Poteva sembrare un normale pomeriggio assolato di esodo estivo, con il traffico in aumento verso le località di villeggiatura nel basso Lago di Garda ed invece proprio questi ordinari controlli di Polizia lungo l’autostrada A4, in località Peschiera del Garda, hanno portato la pattuglia di Polizia Stradale della Sottosezione di Verona Sud in servizio in autostrada a fermare un’autovettura Nissan Juke guidata da un ventottenne italo-tunisino residente nel comasco. I poliziotti durante il controllo si sono insospettiti dal comportamento nervoso del giovane e dal fatto che nonostante l’esistenza di un dispositivo per il telepedaggio automatico, fosse stato prelevato il biglietto di ingresso al casello.
Il conducente, regolarmente in possesso di patente e carta d’identità italiana, non sapeva giustificare agli agenti la sua presenza nel veronese e dove fosse diretto.
Un altro accorgimento che ha insospettito i poliziotti è stata la presenza nell’autovettura di alcuni cavi collegati ai poli di una batteria, rappresentando un’evidente anomalia dell’abitacolo dell’autovettura, tale da indurre la pattuglia a portare il mezzo presso un’autofficina per un controllo più approfondito.
Proprio la presenza di un cablaggio elettrico non originale, ha evidenziato la dislocazione di un apposito congegno elettronico per aprire due sottofondi, uno posto dietro l’autoradio ed un altro più grande sotto il sedile anteriore passeggero. Infatti, dentro quest’ultimo sottofondo, erano occultati 10 panetti di sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso di quasi 12 kg di cui il conducente, a suo dire, non sapeva giustificare l’esistenza.
L’autovettura in uso veniva sottoposta a sequestro, così come due telefoni cellulari e 990 Euro in contanti verosimilmente frutto della cessione della droga.
Il conducente del 1998 veniva perciò tratto in arresto su ordine della locale Procura della Repubblica per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio ed accompagnato presso la casa circondariale Montorio di Verona.
Dopo la convalida dell’arresto, l’Autorità Giudiziaria ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere.
Si precisa che la responsabilità penale di ciascuno si considera accertata solo all’esito di giudizio con sentenza penale irrevocabile.

