Verona – Una foto simbolo dell’attualità. Nel cuore pulsante della filovia, alla Genovesa, nei pressi del parcheggio scambiatore. O, meglio, il capolinea e polo logistico (zona Verona Sud – ZAI, in prossimità della Motorizzazione Civile in riconversione), sede di deposito, officine (per ricovero, manutenzione e lavaggio dei 39 filobus preannunciati in servizio, 6 da 18 metri e 33 da 18,75 metri), uffici direzionali, servizi per il personale (mense e spogliatoi), area di ricarica dei mezzi e gestione centrale del sistema che interessa i principali assi viari della zona industriale.
La tratta pilota, in base alle varianti di AMT 3, al cronoprogramma dei cantieri ed all’opzione dell’amministrazione comunale di dare il via alle prestazioni secondo stralci funzionali, sarà di circa 11 chilometri, una linea di prova e d’avvio esercizio sulla direttrice Genovesa-stazione di Porta Nuova-stadio “Bentegodi” (e viceversa).
I primi collaudi del filobus su strada senza servirsi dei fili della linea aerea (avvalendosi delle batterie per la marcia autonoma) sono stati effettuati con successo in settembre 2026 dal parcheggio scambiatore della Genovesa attraverso viale delle Nazioni, largo Perlar, viale del Commercio, viale dell’Industria e la zona del parco Santa Teresa, fino al capolinea di viale dell’Agricoltura (nelle immediate adiacenze di Veronafiere).
Il… battesimo della circolazione ha riguardato uno dei veicoli full electric prodotti dalla svizzera Hess Carrosserie (azienda fondata nel 1882, con sede principale a Bellach, nel Canton Soletta, nel distretto di Lebern), con marcia autonoma a batteria nelle zone centrali e ricarica in movimento (motion charging) per mezzo di linee aeree nei tragitti esterni.
A pieno regime (auspicabile) la rete filoviaria scaligera (di circa 24,6 chilometri, salendo ad oltre 34 chilometri con i segmenti in sovrapposizione delle linee) sarà strutturata in 4 tracciati: la Linea Gialla (da Borgo Trento al parcheggio scambiatore di Verona Sud passando per il parco Santa Teresa, in 29 minuti); la Linea Verde (dal parcheggio scambiatore di Ca’ di Cozzi a Borgo Roma, collegando i due prioritari poli ospedalieri cittadini, in 30 minuti); la Linea Blu (dallo stadio “Bentegodi” a Borgo Santa Croce, in 28 minuti); la Linea Rossa (da San Michele alla stazione di Porta Nuova, toccando anche piazza Bra, in 28 minuti).
La realizzazione è attesa da 32 anni, cioè dalla prima richiesta formale per l’avvio dell’opera presentata nel 1994 dal commissario prefettizio Alberto De Muro. Nel maggio 2026 ha ottenuto ufficialmente € 14 milioni a fondo perduto dal PNRR, tramite un decreto firmato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), inserendola nel nuovo piano di riparto delle risorse dedicate al trasporto rapido di massa, in quanto considerata strategica per il conseguimento degli intenti europei sulla mobilità sostenibile.
Come informa il cartellone di cantiere presente in zona, il committente è, appunto, AMT 3 (Azienda Mobilità Trasporti Turismo e Territorio SpA), con oggetto “Progettazione esecutiva, esecuzione dei lavori e fornitura dei veicoli per la realizzazione di un sistema di trasporto pubblico di tipo filoviario per la città di Verona”.
Alcuni dati messi nero su bianco nel pannello stesso: contratto d’appalto del 05/09/2012, perizia di variante n. 1 del 25/02/2014, 3 atti modificativi e integrativi (18/09/2014, 8/08/2018, 20/11/2023), ultimazione dei lavori 01/04/2026 (oggi, di conseguenza, in ritardo rispetto ai tempi previsti). E, poi, i costi (riportati perfino al centesimo): importo opere civili ed impiantistiche € 83.911.199,56, importo fornitura veicoli € 45.844.372,74, oneri della sicurezza € 3.568.267,22, importo progettazione esecutiva € 1.745.044,80, importo totale € 135.068.884,32.
di Claudio Beccalossi

