11 le esperienze protagoniste quest’anno nel mantovano tra tirocini e alternanze rivolti a giovani con fragilità. L’esempio emblematico di Cascina Basalganella con assunzione di un ragazzo con disabilità grave: “Per noi è un lavoratore prezioso” commenta la referente Elena Garosi.
Mantova sul fronte del sostegno e della valorizzazione dell’inclusione lavorativa di soggetti con svantaggio coinvolti in attività del settore agricolo. Il territorio dà voce a dati e storie di inserimento professionale concretizzate nell’ambito della rete di Agricoltura sociale Lombardia che sul contesto virgiliano conta ben 12 realtà mappate tra aziende agricole e cooperative (approfondimento nel documento allegato). Si tratta di esperienze di agricoltura sociale che superano gli steccati di pregiudizi e diagnosi dando vita a percorsi inclusivi, con protagonisti adulti e giovani, da cui scaturiscono spesso risultati sorprendenti attraverso mansioni lavorative a contatto con la natura e che si rapportano direttamente al mondo agricolo, ai suoi ritmi e sostenibilità.
La Provincia di Mantova è ente capofila della stessa Agricoltura Sociale Lombardia, realtà che promuove iniziative coniuganti l’aspetto imprenditoriale dell’agricoltura con un programma di sviluppo orientato ai valori sociali, all’inclusione socio-lavorativa di soggetti con disabilità/fragilità o in situazioni di difficoltà. Altri obiettivi cardine sono la creazione di una rete tra realtà agricolo-sociali lombarde e la promozione dei loro prodotti di qualità.
Le storie di agricoltura sociale della rete parlano in maniera articolata di assunzioni a tempo determinato e indeterminato, corsi di formazione professionalizzanti oltre che in primis di tirocini e percorsi di alternanza dedicati ai giovani con fragilità. Nel 2017 sul territorio mantovano sono a questo proposito previste 11 nuove esperienze: nello specifico 5 di alternanza scuola-lavoro e 6 di tirocinio.
Quattro esperienze di alternanza sono, ad esempio, già state attivate all’interno del Centro Polivalente Bigattera e coinvolgono studenti di classe quinta provenienti da scuole del territorio: tre dall’Istituto Agrario “Strozzi” (sedi di Mantova, San Benedetto e Palidano) e una ragazza dal Liceo artistico “Giulio Romano”. I percorsi di tirocinio includeranno anche ragazzi di età superiore. Tutte queste esperienze, sostenute da fondi regionali ottenuti dalla Provincia di Mantova per realizzare il progetto “Agricoltura Sociale Lombardia”, sono finalizzate sia a valorizzare le capacità dei giovani coinvolti sia a insegnare loro abilità lavorative, di carattere specifico e trasversale, nel settore agricolo prevedendo diverse mansioni a seconda dei contesti e delle abilità possedute dai ragazzi stessi, come spiega Albertina Chirico, responsabile del Centro Polivalente Bigattera: “La gamma di attività che queste persone possono svolgere è talmente varia da consentire a ognuna di applicarsi rispettando i propri limiti e valorizzando le proprie qualità. Nel caso dell’ortoflorovivaismo, ad esempio, si va dalla semina in serra, semina e trapianto in pieno campo fino alla raccolta del prodotto maturo. Alcune realtà della nostra rete mantovana trasformano i loro prodotti agricoli (ortaggi e frutta) in sottoli, sottaceti, marmellate, confetture, conserve, eccetera, permettendo così ai lavoratori di sperimentare anche i processi legati al laboratorio di trasformazione. Nei contesti con servizio di agriturismo i ragazzi impiegati come tirocinanti o addetti possono contribuire alla sistemazione degli spazi riservati all’accoglienza, alla manutenzione del verde e alla gestione degli animali. Relativamente alle colture protette le mansioni consistono nella sistemazione dei bancali, manutenzione delle piante in vendita, irrigazione e pulizia delle serre. Le persone che lavorano in questi contesti sono in grado di usare attrezzi agricoli e piccole macchine come decespugliatori, tosaerba e frese, svolgendo anche mansioni di potatura”.
