Approvati anche i nuovi obiettivi di contenimento delle spese di funzionamento delle società partecipate
Il Consiglio ha approvato il regolamento per la rigenerazione, riqualificazione e ammodernamento degli impianti sportivi. Con la proposta di deliberazione n. 80/2026 (approvata all’unanimità) si apre alle associazioni e alle società sportive dilettantistiche senza fini di lucro la possibilità di proporre interventi di rigenerazione, riqualificazione o ammodernamento degli impianti sportivi di proprietà comunale, in un’ottica di valorizzazione degli spazi finalizzata a favorire l’aggregazione e l’inclusione sociale e giovanile.
Il sindaco Damiano Tommasi, con delega allo Sport, ha spiegato che “questo regolamento dà attuazione, in coerenza con i pareri ANAC che si sono succeduti, a quanto già deliberato dalla Giunta comunale il 17 giugno 2025 in materia di rigenerazione, riqualificazione e ammodernamento degli impianti sportivi ai sensi dell’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 28 febbraio 2021 N.38. Si tratta di uno strumento che consente alle società sportive dilettantistiche iscritte al Registro Nazionale, per interventi al di sotto della soglia comunitaria dei 5 milioni di euro e con un unico proponente per ciascun progetto, di presentare all’amministrazione proposte di rigenerazione ed efficientamento energetico, di riqualificazione e ammodernamento anche impiantistico, finalizzate alla successiva gestione degli impianti sportivi.
Il regolamento prevede un piano economico-finanziario in equilibrio, con durata non inferiore ai cinque anni, e un iter che si conclude in circa quaranta giorni dalla conferenza di servizi interna, cui segue la valutazione da parte della Giunta sull’interesse pubblico preliminare e l’inserimento nel piano triennale delle opere. Per gli impianti circoscrizionali è inoltre previsto il parere della circoscrizione competente: su questa delibera tutte le circoscrizioni si sono espresse favorevolmente, ad eccezione della Prima, che non essendo dotata di impianti sportivi all’aperto non si è pronunciata in merito”.
In questo modo le associazioni e società sportive dilettantistiche avranno la possibilità di avanzare progetti di riqualificazione degli impianti rendendoli più moderni e funzionali con l’obiettivo di ampliare e migliorare la loro offerta sportiva, in cambio della sicurezza di una gestione delle strutture pluriennale e comunque non inferiore a 5 anni. Una necessità che negli ultimi anni è stata rappresentata da diverse realtà sportive che pur avendo progetti e risorse per intervenire non avevano uno strumento attraverso il quale mettere a terra queste progettualità.
E’ stata approvata la delibera 77/2026 (22 voti favorevoli e 12 contrari) sul contenimento delle spese di funzionamento 2026-2028 delle società partecipate dal Comune illustrata dal Sindaco Damiano Tommasi, delegato alle partecipate: “sono interessate AMT3, AMIA, Solori, Verona Mercato e Pasubio Tecnologia, mentre Magis, in quanto quotata, e Acque Veronesi, già sotto il controllo di ARERA e dell’Autorità d’ambito, restano fuori da questo specifico obbligo.
Per AMT3 e Solori sono state fissate indicazioni puntuali sul contenimento della spesa del personale, mentre per AMIA — che ha appena concluso i contratti integrativi con le organizzazioni sindacali — non si è ritenuto di intervenire su questo fronte. Confermato inoltre, anche in risposta a una richiesta di accesso agli atti, che le sponsorizzazioni restano precluse alle società in house.
Sul fronte dei costi di funzionamento, il parametro di riferimento è la media del triennio 2022-2024, al netto di ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti: ne derivano obiettivi differenziati per rapporto costi/valore della produzione, pari al 42,5% per AMT3, all’83% per Solori e al 91% per AMIA. Per Pasubio Tecnologia, entrata quest’anno nella galassia delle partecipate comunali, si è scelto di recepire gli obiettivi già fissati dal Comune di Schio”.
IL DIBATTITO
Per il consigliere Rosario Russo restano due nodi da chiarire: “anzitutto, se il contenimento delle spese di funzionamento imposto alle società in house risponda a un vincolo di legge stringente o sia piuttosto un obiettivo discrezionale dell’amministrazione. In secondo luogo, ritengo che la richiesta di rendicontare annualmente i costi di pubblicità e comunicazione non configuri un vero obiettivo specifico, ai sensi dell’articolo 19, comma 6, del TUSP, bensì un obbligo di rendicontazione che dovrebbe conseguire alla fissazione di un obiettivo, e non sostituirsi ad esso.”
