Cari Lettori,
Eccoci ad una nuova puntata per la mia rubrica: Il Colonnello intervista….
Oggi siamo qui con Lorenzo LAMBRUGHI, in arte LAMBRENEDETTO XVI.
Lorenzo è nato a Lecco il 04/02/1969.
È un video blogger, influencer e progettista di impianti automatizzati. È molto famoso per i suoi video in cui racconta i suoi viaggi, le differenze tra i vari paesi, denuncia ciò che secondo lui non funziona e cerca di sensibilizzare le persone su realtà poco diffuse e spesso dimenticate.
È molto seguito: conta oltre 539mila follower su Facebook, più di 220mila iscritti al suo canale YouTube e oltre 95mila follower su Instagram.
Insomma è un personaggio davvero incredibile che vale la pena conoscere di più.
Sentiamo cosa ha da dirci.
Ciao Lorenzo, come pensi che i social stiano cambiando il modo in cui le persone si informano su politica e attualità?
“Ciao Colonnello. Rispondo subito alla prima domanda, quella su come i social influenzino l’informazione. Il discorso è che sia sui social che in politica, così come nei media, viviamo in una situazione molto “americana”. Le informazioni che vengono diffuse sono spesso filtrate, e non ha senso fingere il contrario.
Girando il mondo, mi rendo conto che i paesi non allineati vengono spesso descritti come “cattivi”, ma quando vai lì scopri che molte situazioni non sono come ce le raccontano. La gente si informa attraverso la politica e i social; la politica tende a sfruttare queste dinamiche perché sa che oggi i social sono molto influenti.
È evidente che i partiti che hanno capito l’importanza dei social sono cresciuti molto. Tuttavia, molte volte vengono diffuse informazioni non veritiere o parziali”.
Quali sono, secondo te, le principali priorità che i politici dovrebbero affrontare oggi in Italia?
“Il problema principale oggi è l’alto costo della vita, in contrasto con salari troppo bassi. Questa è la questione reale in Italia: da decenni gli stipendi sono fermi, mentre il costo della vita è cresciuto notevolmente. Molte persone faticano a far fronte alle spese quotidiane. Per questo, sarebbe necessario aiutare le aziende, tagliare il cuneo fiscale e aumentare i salari, cercando anche di contenere i prezzi. Invece, spesso non viene fatto nulla di concreto. Anzi, si continua con politiche che prevedono l’arrivo di ulteriori lavoratori stranieri, in alcuni casi solo per essere sfruttati.
Ho una considerazione molto critica nei confronti della classe politica italiana: a mio avviso non si occupa davvero dei problemi della gente comune, che è il vero nodo della situazione del Paese”.
Hai visto cambiamenti reali grazie ai tuoi video?
“Sì, ho notato cambiamenti concreti. Quando ho iniziato a fare video di confronto sui prezzi nei supermercati, questi contenuti hanno avuto un grande impatto. Ho mostrato prodotti venduti in Germania a prezzi molto più bassi rispetto all’Italia, anche quando si trattava di marchi italiani. È evidente che alcune aziende si sono sentite chiamate in causa e hanno adattato i prezzi, perché era difficile giustificare quella differenza”.
C’è un esempio concreto che ti ha colpito?
“Molte volte ho mostrato situazioni di degrado, come strade rovinate o stazioni malmesse. Dopo uno o due mesi, spesso le aree sono state sistemate.
Ci sono diversi video in cui si vedono come era il “prima” e come era il “dopo”; se cerchi su internet “i successi di Lambrenedetto”, troverai diversi esempi di cambiamenti reali”. (https://www.youtube.com/watch?v=t4ewcUwE6XA)
Nei tuoi video fai spesso confronti tra l’Italia e gli altri Paesi: quali sono gli aspetti positivi che vorresti vedere importati in Italia?
