Ringrazio tutti i Consiglieri Comunali che hanno portato un contributo positivo all’approvazione della delibera, l’assessore Caleffi e gli Uffici, non certo alcuni esponenti dell’opposizione abituati a lavorare solo contro, i professionisti del NO: 1974 emendamenti non sono un apporto costruttivo, semmai chiaramente distruttivo. Abbiamo conseguito una vittoria storica per la città, un traguardo importante che con l’aggiudicazione della gara prima della fine del mandato, completerà uno dei percorsi più significativi di questo quinquennio.
Per questo progetto l’Amministrazione comunale stanzia circa 14 milioni di euro a fronte dei 30 che investe il privato, così si restituirà il complesso alla città, non solo attraverso attività commerciali ma anche attraverso spazi scolastici, spazi per attività museali, altri spazi pubblici, il recupero e la riqualificazione di tutta l’area verde con una copertura avveniristica in vetro e acciaio della corte centrale, il che renderà fruibile la struttura anche in inverno e con condizioni di maltempo; la passeggiata area permetterà di ammirare dall’alto non solo l’Arsenale e gli spazi limitrofi, ma anche il centro storico di Verona. Inoltre, alla fine del periodo di concessione, il privato restituirà al Comune il bene completamente intatto e restaurato.
Negli anni sono state formulate diverse ipotesi da parte di comitati o dall’opposizione, ma nessuna di queste concretamente percorribile. Nessuno ha proposto una vera soluzione alternativa: si è fantasticato sulla possibilità di accedere a contributi europei e statali, strade che puntualmente siamo andati a verificare, ma che ogni volta si sono rivelate delle autentiche bufale. Come ad esempio il fondo governativo Bellezza dal quale, secondo la minoranza, avremmo dovuto attingere un importante contributo; in realtà era destinato a finanziare solo beni di proprietà dello Stato o della Chiesa, nessuno di proprietà comunale.
Tra le proposte impraticabili, ricordiamo il progetto Chipperfield della precedente Amministrazione di centro sinistra, il cui costo di 90 milioni di euro era assolutamente insostenibile. Ribadiamo infine che il patto di stabilità tiene bloccati più di 100 milioni di euro, soldi dei veronesi coi quali avremmo potuto affrontare da soli la spesa per il recupero del bene. Dopo più di 20 anni di proposte insensate, le quali rischiavano di mandare definitivamente in pezzi l’Arsenale, finalmente si può partire con un intervento che in breve tempo restituirà alla città un patrimonio architettonico e storico importantissimo.