Il consigliere Paolo Rossi ha sottolineato che “Colpire le sponsorizzazioni destinate ad associazioni e realtà sportive del territorio, per importi peraltro modesti, significa penalizzare chi da questo sostegno trae un aiuto concreto per attività di valore per la città. Se davvero si vuole contrastare gli sprechi, si guardi con altrettanta attenzione alle missioni all’estero dei consiglieri e alle consulenze esterne affidate da alcuni assessorati.”
Il sindaco ha replicato confermando quanto già indicato: “le sponsorizzazioni sono precluse alle società in house e a controllo pubblico da un divieto della Corte dei Conti, proprio perché queste aziende svolgono spesso attività di esclusiva affidate dal Comune. Non si tratta quindi di un azzeramento deciso da noi, ma di un vincolo normativo che abbiamo semplicemente richiamato. Sul fronte dei numeri, Amia ha sostenuto spese di sponsorizzazione per circa 30.000 euro nel 2023, 22.000 nel 2024 e 21.000 nel 2025; Solori non ne ha effettuate negli ultimi tre anni, mentre AMT3 ha registrato un’unica sponsorizzazione da 1.500 euro nel 2023.
Per quanto riguarda i costi di pubblicità e comunicazione – ha proseguito il Sindaco – , ribadisco che introdurre un tetto per Amia o AMT3 andrebbe contro l’obiettivo condiviso di informare meglio e di più i cittadini su servizi, novità e cambiamenti che li riguardano direttamente. La richiesta che accogliamo è dunque quella di dettagliare tali costi, non di comprimerli, trattandosi di spese che rientrano a pieno titolo nell’attività ordinaria delle aziende.
Infine, sul tema delle consulenze, confermo che l’importo massimo annuo fa riferimento all’ultimo bilancio approvato, quello del 2024. Resta fermo che ogni consulenza dovrà essere motivata e dettagliata dalle società, con particolare attenzione alla giustificazione delle materie oggetto di incarico.”
DICHIARAZIONI DI VOTO
Il consigliere Massimo Mariotti di Fratelli d’iItalia si è espresso per il no “perché la riduzione dei trasferimenti statali agli enti locali negli ultimi decenni ha reso i contributi delle partecipate (piccoli, 500 euro per esempio) l’unico strumento rimasto a sostegno del mondo associativo sportivo, culturale e di volontariato”.
Il consigliere Rosario Russo di Battiti per Verona: pur condividendo l’obiettivo di azzerare le sponsorizzazioni (in linea con la giurisprudenza della Corte dei Conti sulle società in house), contesta l’assenza di un tetto di spesa predefinito per comunicazione e rappresentanza; la delibera consente deroghe motivate, configurandosi di fatto come una “delega in bianco” esprimendo voto contrario.
La consigliera Patrizia Bisinella di fare si è trovata “d’accordo nel mettere ordine nelle spese pubblicitarie e di consulenza (spesso ingiustificate a fronte di servizi carenti, es. raccolta rifiuti), ma esprime forte preoccupazione per il taglio alle sponsorizzazioni, che sostengono piccole realtà associative (sportive, sociali, per anziani e giovani) prive di altre fonti di sostentamento, per cui ha espresso voto contrario.
Il sindaco Tommasi ha dichiarato il suo voto favorevole ribadendo che “limitare l’uso degli utili o le sponsorizzazioni non rappresenta una scelta politica, ma si tratta di un adeguamento ad un vincolo imposto dalla Corte dei Conti, che vieta alle aziende in house di effettuare sponsorizzazioni (a differenza di società come Magis, che possono farlo). L’attività pubblica, in quanto tale, deve rispondere a criteri di trasparenza nell’uso dei fondi collettivi”. Il Sindaco ha ribadito che nei prossimi mesi aumenteranno i contributi alle società sportive, dato che queste attività meritano investimenti oltre che la semplice copertura dei costi di gestione”.
Il Consiglio con la delibera 74/2026 (approvata all’unanimità) ha approvato il progetto per l’allargamento e la messa in sicurezza di un tratto di via Sasse, nella zona di Ca’ del Bue, i cui lavori saranno realizzati interamente a spese della società Progeco Ambiente, che gestisce nella zona un impianto di smaltimento rifiuti.