La rete provinciale mantovana rivela infine uno spaccato importante dal punto di vista degli inserimenti lavorativi di persone con diversa tipologia di svantaggio, registrando un totale di 12 inclusioni di carattere professionale che comprendono contratti stagionali, a tempo determinato e anche indeterminato. Viene così scardinato il più alto pregiudizio sul tema del rapporto disagio-lavoro. Ogni anno la rete provinciale concretizza tirocini e percorsi professionalizzanti sul fronte agri-sociale.
- L’esempio virtuoso di Cascina Basalganella: “Siamo contenti e orgogliosi di aver assunto Marco perché siamo convinti che anche le persone che hanno delle importanti disabilità, nel contesto del mondo agricolo, riescono a svolgere un lavoro ed essere utili dando il loro contributo in un ambiente dove ogni capacità anche se limitata diventa una risorsa” racconta la referente Elena Garosi.
L’Azienda agricola Cascina Basalganella, situata a Villa Cappella Ceresara, è uno tra gli esempi emblematici del territorio mantovano sul fronte dell’agricoltura sociale. E la storia di Marco ne è la viva testimonianza. Marco è un giovane che presenta una disabilità psichica certificata come grave e che inizia il suo percorso lavorativo all’interno del contesto di Basalganella nel 2013.
“Sia il Comune di Ceresara che Albertina Chirico, responsabile del Centro Polivalente Bigattera, ci avevano parlato di questo giovane che cercava lavoro – racconta Elena Garosi, referente di Cascina Basalganella, psicologa ed educatrice – Marco è così partito grazie a una dote lavoro e percorsi di tirocinio. Visti il suo grande senso di responsabilità e le capacità emerse proprio grazie all’inserimento lavorativo, l’esperienza è continuata sfociando in una vera e propria assunzione che lo impegna in mansioni sia di accudimento e cura degli animali sia di manutenzione del verde: attività per noi preziose e che Marco sa gestire molto bene, con sensibilità e attenzione”. Un coinvolgimento lavorativo che permette di scardinare il tabù riguardante il connubio disabilità mentale-lavoro garantendo alla persona contributo economico, inclusione sociale e non da ultima autostima. “Marco svolge anche un importante ruolo di accoglienza in occasione delle nostre iniziative di fattoria didattica spiegando ad altri ragazzi con fragilità e bambini come si realizza il lavoro oltre ad alcune curiosità – sottolinea Elena Garosi – Abbiamo fatto un inserimento che tenesse conto delle sue capacità e dei suoi tempi, la conduzione familiare gli ha trasmesso inoltre molta serenità: il bello dell’agricoltura è che c’è spazio per tutti. Questo è il valore dell’agricoltura sociale”.
Un’esperienza che è diventata una parte importante nella vita di Marco, come lui stesso ci racconta direttamente: “Da piccolo facevo molti sogni e adesso si sono realizzati: sognavo di avere un cavallo e di occuparmi di tanti animali e così è stato. Il mio primo maestro è stato mio nonno Rosimbo: con lui salivo sul trattore e mi ha anche insegnato a fare il vino. Poi sono andato a scuola dove sono diventato dottore e professore agrario e ora lavoro qui: allevo gli animali, sono un cavaliere con i cavalli e insegno agli altri ragazzi come prendersi cura degli animali del pollaio”.
Oltre all’attività produttiva in campo agricolo e di allevamento, Cascina Basalganella svolge con continuità quella di fattoria didattica dedicata a scuole, famiglie e persone con fragilità. Operativa anche come agriturismo e sul fronte di eventi mirati al coinvolgimento sociale (Festa del Pane), si configura come la prima azienda in Italia ad aver adottato una segnaletica con indicazioni di comportamenti comprensibile anche dalle persone diversamente abili e dai bambini piccoli poiché basata su immagini.
Le storie di Agricoltura Sociale Lombardia sono consultabili anche sul sito www.agricolturasocialelombardia.it

