Il presidente di ANCI Veneto, Mario Conte, esprime piena soddisfazione per la firma del decreto autovelox da parte del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che definisce in modo organico le procedure di omologazione, verifica e taratura dei dispositivi per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità. Proprio la scorsa settimana, Mario Conte insieme al presidente della Consulta Mobilità e Trasporto di Anci Veneto, Gabriele Bolzoni, aveva inviato al Ministro una lettera chiedendo un intervento risolutivo che è dunque arrivato.
“Accogliamo con favore questo provvedimento che porta finalmente chiarezza su un tema che da anni generava incertezza normativa, contenzioso e difficoltà operative per i nostri Comuni – dichiara Mario Conte, presidente di ANCI Veneto – Come ANCI Veneto, avevamo sollecitato il Ministero a intervenire per superare ogni incertezza interpretativa a tutela sia degli enti locali che dei cittadini. Questo decreto risponde a tale esigenza, garantendo maggiore legittimità ai controlli e certezza del diritto”.
Il decreto ministeriale, che ha superato la consultazione europea TRIS, interviene esplicitamente sul processo di omologazione del prototipo, sulla taratura e le verifiche iniziali dei singoli dispositivi, e sulle verifiche periodiche di funzionalità lungo l’intero ciclo di vita degli strumenti. Prevede inoltre il collegamento tra omologazione, qualità del processo produttivo e certificazione ISO 9001 dei fabbricanti, e la possibilità di ispezioni da parte di organismi accreditati.
“La disciplina transitoria, che considera omologati i dispositivi già approvati e conformi alle nuove disposizioni, è un passo fondamentale per ridurre il contenzioso sulle multe degli autovelox – aggiunge il presidente Conte – Ci auguriamo che questo decreto ponga fine alle incertezze interpretative, rafforzando la sicurezza stradale e la fiducia dei cittadini nella legittimità dei controlli”.
ANCI Veneto continuerà a monitorare l’applicazione del decreto, auspicando che, se necessario, si possa procedere con una correlata modifica normativa all’art. 142 del Codice della Strada per rendere la disciplina ancora più certa e inattaccabile.

