Cari Lettori,
Oggi ci rivediamo con lo speciale all’interno della rubrica perché continuiamo ad intervistare le giovani promesse della politica universitaria.
Oggi ci troviamo nel Consiglio d’Amministrazione, noto più comunemente come CDA, degli Organi Centrali.
Siamo qui con Martina Locati, classe 2005.
Martina Locati, 20 anni, studia Economia Aziendale presso l’Università degli studi di Bergamo.
Nelle ultime elezioni universitarie è stata eletta nel Consiglio di Amministrazione con il maggior numero di preferenze tra tutti i candidati, ed è stata eletta anche come rappresentante per il Consiglio di Corso di Economia Aziendale.
E’ Segretario Provinciale di Forza Italia Giovani Bergamo, e membro del Consiglio Nazionale del medesimo partito. A 18 anni è stata la più giovane candidata alle amministrative della città di Bergamo ottenendo 55 preferenze.
E’ stata recentemente selezionata da L’Espresso tra i “60 Under 30” che stanno cambiando l’Italia.
https://lespresso.it/c/giovani/2025/9/15/premio-60-under-30-politica-lettera-martina-locati/56708
Allora Martina, cosa ti ha spinto a candidarti come rappresentante degli studenti e cosa significa per te ricoprire questo ruolo?
“La mia candidatura nasce da un lungo confronto con l’Onorevole Stefano Benigni, che desidero ringraziare, per il supporto e la fiducia che mi ha sempre dimostrato sin dalla mia prima esperienza come candidata a consigliere comunale alle ultime elezioni amministrative della città di Bergamo. In quegli anni Benigni era ancora segretario nazionale di Forza Italia Giovani, e ricordo ancora oggi la sua grande disponibilità durante tutta la campagna elettorale e anche successivamente, fino alla mia nomina a coordinatrice provinciale dei giovani di Forza Italia Bergamo.
È così che ha avuto inizio il mio percorso politico in Forza Italia, un partito che da sempre dimostra grande attenzione verso i giovani, e ci tengo a sottolinearlo, viste le frequenti accuse secondo cui sarebbe un partito “di vecchi”. Quando sono entrata nel movimento giovanile ho trovato un gruppo che mi ha accolto con grande calore. Partecipando alle iniziative nei vari territori, mi sono presto resa conto della forte struttura e del radicamento di questa realtà.
Nel frattempo, ho iniziato l’Università, iscrivendomi a Economia Aziendale, facoltà che frequento tutt’ ora al secondo anno presso l’Università degli Studi di Bergamo. Proprio in quell’anno si avvicinavano le elezioni universitarie. All’inizio, lo ammetto, non conoscevo nemmeno l’esistenza degli organi di rappresentanza studentesca: per me era un mondo completamente nuovo. Quando mi proposero la candidatura fui molto scettica, quasi convinta che fosse inutile.
Dopo alcuni mesi di riflessione decisi però di accettare la sfida e così ho avviato la mia prima campagna elettorale in Università, candidandomi a tutti gli organi possibili: Consiglio di Amministrazione, Senato Accademico, Nucleo di Valutazione, Consiglio di corso di Economia Aziendale, Giunta di Economia e Commissione Paritetica.
Con mia grande sorpresa, sono risultata la prima degli eletti in tutti gli organi, con un distacco di circa 100 preferenze sugli altri candidati; il risultato più significativo è stato al Senato Accademico, dove ho ottenuto 380 preferenze. Per questioni di incompatibilità ho scelto il Consiglio di Amministrazione, incarico che ricopro tutt’ora.
Si tratta per me di una grandissima soddisfazione personale, ma soprattutto di una grande responsabilità verso le 380 persone che mi hanno dato fiducia. Avere la possibilità, a soli vent’anni, di contribuire ai lavori di un vero Consiglio di Amministrazione rappresenta un’opportunità straordinaria per comprendere da vicino il funzionamento della macchina amministrativa universitaria.
Proprio oggi è stata inaugurata la nuova sede del personale tecnico-amministrativo, un progetto approvato dal CdA mesi fa: vedere il risultato finale, consapevole del lavoro che c’è stato dietro, è stato particolarmente emozionante. È anche la dimostrazione di quanto il nostro Ateneo sia in continua crescita. Dal Manifesto di Bergamo Città Universitaria fino ai numerosi progetti in corso, tra cui la residenza Montelungo, nodo cruciale per l’attrattività e l’internazionalizzazione, il percorso di sviluppo è evidente.
Tutto questo è possibile grazie alla forte collaborazione tra l’Università, l’Amministrazione Comunale, la Provincia di Bergamo, la Regione Lombardia ed il tessuto imprenditoriale del territorio. Un lavoro di squadra che funziona perché guidato da un obiettivo comune: il benessere degli studenti, che restano la vera anima del nostro Ateneo e che ho il dovere di rappresentare anche ai vertici amministrativi.
La rappresentanza studentesca svolge esattamente questa funzione: portare all’interno delle sedi decisionali uno sguardo fresco e giovane sulle reali esigenze della comunità studentesca. Esigenze che, per dinamiche del tutto fisiologiche, non sempre coincidono con quelle percepite dalla governance.
Il nostro compito, quindi, è proprio quello di dare voce agli studenti e di contribuire al confronto istituzionale portando un punto di vista diretto, concreto e radicato nella quotidianità universitaria.”
Quali sono le priorità che vorresti portare avanti nel tuo mandato?
