L’angolo tra lungadige Attiraglio e stradina Corte Molon è valorizzato da un’edicola votiva di recente fattura dedicata a San Giovanni Nepomuceno (cioè Jan Nepomucký, boemo di Nepomuk dove nacque nel 1330 o nel 1345, secondo fonti storiche diverse, fatto annegare nel fiume Moldava, a Praga, il 20 marzo 1393).







Il gradevole manufatto in pietre è stato benedetto il 19 ottobre scorso per iniziativa del “Gruppo Capitei TNT” di Chievo, con successivo momento conviviale popolare.
Viene così ricordato il presbitero ceco (laureatosi in Diritto canonico a Padova nel 1387), canonico nella cattedrale metropolitana dei santi Vito, Venceslao ed Adalberto a Praga (dov’è la sua tomba) nonché predicatore alla corte del re della Boemia, Venceslao IV (Venceslao di Lussemburgo, detto il Pigro o il Fannullone, Norimberga, 26 febbraio 1361 – castello di Nový hrad u Kunratic, paraggi di Praga, 16 agosto 1419, incoronato dal 1363 – ad appena due anni d’età per volere del padre Carlo IV – fino alla sua morte).
Il dissidio tra il re ed il Nepomucký scoppiò, stando ad una versione, per il diniego del secondo alla nomina d’un abate voluto dal primo. Ma, forse, la vera ragione dell’astio (o la goccia che fece traboccare il vaso) fu il rifiuto del religioso di rivelare a Venceslao i contenuti delle confessioni della moglie di quest’ultimo, Giovanna di Baviera, che lo scelse quale confessore.
Giovanni Nepomuceno, quindi, venne arrestato, torturato ed affogato nella Moldava. Papa Benedetto XIII (al secolo Pietro Francesco, in religione Vincenzo Maria, Orsini, Gravina in Puglia, 2 febbraio 1649 – Roma, 21 febbraio 1730) lo canonizzò il 19 marzo 1729. Patrono della Repubblica Ceca e della Boemia, dei confessori e di quanti corrono rischio d’annegamento, ha ricorrenza il 20 marzo.
La struttura devozionale, ubicata non a caso di fronte al corso dell’Adige (nell’auspicato scongiurare affogamenti?), espone una raffigurazione del santo con sfondo del ponte Diga di Chievo, opera firmata da Marcello Sartori (IX MMXXIV). Su un piedistallo in mattoni a lato spicca una preghiera in pergamena incorniciata, anche pro-migranti in mare: “San Giovanni Nepomuceno + Praga 1393 Cosa chiederti San Giovanni Nepomuceno tu protettore delle persone che stanno annegando. Salva quelle povere anime che cercano la libertà sui barconi sempre più fragili. Ti preghiamo, aiuta a far capire alla gente che con l’acqua si può giocare, l’acqua è vita, ma le si deve rispetto perché può portare dolore e morte. Paola B. Gruppo Capitei TNT Chievo”. Paola Biondani è l’autrice della supplica mentre ancora Marcello Sartori ha trascritto il testo su pergamena.


Nel retro è posta una “regola morale” artisticamente realizzata: “Il silenzio porta consiglio e fa fare le scelte giuste”.

La strada dapprima malamente asfaltata e poi bianca a fianco, alquanto sconnessa e disseminata di buche scassa sospensioni delle auto, porta alla vicina Villa Algarotti (conosciuta come “Corte Molon”), complesso di residenza, chiesa ed annessi risalente al XVI secolo. Nucleo di prestigio storico rivalutato a poca distanza dal culto odierno di San Giovanni Nepomuceno, invocato… “salvagente”…



Servizio e foto di
Claudio Beccalossi
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