Esclusivo
Parigi (Francia) – Un mulino a vento che perde le pale. È successo, attorno all’una e 45 della notte tra il 24 ed il 25 aprile, al celebre teatro cabaret Moulin Rouge, in boulevard de Clichy, nel quartiere Pigalle, nei pressi di Montmartre (zona frequentata da bohémiens ed artisti).




L’esterno rosso vivo e gli interni abbelliti secondo stile Belle Époque l’assegnano tra gli emblemi nella Ville Lumière (Città della luce) dello specifico periodo storico d’evoluzione sociale, culturale ed artistica (compreso, grosso modo, tra gli ultimi decenni del XIX secolo e l’inizio della Prima guerra mondiale, nel 1914).
Il “tempio del can-can” (cancan o french cancan, danza di ballerine in tempo binario e di tendenza vivace, ispirata al galop della quadriglia, con spaccate e gambe sollevate, all’epoca considerata licenziosa), caratterizzato proprio dal (finto) mulino a vento sovrastante la struttura, ha dovuto fare i conti con la caduta in strada e sul marciapiede delle pale ruotanti e delle lettere MOU dell’insegna famosa in tutto il mondo. Un incidente (forse dovuto ad imprevisti tecnici o ad avverse condizioni meteorologiche), poco dopo la chiusura, senza danni a persone e che non ha interrotto il regolare svolgimento degli spettacoli, due al giorno nell’intero anno.

Repertorio originale ed attrattiva per artisti
Il cabaret Moulin Rouge venne cofondato da due impresari di teatro parigini, Charles Zidler (Saint-Cloud, 29 dicembre 1831 – Parigi, 10 novembre 1897) e Joseph Oller (Terrassa, 10 febbraio 1839 – Parigi, 19 aprile 1922) ed aprì al pubblico il 6 ottobre 1889 (circa sei mesi dopo l’inaugurazione della Tour Eiffel, il 31 marzo 1889). S’ispirarono al Moulin de la Galette, un ristorante con balli avviato con successo nel 1870 all’interno d’un mulino a vento in disuso riadattato, a Montmartre.


Risultò subito vincente per merito di spettacoli originali (tipo quelli di Joseph Pujol, in arte Le Pétomane, il Petomane – Marsiglia, 1° giugno 1857 – Tolone, 8 agosto 1945 – o del ballerino contorsionista Jacques Renaudin, noto comeValentin le Désossé, Valentino il Disossato – Parigi, 26 febbraio 1843 – Sceaux, 4 marzo 1907 – ecc.), d’un ampio repertorio di balli (come il già citato can-can), della bravura di ballerine allora rinomate (per esempio, la seguitissima Louise Joséphine Weber, conosciuta quale La Goulue, La Golosa – Clichy, 13 luglio 1866 – Parigi, 29 gennaio 1929 – che entusiasmava il pubblico maschile con le sue mosse).



Il Moulin Rouge venne ben presto soprannominato le premier palais des femmes (il primo palazzo delle donne) e luogo d’incontro di artisti, tra i quali Guillaume Apollinaire (pseudonimo di Guglielmo Alberto Wladimiro Alessandro Apollinare de Kostrowitzky, Roma, 26 agosto 1880 – Parigi, 9 novembre 1918, scrittore, drammaturgo e poeta), Pierre-Auguste Renoir (Limoges, 25 febbraio 1841 – Cagnes-sur-Mer, 3 dicembre 1919, pittore impressionista), Georges Braque (Argenteuil, 13 maggio 1882 – Parigi, 31 agosto 1963, pittore e scultore), Aristide Bruant (Courtenay, 6 maggio 1851 – Parigi, 10 febbraio 1925, cantautore e cabarettista). Il pittore post-impressionista Henri de Toulouse-Lautrec (Henri-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec-Montfa. Albi, 24 novembre 1864 – Saint-André-du-Bois, 9 settembre 1901), habitué del Moulin Rouge, ritrasse la stessa La Goulue, oltre a scene curiose e frequentatori bizzarri in dipinti e manifesti.