“Il problema che mi colpisce di più è il degrado urbano. In molti paesi che ho visitato vedo strade e infrastrutture migliori rispetto a quelle italiane.
Inoltre, ritengo che in Italia ci sia ancora molto lavoro da fare sul tema della civiltà e del rispetto degli spazi comuni. Ad esempio, è comune vedere persone che gettano rifiuti per strada o dal finestrino dell’auto”.
Cosa ti ha colpito di più nei Paesi che hai visitato rispetto alla cultura civica italiana?
“Un confronto che mi colpisce è quello con la Spagna: anche in zone meno ricche e famose, le città sono molto più pulite. Mi ricordo un episodio in cui un ragazzo spagnolo mi disse che l’Italia era un bel paese, ma che lo aveva colpito negativamente la quantità di sporcizia in giro”.
Che ruolo pensi debbano avere gli influencer oggi nella discussione politica?
“Gli influencer possono essere uno stimolo per migliorare le cose e per “dare una sveglia” ai politici. Il problema è che molti influencer sono politicizzati e schierati: c’è chi spinge da una parte e chi dall’altra. Questo, secondo me, non è positivo. Io cerco di restare al di sopra delle parti e di esprimere un punto di vista indipendente”.
Come bilanci l’opinione personale con la responsabilità di avere tanti follower?
“Io non mi faccio condizionare dai follower. Dico quello che penso, ma prima di esprimere un’opinione mi informo. Spesso ho anticipato temi importanti, come la situazione in Donbass, l’arrivo di Draghi o la breve durata del governo giallo-verde. Questo perché cerco di informarmi prima di parlare, ma senza farmi influenzare dai commenti o dalle pressioni esterne”.
Cosa diresti a qualcuno che usa i social solo per criticare senza proporre soluzioni?
“La critica fine a sé stessa spesso è legata al vittimismo o alla ricerca di visibilità. Oggi fare catastrofismo può portare più “hype” e più seguito. Le soluzioni non sono facili, ma è importante proporle. Anche per le strade, basterebbe guardare esempi dall’estero e applicare modelli che funzionano. Il problema, secondo me, è che la politica spesso non si interessa davvero delle questioni che riguardano la vita quotidiana delle persone”.
Cosa vorresti dire a chi ti segue già e a chi ti conosce per la prima volta attraverso questa intervista?
“Guarda, quello che voglio dire attraverso questa intervista è legato a una domanda che mi ha fatto l’altro giorno un ragazzo che ho incontrato. Mi ha chiesto: “Lambre, qual è secondo te il miglior business del 2026?”
Il messaggio che voglio dare è che il miglior business del 2026 è comprarsi dei libri e studiare. Questo è il messaggio che voglio trasmettere: il miglior investimento è quello su sé stessi”.
Qual è il messaggio che vuoi dare ai giovani?
“Guarda me: io ho studiato meccanica, faccio progettazione di automazione tecnologica, ho studiato finanza, conosco la borsa e parlo diverse lingue. Quello che voglio comunicare ai giovani che leggeranno questo articolo, è che il cambiamento sono loro stessi. I giovani debbono imparare a saper approfittare di questo periodo. Si impara per tutta la vita, però la gente dice: “Voglio uscire dalla mia situazione, voglio cambiare.” Ma spesso manca la conoscenza di base e non si hanno le competenze necessarie per iniziare. Io sono cresciuto in una famiglia povera. Se ho viaggiato e ho ottenuto risultati, è stato perché ho studiato e mi sono impegnato. La gente dovrebbe studiare di più, invece di passare ore e ore sui cellulari, e di diventare dipendente in modo negativo dai social e da internet.
Insomma, si deve studiare: questo è il messaggio che voglio lanciare”.
Ringrazio per la disponibilità e per la simpatia Lorenzo LAMBRUGHI, in arte LAMBRENEDETTO XVI, e vi do appuntamento con il prossimo ospite.
Cordialmente, il Vostro Colonnello.

