Vicolo Basso Acquar è un’arteria laterale di via Basso Acquar, con divieto di transito da questo lato (eccetto per carico e scarico ed autorizzati) ed altrettanta proibizione di sosta h24 (pena la rimozione del veicolo con il carro attrezzi) fuori dagli spazi segnati.
Che non si sa quali e dove siano.

Costeggia il canale Camuzzoni ed è (dovrebbe essere) a doppio senso di circolazione fino a poco prima della salita che sbuca in via Tombetta. Dove sono ben piazzati, a dissuadere eventuali “avventurieri”, segnali di divieto d’accesso.
Tanto dispendio di tabelle e regolamenti farebbe presupporre trattarsi di un’“isola felice”, una sorta di “fortino civico”, da ferree regole rispettate per il bene comune dalla piccola comunità di residenti (che, ovviamente, può muoversi come vuole) e dai frequentatori moldavi dell’ex chiesetta cattolica di San Gaetano Thiene ed ex Sala San Gaetano della parrocchia di Santa Teresa del Bambin Gesù, risalente attorno al 1731, concessa dalla diocesi scaligera nel 2012 alla comunità ortodossa moldava (dipendente dal vescovado ortodosso romeno d’Italia), per riti religiosi e momenti aggregativi negli ampi spazi verdi attorno, assumendo il titolo di Parrocchia ortodossa per moldavi dei Santi Martiri Sofia e le figlie Elpis, Pistis e Agape.
L’oasi di pace tra sacro e profano ha, però, un suo dietro le quinte sgradevole, dove l’aggettivo “basso” (di via e vicolo) costituisce il termine consono per descrivere le condizioni del dimenticato mini tratto stradale dove, all’inizio (intrufolandosi da via Basso Acquar), sono presenti solo una cabina di servizio elettrico dell’Agsm ed un impianto di Acque Veronesi (dall’albero rinsecchito che vi è crollato sopra che andrebbe rimosso) caduti in mano vandalico-graffitara. I nuclei storici vivi della zona, con immobili d’epoca e fabbricati antichi rifatti, si trovano più avanti, verso la trafficata via Tombetta.






Le magagne…
Innanzitutto, la segnaletica stradale orizzontale consumata che dà su via Basso Acquar, con passaggio pedonale e stop in attesa da chissà quanto d’una… mano di bianco per banale sicurezza alla circolazione di automezzi e pedoni (il cui numero sta aumentando per l’apertura in zona di vari ristoranti con specialità sushi particolarmente graditi dai giovani che vi arrivano a piedi).



E, poi, erbacce in abbondanza tra marciapiedi gravemente dissestati (addirittura con squarci) ed asfalto provato dal tempo che lascia appena intravedere una “preistorica” linea di mezzeria, ormai fantasma del suo essere stata; il muretto laterale ormai fatiscente (quello a destra del versante verde che circonda il soprastante campo giochi raramente frequentato); cartine di stagnola utilizzate per consumi di droga; i resti d’un cellulare rubato-cannibalizzato da chissà chi e poi buttato sul selciato; alcuni tombini ostruiti o semi occlusi (quindi, inservibili come scoli in caso di pioggia).



Una spicciola curiosità. Qualcuno dalle parti di via Pasqualino Benedetti 77 (sede della Circoscrizione 5^ di competenza territoriale) è a conoscenza di queste “piccolezze” comunque da verificare de visu e sanare come dovere istituzionale comanda?
Servizio, foto e video di
Claudio Beccalossi
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