dati di 1208 pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi elegibili a trapianto arruolati in tre studi di fase III, randomizzati, controllati (CALGB 100104, IFM 2005-02, GIMEMA RVMM-PI-209), e ha dimostrato la superiorità della terapia di mantenimento con lenalidomide (n=605) rispetto a placebo o a nessuna terapia di mantenimento (n=603).

