Come è ormai tradizione, il quinto mese dell’anno è, per il mondo del ciclismo, il periodo del Giro d’Italia. Non è da meno il maggio 2018. La corsa rosa inizierà il prossimo 4 maggio da Gerusalemme (prima partenza fuori Europa nella storia) per terminare domenica 27 a Roma.
Il favorito della vigilia è il britannico, vincitore di quattro Tour e di una Vuelta, Chris Froome. Altri campioni in gara sono, rispettivamente, il vincitore del Tour of Alps, Thibaut Pinot, e il trionfatore uscente Tom Dumoulin. All’ex-Giro del Trentino sono apparsi in leggero ritardo di forma sia il già citato Froome,che il sardo Fabio Aru, ma immutate rimangono le loro speranze di trionfo. Possibili outsider sonoil nostro Domenico Pozzovivo e il colombiano Lopez (rispettivamente secondo e terzo a Innsbruck). Il colombiano Chavez e il britannico Yates completano il lotto dei candidati almeno per il podio. Non saranno al via, invece, Nairo Quintana e Vincenzo Nibali, secondo e terzo nella scorsa edizione della corsa italiana. Assente, come ormai tradizione, anche il tre volte campione del mondo Peter Sagan. Non ci sarà nemmeno il veronese Cunego che ha già annunciato il suo ritiro a fine giugno. Formolo, Guardini, Viviani e Zardini saranno i quattro veronesi in corsa a Gerusalemme.
Il Giro partirà con un cronoprologo di 10 km il quattromaggio a Gerusalemme per poi affrontare due tappe in territorio israeliano con arrivi per ruote veloci a Tel Aviv edEilat.
Il ritorno in Italia è fissato per l’8 maggio con finale nella parte alta del paese di Caltagirone (Sicilia) dopo 191 km di saliscendi impegnativi. Dopo un’altra tappa tortuosa, con conclusione nella Valle del Belice, a cinquanta anni esatti dal terribile terremoto che colpì la zona, la corsa affronterà il suo primo arrivo in salita sull’Etna, dove nel 2017 vinse lo sloveno Polanc.Superata una tappa per velocisti, il 12 maggio sarà affrontato il secondo arrivo in salita al Santuario di Montevergine, dove nel 2004 vinse eindossò la sua prima maglia rosa il nostroDamiano Cunego. Il giorno successivol’arrivo è fissato sul Gran Sasso, già teatro di numerose imprese, tra le quali non si può non citare quella del compianto Marco Pantani nel 1999 che vinse per distacco sullo scomparso Josè Maria Jimenez.
Superate quattro tappe in Italia centrale (non prive di insidie), sarà sabato 19 maggio a regalare il quarto arrivo in salita sullo Zoncolan, salita che vide anche la vittoria in maglia rosa di Simoni nel 2003. Il 20 maggio avrà luogo una tappa sulle Dolomiti con quattrogpme arrivo a Sappada. Lasciata alle spalle una giornata di riposo, sarà la cronometro individuale Trento-Rovereto di 35 km a stravolgere la classifica (uno scontro Froome – Dumoulin?).
Dopo un arrivo pianeggiante nella zona del Franciacorta, la tappa numero diciotto porterà la carovana a Pratonevoso, dove nel 1996 trionfò Tonkov, che vinse quell’edizione del Giro, e nel 2000 toccò a Garzelli, primo poi anche lui nella classifica generale finale di quell’anno. Saranno però le tappe 19 e 20 (di venerdì 25 e sabato 26 maggio) a decidere l’esito della corsa italiana. Entrambe le giornate vedranno i corridori rimasti salire sulle Alpi occidentali. La prima frazione, con quattrogpm, vedrà i corridori affrontare il Colle delle Finestre (con una decina di km di sterrato), il Sestriere e l’arrivo in salita a Bardonecchia, la seconda, di ben 214 km,arriverà, invece, ai 2.000 di Cervinia dopo aver superato il Col Tsecore e il Saint Pantaleon.
L’arrivo finale a Roma di domenica 27 maggio servirà solo a consacrare l’atleta uscito in rosa dalle precedenti frazioni.
Matteo Peretti

