Stiamo vivendo una situazione storica e sociale davvero disarmante sotto tutti i punti di vista. Due mesi di isolamento hanno messo parte della nostra economia in ginocchio, coloro che duramente hanno saputo resistere sono ora nuovamente piegati dal recente DCPM. A farne le spese il popolo. Lavoratori, anziani e bambini. Le categorie deboli sempre nel mirino di chi governa o dovrebbe governare. Le scuole sono purtroppo nel caos totale, le vittime sono i bambini e spesso gli insegnanti che si trovano con le mani legate per la realtà stravolta in cui sono costretti ad insegnare. Per i bambini soprattutto piccoli è stato traumatico e surreale il lockdown di marzo e aprile ed ora, appena ripresa la quotidianità, si ritrovano a una scuola dove non sono consentite gite scolastiche, compleanni e feste di nessun tipo, laboratori, musei, teatri, divertimenti. Si trovano immersi in una realtà di “non contatto”. Ciò è gravissimo. Tanto più lo è per bambini con qualche DSA o i bambini con Disturbo di iperattività e Decifit Dell ‘ attenzione (i tanto discussi ADHD). Per questi bambini è fondamentale il contatto con insegnanti e coetanei. Per questi bambini è fondamentale una routine precisa e metodica, ogni interruzione della routine quotidiana equivale ad azzerare qualsiasi passo e progresso fatto. Equivale a condannarli a “tornare indietro e non progredire”. È necessario a livello psicofisico il contatto fisico, come l’ affettività , l ‘interazione e la condivisione e una parvenza di routine per quanto possibile. Questi sono diritti inalienabili di tutti i bambini. Ma se spesso il bambino senza “deficit o problematiche” reagisce a questa situazione deprimente e paradossale in modo più o meno adattativo i bambini con difficoltà come DSA, ADHD o altre problematiche più gravi non hanno gli strumenti per farlo. Spesso questi bambini hanno certificazioni che però nel totale caos della scuola del momento non vengono più seguite. Ricordo che il percorso per certificare un bambino come ADHD o con qualche disturbo DSA non è una cosa all’acqua di rose. Servono numerosi appuntamenti con gli psicologi per diagnosticare queste piccole o grandi problematiche con notevole stress da parte di genitori e bambini. Queste certificazioni vanno sempre seguite da parte delle scuole e sono valide per l’intero ciclo di studi dei propri figli. Le misure di contenimento covid non cancellano queste accortezze. Ancora di più adesso, nella situazione attuale, ci vorrebbero ancora più accortezze, per bilanciare a questa follia circostante che ci rende schiavi della paura e isolati. I bambini vanno tutti tutelati, facendo il possibile e l’ impossibile. Ancora più chi presenta delle fragilità deve esser tutelato e protetto. Non esistono solo le regole “del distanziamento e l’ igiene” esistono anche le regole più che umane della tutela di cui è più in difficoltà, di chi dipende dalle nostre attenzioni e cure. Siamo umani prima di tutto non seguaci di nessuno. Questa benedetta umanità usiamola ora, in questo momento, per far vedere chi e cosa siamo e quello in cui crediamo.
Alessandra Cordioli