“Il valore complessivo dell’intervento è di 975.000 euro, – ha spiegato l’assessore alle Strade, Federico Benini – senza alcun costo per il Comune. Il progetto riguarda il tratto compreso tra l’incrocio con via Matozze e il ponte sul fiume Antanello, e prevede l’allargamento della carreggiata per consentire il transito nei due sensi di marcia, la realizzazione di nuovi marciapiedi, la posa di protezioni lungo i fossati laterali e il completamento dell’illuminazione pubblica. L’intervento nasce da un impegno assunto dall’azienda con una convenzione firmata a gennaio, a seguito delle prescrizioni ricevute in fase di autorizzazione ambientale del proprio impianto. Siamo arrivati ad una svolta cruciale riguardante una questione che va avanti da molti anni e che finalmente porterà i residenti ad avere una nuova strada più larga e sicura” ha concluso Benini.
MOZIONI
Il Consigliere Comunale Giacomo Cona ha presentato la mozione n. 619 avente per oggetto l’individuazione e l’allestimento di uno o più punti sicuri di parcheggio e deposito biciclette nelle zone del centro città. Approvata all’unanimità impegna il Sindaco e la Giunta a individuare, allestire e rendere disponibili, con le risorse necessarie, uno o più spazi per il parcheggio bici in prossimità del centro storico e dei quartieri limitrofi, oltre a definire le modalità di utilizzo e le relative tariffe, prevedendo ove possibile agevolazioni o gratuità per i residenti.
Nelle premesse si ricorda come il potenziamento della mobilità ciclabile sia stato una priorità dell’amministrazione, che in quattro anni di mandato ha finanziato e realizzato oltre 25 km di piste ciclabili, molte delle quali inserite in importanti direttrici di lunga percorrenza come la Ciclovia Claudia Augusta, la Ciclovia del Sole e la Ciclovia AIDA. La posizione geografica di Verona la rende un punto nodale non solo per i trasporti ma anche per il cicloturismo, settore in forte crescita in tutta Europa.
Cona osserva quindi “che per chi si sposta in bicicletta sarebbe particolarmente utile poter contare su stazioni di parcheggio sicure, custodite e/o videosorvegliate, dotate di servizi correlati. Il centro storico e i quartieri limitrofi — San Zeno, Cittadella, Valverde, Veronetta, Borgo Venezia e Borgo Trento — dispongono di spazi pubblici che potrebbero essere destinati a questo scopo, eventualmente affiancati, tramite accordi, anche da spazi privati. L’utilizzo di tali spazi potrebbe prevedere tariffe orarie, giornaliere o in abbonamento, con agevolazioni o gratuità per i residenti.
Cito ad esempio altre città italiane che hanno già realizzato strutture simili, chiamate ciclostazioni o velostazioni, tra cui Bologna, Milano, Genova, Firenze e Padova. Ricordo che dal 2016 esiste già, presso la stazione di Porta Nuova, un bici park gestito da Gruppo FS Italiane, potenziato nell’estate 2024 e con oltre 400 posti, utile per pendolari e visitatori ma poco pratico per chi non debba recarsi proprio in quella zona. Il Comune ha recentemente ricevuto 14 milioni di euro dal PNRR, tramite il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, destinati alla Filovia, con il conseguente sblocco di risorse che potrebbero essere in parte destinate anche alla realizzazione di nuovi parcheggi bici.
Questa mozione viene presentata e condivisa oggi con il consiglio comunale proprio al termine della settimana europea della mobilità che a Verona ha visto tante iniziative volte a creare una sempre maggiore cultura della mobilità sostenibile nella nostra città. È un ottimo risultato quello rilevato ieri nel corso del muoviamoci bene day, con una media del +18% di biciclette registrate rispetto allo scorso anno, in alcune zone con punte anche del +32%. Questo dimostra – ha concluso Cona – che unire il lavoro amministrativo per creare nuove infrastrutture con le attività di sensibilizzazione per tutta la cittadinanza funziona. Con questa proposta noi vogliamo continuare a lavorare per dotare la città di Verona di spazi e strumenti utili per la mobilità ciclabile e per garantire a veronesi e visitatori sempre maggiori servizi”.
Il consigliere Antonio Benetti ha espresso “pieno e convinto sostegno a questa mozione, che chiede parcheggi e depositi bici sicuri nel centro storico e nei quartieri limitrofi. Come già ricordato dall’assessore Ferrari, in questi quattro anni abbiamo realizzato oltre 25 km di nuove piste ciclabili: un lavoro straordinario che ora deve completarsi con stalli protetti, perché la paura del furto resta un freno concreto a chi sceglie la bici per lavoro, acquisti o spostamenti quotidiani. Velostazioni e depositi custoditi, già realtà in molte città italiane, sono l’anello mancante per valorizzare i chilometri di corsie costruiti.”
