Nasceranno altre sintesi politiche oltre le famiglie novecentesche ? E’ l’avvincente interrogativo che animerà l’incontro di mercoledì 30 aprile, a partire dalle 18, alla Sala Ater in Piazza Pozza San Zeno, Verona, per un appuntamento organizzato dall’Associazione Officina. Assieme a politici veneti come il consigliere Regionale Stefano Valdegamberi e Paolo Danieli, sarà presente popolare leader nazionale Marco Rizzo, nemico giurato del politically correct che propone “un’alternativa a questo squallido parco giochi per il divertimento di spregiudicate classi dirigenti di un’Europa che gioca con la guerra, imponendo un folle riarmo”.Al centro dell’incontro è la presentazione di una nuova piattaforma politico culturale contenuta nel testo “Riprendiamoci le chiavi di casa. Manifesto per un sovranismo popolare oltre la destra e la sinistra.” Nel libro, il giornalista de La Verità Fabio Dragoni intervista Marco Rizzo in un dialogo libero e senza filtri da cui emerge perché non si debba cedere la sovranità, anche mettendo in discussione i tabù del politicamente corretto in nome del buon senso, superando gli schemi tradizionali. “Centrodestra e Centrosinistra sono facce della stessa medaglia”-sostiene Rizzo. “Negli ultimi decenni i popoli e le nazioni europee hanno visto erodere giorno dopo giorno la propria sovranità a favore dell’Unione Europea governata da un establishment che pretende di imporre vita gusti e consumi e di sottrarre agli Stati scuole ed ospedali in favore di munizioni e carri armati. Le esigenze della gente comune vengono calpestate per la necessità di multinazionali senza scrupoli di generare sempre più desideri sganciati dai bisogni reali delle maggioranze popolari e con esse spesso in conflitto. Le elitè finanziarie sono interessate a far percepire i desideri come diritti, per diffondere le loro merci bisognose di masse sempre più desideranti. Bruxelles è il luogo in cui diventano legge i voleri di questi signori del profitto e della guerra, a fronte dell’impoverimento della popolazione europea, della distruzione della piccola e media industria, della perdita di potere dei parlamenti nazionali, della progressiva scomparsa delle classi medie”. Che sia l’inizio di una nuova stagione destinata ad andare oltre le tradizionali linee di demarcazione della politica italiana, oltrepassando l’era della globalizzazione e quindi anche del sistema politico che la sorregge?
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