Gli anni di Mistinguett e la mutazione in night club
Nel corso dell’adattamento all’operetta, il 29 luglio 1907 avvenne il debutto di Mistinguett (Jeanne Florentine Bourgeois, Enghien-les-Bains, 3 aprile 1875 – Bougival, 5 gennaio 1956, attrice e cantante), soubrette di varietà che sancì il music-hall parigino e la verve di Montmartre. Le sue belle gambe offerte generosamente alla vista mandarono in visibilio schiere di ammiratori.

Il 27 febbraio 1915, nel corso di lavori di ristrutturazione, un incendio distrusse il Moulin Rouge e solo nel 1921 risorse con rinnovati impulsi e le forme odierne. Seguì un ulteriore capitolo di riuscite per merito ancora di Mistinguett e di Gina Palerme (alias Irène de Maulmont, Bussière-Galant, 18 dicembre 1885 – Les Pavillons-sous-Bois, 26 dicembre 1977), Jeanne Aubert (nata Jeanne Perrinot, Parigi, 21 febbraio 1900 – Coubert, 6 marzo 1988, attrice e cantante), di Maurice Auguste Chevalier (Parigi, 12 settembre 1888 – Parigi, 1° gennaio 1972, attore e cantante).
Il ritiro dalle scene di Mistinguett (nel 1929) e la diffusione del cinema (attorno alla fine degli Anni Trenta del secolo scorso) rischiarono d’affondare le esibizioni artistiche del Moulin Rouge. Nel 1937 il locale venne adattato in un elegante night club. Durante l’occupazione nazista, prima della liberazione di Parigi (il 25 agosto 1944), la famosa chanteuse Édith Piaf (pseudonimo di Édith Giovanna Gassion, Parigi, 19 dicembre 1915 – Grasse, 10 ottobre 1963, cantautrice) cantò sul palco del locale assieme all’italo-francese Yves Montand (al secolo Ivo Livi, Monsummano Terme, Pistoia, 13 ottobre 1921 – Senlis, 9 novembre 1991, cantante ed attore).
Nomi illustri sulla scena e Doris’ Girls
Gli Anni Cinquanta del secolo scorso costituirono la ripresa del vecchio fulgore del Moulin Rouge, con il riaffacciarsi in scena del can-can per linea del direttore Georges France, “motore” della vita notturna parigina già dal 1936. Le cronache del periodo si sbizzarrirono soprattutto per il 25° Bal des Petits Lits Blancs (Ballo dei Piccoli Letti Bianchi) del 19 maggio 1953, organizzato da Guy des Cars (Parigi, 6 maggio 1911 – Parigi, 21 dicembre 1993, scrittore) e nel quale fece il suo esordio in Europa il grande Bing Crosby (Harry Lillis Crosby, Jr., detto Bing, Tacoma, 3 maggio 1903 – Madrid, 14 ottobre 1977, cantante, attore e comico americano).

Nel 1955 il locale venne affidato ai fratelli Joseph e Louis Clérico, proprietari del Lido (o Lido de Paris), cabaret per spettacoli di rivista e burlesque ubicato sugli Champs-Élysées, nella capitale francese. La coreografa Dorothea Haug (Miss Doris), nel 1957, formò un corpo di ballo stabile con 60 ballerine selezionate per bravura e bellezza che, col nome di “Doris’ Girls” (“Le ragazze di Doris”), diventò l’attrazione di punta del Moulin Rouge e, nel passaggio generazionale, lo è tuttora. Proseguendo nelle innovazioni, nel 1959 fu introdotta la possibilità di cenare durante le rappresentazioni, ricorrendo all’abilità ed ai menù dei migliori cuochi francesi.