Il consigliere Giuseppe Rea (Verona 5 Stelle) ha presentato la mozione 623 che chiede al Sindaco e alla Giunta di Verona di opporsi al DDL 1552, approvato dal Senato il 23 giugno 2026 e ora all’esame della Camera, che modifica la legge 157/92 sulla protezione della fauna selvatica e il prelievo venatorio. Mozione approvata all’unanimità dal Consiglio che impegna Sindaco e Giunta a sostenere le richieste di ritiro del DDL avanzate dalle associazioni e a trasmettere la mozione al Governo.
“Con questa mozione chiediamo al Sindaco e alla Giunta di schierarsi apertamente contro un provvedimento che rappresenta un pericoloso passo indietro nella tutela della fauna selvatica e degli ecosistemi. Il DDL 1552 stravolge l’impianto della legge 157 del 1992, capovolgendone la logica: da strumento di protezione della biodiversità a strumento di gestione venatoria, con i cacciatori chiamati impropriamente a fare da ‘regolatori’ della natura. Non si tratta di un’opinione isolata: lo denunciano le principali associazioni ambientaliste e animaliste, lo ha rilevato la stessa Commissione Europea in una lettera ufficiale che boccia parti sostanziali del testo per violazione delle direttive Uccelli e Habitat, lo hanno messo nero su bianco le Regioni italiane. Anche il mondo cattolico, la società civile e numerosi scienziati hanno espresso preoccupazione. Verona ha già dato un segnale chiaro lo scorso 24 luglio, con una manifestazione partecipata che ha portato in piazza cittadine e cittadini da tutta Italia. Chiediamo che anche l’amministrazione comunale faccia sentire la propria voce, appoggiando il ritiro di un testo che indebolisce i controlli scientifici, riduce le tutele e è in contrasto con l’articolo 9 della nostra Costituzione, che tutela ambiente, biodiversità ed ecosistemi nell’interesse delle future generazioni.”
La mozione richiama le critiche mosse al provvedimento da associazioni ambientaliste (ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU, Pro Natura, WWF), dalla Commissione Europea (che ne ha contestato la conformità alle direttive Uccelli e Habitat), dalla Conferenza delle Regioni, da Papa Leone XIV e da una manifestazione tenutasi a Verona il 24 luglio scorso.
Il consigliere Bresaola ha rilevato che “il ridimensionamento del ruolo di ISPRA proposto da questa legge è pericoloso: priva le decisioni politiche di un supporto scientifico indipendente, in un ambito — la tutela di ecosistemi e biodiversità — su cui anche la Commissione Europea ha sollevato obiezioni. Serve equilibrio tra le esigenze della produzione agricola e la tutela della biodiversità, non un conflitto alimentato tra natura e allevamento. Mi auguro che il Governo ripensi questa riforma, che allarga le maglie dell’attività venatoria indebolendo i principi scientifici di conservazione.”
Il consigliere Antonio Benetti del Pd ha espresso “piena condivisione con questa mozione a tutela della fauna selvatica e della biodiversità. La proposta di modifica della legge 157/92 amplia periodi e aree di caccia riducendo il peso della valutazione scientifica, rischiando di trasformare la tutela della fauna in una gestione soggetta a interessi di parte. Quando sono in gioco l’ambiente e il patrimonio naturale, oggi tutelati anche dalla Costituzione, le cautele vanno rafforzate, non rimosse. Per questo ritengo giusto che il Consiglio sostenga la richiesta di ritiro del disegno di legge 1552.”