“Numerose sono le proposte portate in consulta in questi mesi; quella che mi sta più a cuore è la possibilità di poter estendere gli orari di apertura dei servizi bibliotecari almeno fino alle ore 23 durante i periodi di sessione.
La biblioteca universitaria rappresenta un punto di riferimento fondamentale per lo studio e la ricerca degli studenti e dei ricercatori, e negli ultimi anni è emersa con forza l’esigenza di spazi studio accessibili anche in orari serali. Attualmente l’orario in corso prevede un’apertura dalle 8-19.30. La proroga fino alle ore 23 consentirebbe al nostro ateneo di uniformarsi ad un modello internazionale già esistente; sempre in un’ottica di maggiore internazionalizzazione come accennavo prima.”
In che modo pensi di portare concretamente la voce degli studenti all’interno del CDA?
“Per ogni delibera discussa all’interno del Consiglio è richiesta anche l’approvazione dei due rappresentanti degli studenti; inoltre, molto spesso, quando vengono trattati punti che riguardano direttamente la componente studentesca, il Rettore ci chiede di esprimere il nostro parere sull’oggetto in discussione.
Avere la possibilità di incontrare periodicamente il Rettore ed i vertici della governance in sede di Consiglio agevola sicuramente la comunicazione, consentendo un confronto diretto e la possibilità di riportare tempestivamente le questioni ai livelli decisionali più alti.”
Come immagini un corso di Economia Aziendale ancora più vicino alle esigenze degli studenti e al mondo del lavoro?
“Il Dipartimento di Economia Aziendale di cui faccio parte è in una fase di forte sviluppo. La recente attivazione di un nuovo corso di Economia Aziendale in lingua inglese testimonia con chiarezza la volontà di rafforzare l’internazionalizzazione della nostra offerta formativa.
Il Dipartimento mette a disposizione degli studenti numerosi strumenti di supporto: dai laboratori d’impresa agli incontri con le realtà produttive del territorio, come l’iniziativa di Bergamo Next Level. A questi si affiancano momenti in cui sono le aziende stesse a presentarsi agli studenti prossimi alla laurea, illustrando le posizioni aperte. Penso, ad esempio, al Career Day che si terrà in fiera nei prossimi mesi, occasione in cui gli studenti potranno confrontarsi direttamente con molte imprese bergamasche. Tutto ciò contribuisce a consolidare in modo significativo il rapporto con il tessuto produttivo locale.
Questo rappresenta, a mio avviso, un elemento particolarmente rilevante: abbiamo infatti la fortuna di operare in un contesto economicamente dinamico e fortemente sviluppato sotto il profilo imprenditoriale.”
Qual è, secondo te, il punto di forza dell’Università di Bergamo su cui investire maggiormente?
“Abbiamo la fortuna di operare in un contesto economicamente dinamico e fortemente sviluppato sotto il profilo imprenditoriale.
Proprio per questo, la sfida futura deve secondo me essere quella di rafforzare ulteriormente la cooperazione con il sistema delle imprese, formando laureati sempre più in linea con le reali esigenze del mondo produttivo.
È fondamentale mantenere un dialogo costante e strutturato per contrastare un fenomeno di cui si discute sempre più spesso, ovvero il mismatch tra i fabbisogni delle imprese e le competenze effettivamente fornite dal nostro Ateneo.”
Quanto è importante il dialogo tra studenti e istituzioni universitarie?
“il dialogo tra studenti ed istituzioni universitarie è fondamentale. Il dialogo ed il confronto penso che siano due elementi fondamentali per l’esistenza stessa dell’Ateneo. La rappresentanza studentesca serve proprio per fare da ponte tra la governance e gli studenti; se c’è un dialogo sereno e trasparente, questo contribuisce ad una crescita strutturale che tiene conto delle reali esigenze degli studenti.”
Che messaggio vuoi lasciare agli studenti che ti stanno leggendo?
“Oggi sono sempre meno i giovani che si interessano alla rappresentanza, sia all’interno dell’Università sia al di fuori. È anche una nostra responsabilità riuscire ad avvicinare sempre più coetanei a questo mondo, rendendolo accessibile, concreto e coinvolgente.
Personalmente, ciò che più mi appassiona, tanto nella politica fuori dall’Ateneo quanto nella rappresentanza universitaria, è il forte senso di comunità che si crea attorno a queste esperienze. Ma non solo: è altrettanto importante la rete di relazioni e conoscenze che si sviluppa, e che ogni giorno permette di scoprire nuove opportunità.
Una dinamica simile si riscontra anche nel mondo dell’associazionismo e del volontariato, che purtroppo negli anni sta coinvolgendo sempre meno giovani. Ǫuesto rappresenta un problema serio, perché è l’esatto riflesso di quello che sta succedendo, ovvero un progressivo disinteresse verso ciò che ci circonda. Troppo spesso ci limitiamo a lamentarci di ciò che non funziona, senza però avanzare proposte o dedicarci davvero alla comprensione dei problemi per contribuire a risolverli.
La rappresentanza universitaria, invece, è anche soprattutto un’importante occasione di crescita personale e civica; sinonimo di interesse verso una comunità: quella universitaria.
A chi ancora non conosce questo mondo mi sento di dire: avvicinatevi, informatevi, mettetevi in gioco. Scoprirete una realtà capace di coinvolgervi profondamente e che vi regalerà altrettante soddisfazioni. Per me è stato così.”
Ringrazio per la disponibilità Martina Locati, e vi do appuntamento con il prossimo ospite.
Cordialmente, il Vostro Colonnello.