Gli artisti insigni ingaggiati, intanto, confermavano l’alto standard raggiunto: Luis Mariano (al secolo Mariano Eusebio González y Garcia, Irun, 13 agosto 1914 – Parigi, 14 luglio 1970, tenore ed attore spagnolo naturalizzato francese), Charles Aznavour (nome d’arte di Shahnourh Varinag Aznavourian, Parigi, 22 maggio 1924 – Mouriès, 1° ottobre 2018, cantautore, attore e diplomatico francese d’origine armena), Charles Trenet (Louis Charles Auguste Claude Trenet, Narbona, 18 maggio 1913 – Créteil, 19 febbraio 2001, cantautore e paroliere), Line Renaud (pseudonimo di Jacqueline Ente ed in precedenza nota come Jacqueline Ray, Pont-de-Nieppe, 2 luglio 1928, cantante ed attrice).
Big internazionali
Con la direzione assunta nel 1962 da Jacki Clérico, il Moulin Rouge si… rifece il trucco aggiungendo un grande aquarium per una nuova serie di balletti. L’ottima riuscita della revue (rivista) “Frou-Frou” suggerì, dal 1963, l’allestimento di spettacoli con titoli dall’iniziale “F” quale portafortuna: “Frisson”, “Fascination”, “Fantastic”, “Festival”, “Follement”, “Frénésie”, “Femmes, femmes, femmes”, “Formidable”, “Féerie”.

Dal 1970 in poi l’esclusiva ambientazione ospitò prestigiosi big internazionali: Ginger Rogers (dal vero nome Virginia Katherine McMath, Independence, 16 luglio 1911 – Rancho Mirage, 25 aprile 1995, cantante, attrice e ballerina, spesso in coppia con Fred Astaire), Liza May Minnelli (Los Angeles, 12 marzo 1946, attrice, cantante e ballerina, di origine italiana da parte del padre), Dean Martin (Dino Paul Crocetti, Steubenville, 7 giugno 1917 – Beverly Hills, 25 dicembre 1995, cantante, attore e comico dalle ascendenze abruzzesi), Frank Sinatra (Francis Albert, Hoboken, 12 dicembre 1915 – Los Angeles, 14 maggio 1993, cantante ed attore, pure lui figlio di emigrati italiani), Ray Charles Robinson (Albany, 23 settembre 1930 – Beverly Hills, 10 giugno 2004, cantante e pianista), Jerry Lewis (nome reale Joseph Levitch, Newark, 16 marzo 1926 – Las Vegas, 20 agosto 2017, attore, comico, cantante, regista, produttore e sceneggiatore cinematografico), Ella Jane Fitzgerald (Newport News, 25 aprile 1917 – Beverly Hills, 15 giugno 1996, cantante), Elton Hercules John (nato Reginald Kenneth Dwight, Pinner, 25 marzo 1947, cantante e compositore), Dalida (Iolanda Cristina Gigliotti, Il Cairo, 17 gennaio 1933 – Parigi, 3 maggio 1987, cantante ed attrice a sua volta di radice italiana) ed altri.
Ad ogni suo ritorno a Parigi, il celebre attore e cantante Elvis Aaron Presley (Tupelo, 8 gennaio 1935 – Memphis, 16 agosto 1977) era solito frequentare il Moulin Rouge e non sono mancate visite di eminenti autorità straniere (il 23 novembre 1981 si svolse uno spettacolo, esclusivo e privato, per la regina Elisabetta II d’Inghilterra).
L’abbinata can-can e champagne
Il cabaret non è sfuggito all’attenzione del cinema. Tra vari films influenzati od eseguiti in loco risultano la commedia musicale “Moulin Rouge” del 1941 diretto da André Hugon e Yves Mirande, il drammatico “Moulin Rouge” del 1952 (sulla biografia di Henri de Toulouse-Lautrec) con la regia di John Huston ed il musicale, drammatico e sentimentale “Moulin Rouge!” del 2001 di Baz Luhrmann.






Can-can (con i suoi costumi di piume, paillettes, strass ed immancabili giarrettiere) e champagne formano l’abbinata classica d’ogni varietà del locale cult. Il costo del biglietto per assistere allo spettacolo o per cenare (scegliendo tra tre menù francesi, da tre portate: Mistinguett, Toulouse-Lautrec e Belle Époque), infatti, include sempre mezza bottiglia a persona di champagne. Le stime citano più di 600mila spettatori (occupazione media pari al 96% degli 850 posti disponibili) e di almeno 360mila bottiglie di champagne stappate all’anno. Numeri da… far girar la testa…
Claudio Beccalossi
