Ogni settimana ricevo lettere e messaggi da familiari di
ragazzi o adulti con disabilità. A un ragazzo che frequenta da anni un CEOD è
stata negata dall’Inps la pensione da 250 euro al mese. Poi i miliardi per le
armi di trovano sempre. Non faccio ulteriori commenti e vi pubblico pari, pari
ciò che mi e’ pervenuto, per le debite riflessioni di noi amministratori, ad
ogni livello.
“Buongiorno Stefano, scusami se mi permetto di
disturbarti. Io ho un ragazzo diversamente abile, tanti anni fa, mi hai aiutato
ad inserirlo alla scuola #### per ragazzi con difficoltà. Il tempo passa e ####
è diventato un uomo, frequenta un Ceod a #### e si trova bene. Il mio ragazzo
ha un ritardo cognitivo, deve essere continuamente controllato in tutto quello
che fa, anche se riesce a fare le cose essenziali, si lava, mangia da solo,
cammina e va in chiesa da solo. Se non ha problemi è buonissimo, ma se si
preoccupa non capisce più nulla e diventa autolesionista. Abbiamo provato a
vedere se riesce a prendere il pullman da solo ma è stato un fiasco. Abbiamo
provato ad inserirlo in una fabbrica dove lavorano solo ragazzi disabili, ma
non lo hanno voluto perché ha bisogno di aiuto continuo sul lavoro. Abbiamo
fatto richiesta perché abbia la pensione di invalidità civile ma non ha
raggiunto il punteggio necessario; credo che manchino una decina di punti o
poco più, a me non interessano tanto i 250 euro della pensione, anche se non
nego che farebbero comodo. Il figlio è mio ed io me lo mantengo, ma io e sua
madre non siamo eterni. Avendo il punteggio più alto , nel caso della morte dei
genitori, potrebbe avere la reversibilità della nostra pensione ed avere qualche
soldo per vivere. Abbiamo ripresentato la domanda di aggravamento, non ricordo
se è la terza o la quarta volta che la presentiamo e stiamo aspettando che ci
contattino per un ulteriore visita. La domanda che ti faccio è questa: esiste
un modo per fare in modo che un ragazzo di 25 anni possa essere tutelato? Non
riesce e non è adatto al lavoro, questo lo dicono i certificati, non può
avere il patentino, ( la commissione lo ha escluso categoricamente) ho provato
a fare la visita perché mio figlio continuava a dirmi che lui è intelligente
come tutti gli altri e dopo 4 anni non trovavo più scuse per salvarmi la
faccia, non riesce a muoversi al di fuori del suo ambiente protetto, (in paese
è benvoluto da tutti e tutti lo aiutano quando serve) la commissione d
invalidità aggiunge un paio di punti ad ogni ricorso, ma andando avanti di
questo passo andrà a prendere la pensione di vecchiaia. Scusami per il disturbo
che ti ho dato e scusami per lo sfogo. Ogni bene sia con te. Buona giornata e
buon lavoro”.
Questa è la vita reale di chi vive oggi in Italia con un figlio disabile.

