Accolte per un evento dal presidente Lorenzo Fontana con i genitori e una delegazione composta tra gli altri dal presidente della Provincia Pasini, il direttore dell’Ulss 9 Scaligera Benini, il sindaco di Salizzole Campi
Roma, 15 maggio 2024. Mamma, papà e due sorelle gemelle: una famiglia qualsiasi, si direbbe. In realtà, una famiglia «speciale». Una famiglia che, nonostante le difficoltà che il destino le ha riservato, non si è chiusa in se stessa, ma anzi ha deciso di aprirsi agli altri. Trasformando la disabilità prima in diverse abilità, poi addirittura in talenti. Da condividere con gli altri, senza stancarsi o fermarsi mai. Perché solo «assieme si vince!».
DALLA DISABILITÀ AI TALENTI. Con questo motto, che descrive quella che da alcuni anni è diventata la loro missione, le gemelle veronesi Caterina e Francesca Santin, nate a Salizzole (Verona) 22 anni fa, sono sbarcate oggi con i genitori a Roma, alla Camera dei Deputati, invitate dal presidente, il veronese Lorenzo Fontana, come testimonial in occasione della Giornata internazionale delle Famiglie. Per un primo bilancio di un’attività che le ha viste fondare due anni fa, insieme a mamma Stefania e a papà Sergio, l’associazione La Bottega dei Talenti, con cui hanno girato la provincia (e ora anche l’Italia) per incontrare i giovani e trasmettere il messaggio che sta loro così a cuore: «Volevamo divulgare il bene prezioso della diversità, condividendo con gli altri ciò che noi come genitori abbiamo avuto la fortuna di imparare da Caterina e Francesca», racconta papà Sergio Santin, presidente dell’associazione. «Ognuno di noi, qualsiasi sia il colore della sua pelle, il suo ceto sociale, la sua condizione psicofisica, ha due giorni importanti nella vita: quello in cui siamo nati e quello in cui capiamo il perché. Quello è il nostro talento, mettiamolo al servizio degli altri».
Una famiglia e un messaggio dirompente, quello delle gemelle Santin e dei loro genitori, che il presidente della Camera Fontana ha voluto che in questa giornata fosse d’esempio e di ispirazione per molte altre: «La famiglia è il luogo in cui si apprendono i valori della solidarietà, dell’uguaglianza e del rispetto, che sono alla base della convivenza civile», afferma Fontana, presidente della Camera dei deputati. «Essa svolge un ruolo cruciale nella promozione e nello sviluppo della persona. In particolar modo, nell’educazione e nella formazione – umana e civile – dei giovani. Ma non solo. Sull’istituzione familiare pesano anche molti compiti di assistenza e di cura – a volte molto gravosi – soprattutto nei confronti dei suoi componenti più fragili. La giornata che oggi celebriamo ci invita, dunque, a riflettere sulle sfide e sulle difficoltà quotidiane che le famiglie si trovano ad affrontare. E a raccogliere la testimonianza di una storia familiare coraggiosa e di grande ispirazione per tutti noi. Ritengo che la famiglia debba essere al centro dell’attenzione costante delle Istituzioni, attraverso l’adozione di politiche in grado di valorizzarne la sua essenziale funzione. Investire nella famiglia significa investire nella costruzione di una società più equa e inclusiva, nella quale il valore e la dignità di ogni persona sia pienamente affermato».
Caterina e Francesca: una missione, tanti progetti. Le due gemelle non possono parlare, una grave disabilità dalla nascita non consente loro di camminare, possono esprimersi solo attraverso il movimento degli occhi. Eppure grazie a mamma e papà, che sono diventati la loro voce, hanno preso in mano la loro vita e ne stanno facendo un capolavoro. «Di strada ne hanno fatta tanta: prima, subito dopo il diploma in Servizi sociosanitari, da “maestre d’inclusione” hanno portato nelle scuole il loro progetto, che da quelle dell’infanzia ora è sbarcato alle medie e alle superiori, da quelle della provincia di Verona, sarà presto in molti altri istituti d’Italia», racconta Santin. «Ancora, le arti: la loro danza inclusiva, che le ha viste volteggiare in carrozzina tra nuvole di tulle di mille colori, insieme alle ragazze della scuola di danza Svirgulino di Nogara sul palco dello Zecchino d’oro, è stata l’augurio di Natale agli italiani lo scorso 25 dicembre dalle frequenze di Raiuno. Poi si sono rivolte al mondo dello sport: partite con un evento dal Tennis Club di Nogara, a due passi da casa nostra, all’inizio di maggio le ragazze erano “portabandiera” d’inclusione agli Internazionali di Tennis, al Foro Italico. Obiettivo condiviso con la Federazione Tennis e Padel, e che rientra nel progetto Turismo Sociale Inclusivo voluto dal Ministero delle Politiche Sociali attraverso l’Ulss 9 Scaligera, non solo per avvicinare agli sport di racchetta i bimbi diversamente abili, ma anche per metterli nelle condizioni di giocare con i loro coetanei. Infine, le ragazze non potevano mancare a un evento dell’Italian Diplomatic Academy, dove alla Gran Guardia di Verona hanno incontrato ben 500 giovani con il sogno della carriera diplomatica, per sensibilizzarli verso i temi dell’inclusione e della disabilità, che si spera facciano di questi ragazzi dei veri ambasciatori di pace, integrazione e concordia nel mondo».