DOMANDE DI ATTUALITA’
La consigliera Anna Bertaia della Lista Tosi ha chiesto quali siano concretamente le categorie di fruitori che potranno essere ospitate nella struttura di Palazzo Guarienti – ex Casa Sant’Angela (via Sant’Angela Merici, quartiere Filippini), destinata a social housing e co-housing sociale per “diverse categorie di fruitori” con “fragilità di diversa natura”. L’assessora alle Politiche Sociali e Abitative e al Terzo settore, Luisa Ceni ha risposto che “Il progetto di accoglienza è rivolto esclusivamente a uomini, italiani e stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale, tutti occupati e regolarmente retribuiti, che si trovano temporaneamente privi di un alloggio. Essi versano un contributo economico per l’accoglienza, partecipando quindi alle spese della propria permanenza. Si tratta di una soluzione transitoria, pensata per offrire il tempo necessario a individuare un alloggio più stabile in città o in provincia, mantenendo nel frattempo la continuità lavorativa. L’accesso alla struttura è preceduto da una selezione svolta da un’équipe educativa di Caritas, che verifica la regolarità documentale e valuta la capacità reddituale e l’attitudine alla buona convivenza. La fragilità alla quale risponde questo intervento è dunque di natura abitativa. Comprendiamo l’interesse dei residenti a conoscere l’utilizzo dell’immobile e riteniamo importante chiarire che il progetto risponde a un bisogno concreto del nostro territorio: offrire una sistemazione temporanea – ha concluso Ceni – a persone che già contribuiscono, con il proprio lavoro, alla vita della comunità, ma che hanno bisogno di un periodo di sostegno per trovare una casa”.
Sempre Bertaia ha evidenziato come i residenti lamentano la riduzione di pulizia e derattizzazione in Corticella Sgarzerie, in via Emilei e in generale nel centro storico. L’assessore all’Ambiente, Tommaso Ferrari ha risposto
“che sul tema della sporcizia in zona si è attivata la pulizia con idropulitrice, ricordando che le deiezioni animali restano anche un problema di inciviltà dei cittadini. Sui ratti, la presenza è legata anche una gestione scorretta dei rifiuti: nel prossimo mese con il cambio del sistema di raccolta con i cassonetti ermetici ad accesso controllato partiranno in parallelo interventi di derattizzazione puntuale. Sul fronte sicurezza, la Polizia Locale non ha ricevuto segnalazioni di spaccio nell’area, si ipotizza che eventuali segnalazioni siano state indirizzate direttamente in Questura, con cui verranno fatte le opportune verifiche”.
La consigliera di Fare, Patrizia Bisinella ha posto il tema dei lavoro stradali iniziati l’8 settembre in via Ca’ di Cozzi che creano code e traffico.
L’assessore Ferrari ha risposto che “i lavori di via Cadicozzi rientrano nel programma filoviario già annunciato per tempo e riguardano la sistemazione dei marciapiedi e la realizzazione di nuove banchine di fermata. Il periodo di avvio è determinato dal cronoprogramma dell’impresa esecutrice e dalle relative scadenze contrattuali. L’obiettivo è concludere i cantieri nel minor tempo possibile, evitando le interruzioni che hanno caratterizzato interventi precedenti.”
Sempre Bisinella è intervenuta sulle carenze strutturali, manutentive e igieniche delle cucine di Villa Monga chiedendo al Sindaco come intendesse procedere dato che durante la presidenza Balbi l’Istituto non ha avviato interventi né richiesto risorse a Comune e Regione per una nuova cucina.
L’assessora Ceni ha risposto che “gli insetti rinvenuti non sono stati trovati nei piatti o nei pasti somministrati agli ospiti. L’ULSS ha effettuato i necessari campionamenti e tamponi sugli alimenti, e gli esiti sono risultati negativi rispetto alla presenza di contaminazioni batteriche. Allo stesso modo, non risulta alcun giudizio dell’ULSS che abbia definito il cibo somministrato agli ospiti come pericoloso o di scarsa qualità.Di fronte a questo situazione l’obiettivo che ci poniamo è duplice. Da una parte, devono essere garantite immediatamente tutte le misure necessarie a tutela degli ospiti, assicurando la piena sicurezza del servizio di ristorazione e adottando ogni soluzione temporanea che si renda necessaria. Dall’altra, occorre lavorare rapidamente insieme all’Istituto per individuare le risorse necessarie a un intervento strutturale e duraturo sulla cucina, verificando tutte le possibili fonti di finanziamento e accelerando, per quanto possibile, le procedure tecniche e amministrative. La tutela degli anziani ospitati nelle strutture dell’Istituto viene prima di ogni altra considerazione. Proprio per questo l’Amministrazione intende affrontare la questione con trasparenza, responsabilità e rigore, senza sottovalutare le criticità emerse, ma allo stesso tempo senza accreditare ricostruzioni che non trovano riscontro negli esiti degli accertamenti sanitari. Su questioni così sensibili è interesse di tutti – ha concluso Ceni – distinguere con chiarezza i problemi reali, sui quali è nostro dovere intervenire, dalle informazioni non corrette, che rischiano soltanto di alimentare preoccupazione tra gli ospiti, i loro familiari e gli operatori dell’Istituto”.
