Venezia, 18 giugno 2026
“I dati diffusi da Banca d’Italia confermano un rallentamento dell’economia veneta legato principalmente alla contrazione del commercio internazionale, alle tensioni geopolitiche e all’incertezza che caratterizza i mercati globali. Si tratta di una fase che interessa tutte le principali economie manifatturiere europee e che richiede risposte strutturali e una visione di lungo periodo. Il Veneto dispone di fondamentali solidi, di una straordinaria capacità imprenditoriale e di un sistema produttivo che ha dimostrato più volte di saper reagire alle difficoltà e trasformarle in opportunità”.
Lo dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Massimo Bitonci commentando il rapporto della Banca d’Italia sull’economia regionale.
“Come Regione stiamo mettendo in campo una strategia articolata che punta a rafforzare la competitività delle imprese, sostenere gli investimenti produttivi e del credito attraverso le garanzie statali e regionali, attrarre nuovi capitali e accelerare i processi di innovazione. Negli ultimi anni abbiamo attivato strumenti finanziari e incentivi a favore delle pmi, delle startup innovative e delle imprese che investono in ricerca, digitalizzazione, transizione energetica e internazionalizzazione. Continueremo a rafforzare queste misure, anche attraverso l’utilizzo delle risorse europee della programmazione FESR 2021-2027”.
Secondo Bitonci uno degli elementi chiave sarà il rafforzamento dell’ecosistema regionale dell’innovazione: “Stiamo lavorando al riordino e alla valorizzazione delle Reti Innovative Regionali e dei Distretti industriali, affinché diventino sempre più strumenti di trasferimento tecnologico e collaborazione tra imprese, università e centri di ricerca. Il Veneto possiede un patrimonio scientifico e brevettuale di altissimo livello che deve essere messo maggiormente a disposizione del sistema produttivo. Per questo intendiamo rafforzare la collaborazione con le università venete e con gli organismi di ricerca per favorire l’utilizzo industriale dei brevetti, la valorizzazione dei risultati della ricerca e la nascita di nuove imprese innovative”.
L’assessore evidenzia inoltre il ruolo strategico delle politiche di attrazione degli investimenti: “La ZLS Porto di Venezia-Rodigino rappresenta uno strumento fondamentale per attrarre nuovi investimenti produttivi, favorire l’insediamento di imprese e rafforzare la competitività del nostro sistema logistico e manifatturiero. In questo contesto assume particolare rilevanza la candidatura di Porto Marghera a ospitare un hub europeo per le materie prime critiche, un progetto che può generare nuove filiere industriali ad alto valore aggiunto, creare occupazione qualificata e rafforzare il ruolo del Veneto nelle strategie industriali europee”.
Particolare attenzione sarà dedicata anche all’internazionalizzazione delle imprese: “L’apertura ai mercati esteri resta una delle principali leve di crescita per il Veneto. Per questo continueremo a sviluppare programmi di accompagnamento all’export e alla presenza internazionale delle nostre imprese, rafforzando la collaborazione con Venicepromex, Unioncamere Veneto, il sistema camerale e le Camere di Commercio italiane all’estero. L’obiettivo è diversificare i mercati di destinazione e sostenere le imprese nei processi di penetrazione commerciale nelle aree a più elevato potenziale di crescita”.
Tra le priorità regionali anche la semplificazione amministrativa: “Le imprese chiedono tempi certi e procedure snelle. Stiamo lavorando per ridurre gli oneri burocratici, accelerare i procedimenti autorizzativi e rendere più efficiente il rapporto tra pubblica amministrazione e sistema produttivo. Una particolare attenzione è riservata al settore energetico, attraverso la definizione delle aree idonee e l’accelerazione degli iter autorizzativi per gli impianti da fonti rinnovabili, garantendo al contempo sostenibilità ambientale e competitività delle imprese”.
Infine, Bitonci sottolinea la necessità di concentrare le politiche industriali sui comparti a maggiore potenziale di sviluppo: “Stiamo sviluppando una mappatura dei settori strategici regionali per orientare gli investimenti pubblici e privati verso le filiere che rappresentano il futuro dell’economia veneta. Penso in particolare all’agroindustria avanzata, all’aerospazio, alla microelettronica, alle biotecnologie, alle tecnologie per la salute, alle energie pulite e alla manifattura ad alta intensità tecnologica. Sono questi gli ambiti nei quali il Veneto può consolidare il proprio ruolo di motore economico nazionale ed europeo”.
“Il rallentamento evidenziato da Banca d’Italia non deve essere letto come un arretramento strutturale, ma come una fase di transizione che richiede investimenti, innovazione e capacità di visione. La Regione Veneto lavora al fianco delle imprese, delle università e delle parti economiche e sociali per costruire le condizioni di una nuova stagione di crescita, occupazione qualificata e sviluppo”, conclude l’assessore Bitonci.