IL MOTTO DI CATERINA E FRANCESCA. «Non servono parole o gesti eclatanti per cambiare il mondo», spiegano infatti nel video di presentazione Caterina e Francesca, «basta essere noi stessi. Abbiamo la possibilità di costruire un mondo migliore, perché assieme si vince».
::::::::::::
GLI ALTRI INTERVENTI DI OGGI
Alessandra Locatelli, Ministro per le disabilità (assente, ha inviato una lettera): «Il nucleo fondamentale della nostra società, la famiglia, va messa al centro dell’azione politica. Le sfide che ci attendono sono tante ma abbiamo concrete opportunità con la presa in carico della persona e il progetto del caregiver familiare. Penso anche alla modifica della legge sul “Dopo di noi”: il tavolo di lavoro ha accolto in questo senso molte proposte emerse dalle famiglie per una vita autonoma e indipendente di ogni persona. Abbiamo così l’occasione di passare dall’assistenzialismo e dalla vittimizzazione alla valorizzazione della persona e dell’autonomia».
Flavio Pasini, presidente della Provincia di Verona: «Abbiamo visto crescere queste ragazze con tanta forza, che ci fa aprire tutte le porte. La famiglia Santin è riuscita a dare un messaggio: l’inclusione è una cosa che abbiamo dentro e una battaglia che dobbiamo portare avanti. Partiti dalle scuole di Nogara, con dei lavori per consentire l’accesso a la mobilità delle persone con disabilità, ora come amministratori stiamo lavorando sull’inclusione a 360 gradi, che sta diventando il nostro impegno quotidiano».
Patrizia Benini, direttore generale ULSS 9 Scaligera: «L’Ulss 9 Scaligera ha una lunga tradizione di impegno nel Sociale. Ma in questo caso la fortuna è stata trovare questa famiglia, che è davvero di esempio per dimostrare il lato positivo della solidarietà, all’interno della famiglia come nella società. Stiamo utilizzando la potenza del suo messaggio per portare la loro esperienza nelle scuole e in tutta la società, perché è l’inclusione sociale che sosterrà lo sviluppo sociale, dimostrando che se lavoriamo perché i talenti di tutti diventino realtà, possiamo fare davvero grandi cose. L’obiettivo, dunque, è esportare l’esperienza iniziata nel Veronese anche fuori, grazie alla Regione Veneto che sostiene questa progettualità».
Domenico Pompili, vescovo di Verona (assente, ha inviato una lettera): «Come ha ribadito Papa Francesco, a livello istituzionale urgono politiche efficaci e scelte coraggiose e concrete in favore delle famiglie, per seminare oggi, affinché i figli possano raccogliere domani. Mi unisco per diventare anch’io strumento di pace, a partire proprio dal nucleo fondamentale che è la famiglia».
Angelo Campi, Sindaco di Salizzole: «Avere sul territorio una famiglia come la famiglia Santin per noi è un vanto. Rappresenta un esempio per la nostra piccola comunità e nello stesso tempo le consente di essere conosciuta anche in sedi importanti a livello nazionale. Come Comune, per questo, stiamo predisponendo un progetto – pensiamo ad esempio a un premio legato a questa associazione– che sia un riferimento stabile nella nostra comunità, a partire dalle scuole, perché questo esempio possa rimanere nel tempo».
Mons. Gianni Fusco, docente presso l’Università LUMSA: «L’insegnamento più forte di queste due ragazze è che nel dare c’è molta più gioia che nel ricevere. Investire sulla famiglia non è mai un investimento a perdere».
All’evento alla Camera dei deputati erano presenti anche: Maurizio Facincani, direttore dei Servizi Socio Sanitari Ulss 9 Scaligera; Manuel Dominguez Alcon, direttore degli Istituti per l’Organizzazione Neurologica; Anna Lisa Tiberio, del Liceo Statale Enrico Medi di Villafranca e coordinatrice Rete di Cittadinanza, Costituzione e legalità; Graziella Benedetta Rossignoli, dirigente dell’Istituto Comprensivo di Nogara.