In merito al parco giochi dell’Arsenale, cuore verde e ricreativo di Borgo Trento, la Consigliera Bertaia ha evidenziato che versa in condizioni di evidente degrado. A un anno dall’annuncio di un piano da 200.000 euro per la riqualificazione dei parchi cittadini, ha chiesto all’Amministrazione di spiegare i motivi del ritardo e di indicare tempi certi per il ripristino completo dell’area.
L’assessore Benini ha replicato che “il campo giochi di piazza Arsenale è uno spazio molto frequentato, all’interno di un giardino vincolato dalla Sovrintendenza, che ne impone il disegno originario e non consente di ridurre le superfici pavimentate. La presenza di numerosi alberi limita inoltre la crescita del prato nelle zone ombreggiate, mentre l’erba attecchisce solo nell’area più soleggiata, vicino al tappeto elastico. Alcuni aspetti che possono apparire come segni di scarsa cura, quindi, sono in realtà connaturati alla sua funzione. Per quanto riguarda la pista ciclabile per bambini, i pozzetti di scolo si ostruiscono a causa delle foglie non rimosse con sufficiente regolarità: un problema che si può contenere con una pulizia più frequente delle superfici pavimentate, comprese le aree limitrofe al prato. Il campo giochi di piazza Arsenale è oggetto di un programma di interventi avviato lo scorso aprile, quando sono stati sostituiti la rete del tappeto elastico e il relativo bordo perimetrale, per una spesa complessiva di 4.500 euro, e rinnovato il cestone dell’altalena con catene e cuscinetti, per un ulteriore investimento di 3.000 euro. La sostituzione dell’altalena a due posti, rimossa perché la struttura portante in legno risultava compromessa è prevista nel corso dell’autunno-inverno. È stata inoltre riscontrata un’anomalia nella pavimentazione antitrauma in gomma, per la quale Amia si è resa disponibile a intervenire con un’operazione di ripristino, che sarà eseguita entro l’autunno non appena sarà disponibile il materiale necessario”.
INTERROGAZIONE
Rosario Russo di Battiti per Verona, con l’interrogazione 615, ha chiesto quale sia lo stato di attuazione del piano di City Logistics previsto nell’ambito del PUMS e, comunque, quali siano gli intendimenti dell’Amministrazione in ordine alla distribuzione delle merci nella ZTL e quali siano le intenzioni dell’Amministrazione sull’aggiornamento del PUMS. L’assessore alla Mobilità, Tommaso Ferrari ha risposto che “Il progetto di city logistic, affidato nel 2021, nasceva per verificare la fattibilità di centri a corona della città destinati a concentrare le merci per l’ultimo miglio. L’esperienza maturata in questi anni, anche attraverso i tavoli di lavoro con le associazioni di categoria, ci ha mostrato i limiti di questo modello dal punto di vista della governance pubblica: risulterebbe infatti difficile imporre a tutti gli operatori di convergere verso un unico centro di smistamento. Condivido tuttavia pienamente l’esigenza di approfondire il tema del trasporto merci in città. Per questo, entro la fine dell’anno avvieremo l’aggiornamento del PUMS, scorporando in un piano dedicato — il piano urbano della logistica sostenibile — la componente logistica, così come richiesto anche dagli indirizzi europei. A supporto di questo percorso contiamo sul progetto europeo Core Spaces, che dedica specifiche azioni alla logistica sostenibile, e sull’iniziativa del consorzio ZAI, che ha installato sensori di carico-scarico in città per monitorare il tasso di occupazione degli stalli”.
COMUNICAZIONI
Il consigliere Michele Bresaola del Pd è intervenuto ricordando che si sta svolgendo la Settimana Europea della Mobilità “che è l’occasione per una riflessione seria sulla sostenibilità dei nostri spostamenti. Un territorio che non investe in trasporto pubblico, mobilità ciclistica, pedonalità e mezzi in condivisione priva i cittadini di un diritto: li rende dipendenti dall’auto per raggiungere luoghi di lavoro, svago, cura o i propri familiari. È inoltre una questione di giustizia sociale ed economica, perché sono le famiglie meno abbienti a pagare il prezzo più alto, sia in termini di spesa – un’automobile costa in media 4.000 euro l’anno – sia in termini di esposizione agli effetti della crisi climatica. Il rilievo appena fatto da FIAB, che registra un incremento di quasi il 20% dei transiti in bicicletta ai varchi d’ingresso della città, dimostra che la domanda di mobilità sostenibile c’è: occorre creare le condizioni perché possa crescere ancora”.

