L’apertura di un nuovo prestigioso museo, su iniziativa dell’imprenditore
e collezionista Luigi Carlon, era stata accolta con entusiasmo dal mondo dell’arte e con grande partecipazione dalla città: oltre 350 opere,
dalla fine del Trecento al contemporaneo esposte – su idea museografica di Gabriella Belli, direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia –
nelle sale del monumentale Palazzo che chiude Piazza delle Erbe
nella città di Giulietta e il più importante e iconico palazzo seicentesco
di Verona completamente restaurato e reso accessibile al pubblico
per la prima volta, con la sua incredibile scala elicoidale, i suoi stucchi, gli affreschi, l’impareggiabile vista sul luogo che fu l’antico foro romano.
Ora, l’atteso ritorno nelle sale di Palazzo Maffei sarà anche l’occasione
per poter ammirare il risultato di alcuni interventi
di restauro e manutentivi attuati in questo periodo su oltre
una decina di importanti opere, che possono rivelare adesso
tutta la loro originale forza espressiva.
Durante i mesi di chiusura imposta dall’emergenza sanitaria per il Covid19, Palazzo Maffei ha infatti continuato ad operare “dietro le quinte”,
seguendo le finalità statutarie di divulgazione e valorizzazione
ma anche di conservazione e studio che sono tra i suoi obbiettivi principali.
Così accanto ai tanti contenuti e alle occasioni di approfondimento offerti
in questi mesi sui canali web del Museo, accanto alla realizzazione
della guida breve, presto disponibile in italiano e in inglese,
e all’illuminazione della facciata, Palazzo Maffei ha anche continuato quell’attività, importantissima, di tutela preventiva e di salvaguardia
delle opere d’arte che sono alla base delle funzioni museali
e che rendono evidente il rispetto e la passione per il bene culturale
e la creazione artistica.
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