“L’allarme lanciato dalle associazioni agricole veronesi sull’aumento dei prezzi al consumo e sull’invasione di prodotti ortofrutticoli provenienti dall’estero e, soprattutto, di bassa qualità, va preso seriamente in considerazione”
Lo dice la consigliera regionale del Pd, Anna Maria Bigon.
I prezzi al consumo di frutta e verdura stanno raggiungendo livelli inaccettabili e ingiustificati rispetto a quanto percepiscono alla fonte gli agricoltori. È urgente un controllo di Regione e Governo sulle cause e sulle dinamiche nella filiera di distruzione.
A testimoniare l’urgenza della di intervenire sono gli ultimi dati rilevati dal Centro studi di Coldiretti Verona, che ha registrato il costante calo delle superfici destinate alla coltivazione di diverse colture tra il 2014 e il 2023: – 28% per i meloni, – 27,5% per i kiwi, – 23,5% per le ciliegie, – 8% per le mele. Si tratta di contrazioni che stanno già oggi avendo effetti pesanti sulla popolazione e che si riflettono anche a livello nazionale, dove negli ultimi 15 anni abbiamo perso 200.000 ettari di frutteti. Il calo della superfice coltivata e dei volumi produttivi sta determinando la necessità di aumenti nelle importazioni, rischiando di portarci per la prima volta verso un saldo negativo esportazioni / importazioni.
“Se sul fronte della provenienza dei prodotti il sistema è affidabile, i problemi maggiori sono relativi al fatto che le norme definitive a livello europeo sulla etichettatura dei prodotti sta diventando meno stringente. Col risultato che sulla nostra tavola arriva frutta e verdura trattata con prodotti che da tempo non sono più consentiti ai nostri agricoltori”.
“Se davvero si vuole garantire la qualità dei prodotti alimentari e quindi la salute dei cittadini – conclude Bigon – Governo e Regione abbandonino la retorica ed esercitino davvero le loro competenze con il massimo dell’attenzione che è richiesta da questo scenario. Verona ed i suoi agricoltori non possono essere abbandonati. La produzione di ortofrutta, tra le prime in Italia e prima in Veneto, sia tutelata dalla con sostegni e normativa adeguata, al fine di poter tutelare i nostri agricoltori e i nostri consumatori”.
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