Terno secco per Giancarlo Frigo, consigliere in Circoscrizione 5^ del Comune di Verona (Forza Italia Berlusconi per Tosi – Lista Tosi Sindaco), con un passato politico “di peso” (presidente della Circoscrizione 5^ stessa, consigliere ed assessore al Bilancio a Palazzo “Barbieri” con i sindaci Michela Sironi Mariotti e Paolo Zanotto, addetto stampa dell’Agec, Azienda gestione edifici comunali) e, oggi, giornalista infatuato dei “viaggi nella memoria”.


È uscito, infatti, il terzo volume della serie “La nostra storia. Noi di Tomba siamo Extra” con copioso materiale rievocativo non solo attinente alla zona dove risiede, appunto il quartiere di Tomba Extra, ma ampliato all’intero Borgo Roma, con puntatine a Palazzina, Rizza, Pestrino. Il terzo capitolo d’una trilogia di fatti ed aspetti, persone e società, narrazioni ed aneddoti (anche tramandati oralmente) comunque peculiari, made in south Verona.
Frigo è andato alla ricerca di vecchie atmosfere rimaste in sospeso nel tempo in attesa di qualcuno che le riacchiappasse, inserendole in un filone sì nostalgico ma pure terra terra, connesso alla vocazione popolare/operaia del borgo che stava scrollandosi di dosso faticose identità rurali, contadine, spesso con l’innesto da altrove di nuovi abitanti.
Con la passione d’un “archeologo dei ricordi” ed avvalendosi anche di contributi di altri cultori dei trascorsi locali (tutti citati in una delle prime pagine del testo) ha recuperato e valorizzato una vasta serie di soggetti e foto entrati ora a far parte della “carta d’identità” della periferia sud scaligera.
Un viaggio tra passato e presente iniziato col primo libro-capitolo del 2016, proseguito col secondo del 2020 e concluso (ma poco convintamente, dato che l’autore sa già di altri temi settoriali da rivangare) col terzo. Vuole che la gente, soprattutto quella “ruspante” del borgo, abbia confidenza col suo “mondo piccolo” dai connotati guareschiani da conservare con cura, come un museo di anni scivolati via ma riannodati come patrimonio comune.



Giancarlo Frigo, poi, punta sulla necessità di conoscere cronache impropriamente definite minori ma legate a doppio filo al territorio, raccolte e riordinate in chiave giornalistica e letteraria perché diventino stimolo ad ulteriori approfondimenti, a nuovi studi e “scoperte”.
Insomma, con i suoi tre libri traccia una via, quella della reminiscenza con documenti e curiosità. Una mission rivolta soprattutto ai giovani, interpreti diretti non solo del trapasso generazionale e dell’eredità di testimonianze, ma pure del bagaglio socio-culturale di ciò che fu e deve sopravvivere per continui posteri.
Servizio e foto di
Claudio Beccalossi

