E pensare che per anni i tifosi del piccolo Chievo avevano guardato dall’alto in basso i cugini blasonati del Verona. Ma alla fine di un ventennio terribile con il “miracolo” di Campedelli a strappare applausi in serie A e il Verona a dibattersi nelle sabbie mobili della serie B, ora gli equilibri sono ritornati ad essere quelli di sempre, con i tifosi del Verona a fare festa quasi ogni domenica che i gialloblu giocano al Bentegodi ed invece quelli di Chievo a penare ed a rischiare di dover fare la disdetta DAZN per non continuare a soffrire visti i risultati davvero magri. La speranza di rivedere il Chievo in serie A infatti per chi attualemente è abbonato alle piattaforme pay per view e contava di rimanere a digiuno dei vari Chievo – Juventus e Chievo – Inter è più teorica che reale e la serie B rischia di diventare una costante per i veronesi dell’ex miracolo anche per l’anno prossimo e quelli a venire.
Non sono bastati infatti i milioni di euro del “paracadute” dopo la retrocessione annunciatissima (complice la penalizzazione per l’affare plusvalenze) al Chievo per dominare il campionato. Ed anzi, il pareggio dell’ultima giornata con l’Empoli rischia di inguaiare ulteriormente i veronesi che sono ultimi nella mini classifica interna per i play off con la promozione diretta che a questo punto appare sicura solo per il Benevento mentre la seconda piazza se la disputano Pordenone, Crotone e Salernitana.
Verona miracoloso praticamente salvo
Il ruolino degli scaligeri dell’Hellas Verona conta l’incredibile risultato ad oggi di otto vittorie, cinque pareggi e solo sette sconfitte, quasi un record per una neo promossa che ora può vantare per 13 punti in più del Lecce ed addirittura quattordici sul Brescia che insieme al Genoa è sul limbo della retrocessione.
Un risultato alla vigilia insperabile dato che i veronesi furono gli ultimi al termine della passata stagione a strappare il pass per la serie A. E’ in buona compagnia il Verona visto che alle spalle della quota per i preliminari di Europa League spingono anche Cagliari e Parma, squadre che dopo un passato glorioso, mancavano dalle fasce colorate del massimo campionato da un po’.
Mister Juric invita alla calma
Il Verona di fatto al Bentegodi ha suggellato la matematica salvezza. Ora i giocatori agli ordini di Ivan Juric che, trent’anni dopo, potrebbe riuscire nell’impresa di riportare il Verona in Europa dopo il miracolo inarrivabile di mister Bagnoli nel 1991 con la partecipazione degli scaligeri alla vecchia formula della Coppa Campioni.
L’allenatore croato della squadra cerca di gettare acqua sul fuoco sugli entusiasmi della piazza. “Il nostro obiettivo rimane la salvezza da raggiungere matematicamente il prima possibile – ha detto l’allenatore ai microfoni di SKY dopo una partita dominata dagli scaligeri dall’inizio alla fine – Grandi meriti vanno ai giocatori perché arrivavano dalle situazioni difficili, ma hanno dimostrato che con il lavoro e la voglia si possono fare delle cose impensabili. Hanno anche formato un bel gruppo. Neanche io immaginavo che potessimo fare così bene a questi livelli. Adesso non dobbiamo smettere di avere questa intensità negli allenamenti per continuare a stupire”.
Bentegodi con numeri da grande
Una delle tifoserie più rispettate in Italia quella che domenica ha potuto festeggiare il rotondissimo 3 a 0 in casa con un colpo d’occhio non indifferente visto che il Bentegodi, stadio completamente ristrutturato appunto in occasione dei mondiali di Italia ‘90 e dello scudetto di Osvaldo Bagnoli, non scende mai sotto i 15mila spettatori, con punte di 25mila in occasione dei big match.
Ed è una tifoseria calda quella del Verona, l’autentico uomo in più, che ebbra dei successi ha saputo anche archiviare le polemiche relative all’incontro casalingo contro il Brescia durante cui Mario Balotelli aveva reagito spedendo il pallone in tribuna dopo che era stato bersagliato da ululati razzisti.
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