Luce verde da Palazzo Ferro-Fini al piano triennale delle opere pubbliche della Regione.
Un piano che pone particolare attenzione alla sicurezza idraulica del territorio, con oltre il 70% delle risorse in disponibilità della Regione destinate proprio a questo scopo.
Il documento, che individua gli interventi da realizzare nelle sette province venete, pone particolare attenzione anche al territorio veronese e, in particolare, alla parte dell’est e del colognese.
Come evidenzia il consigliere regionale Matteo Pressi, capogruppo della Lista Stefani in Consiglio regionale: “il piano, con riferimento all’anno in corso, prevede opere nella provincia di Verona per un importo che supera i 12,5 milioni di euro, molte delle quali immediatamente cantierabili perchè dotate di un progetto esecutivo, pronto per l’appalto”.
Rispetto al totale degli interventi previsti, balza all’occhio la scelta della Regione di investire in modo particolare sulla parte est della provincia scaligera, che si accaparra oltre 10 milioni di investimenti.
Come illustra Pressi, “l’elenco delle opere che saranno avviate nel 2026 si concentra sui principali elementi della rete idraulica dell’est veronese: dal torrente Illasi al Tramigna, dall’Alpone al Fratta e al Guà”.
Nel dettaglio, il Consiglio regionale ha destinato 2.900.000 euro per la manutenzione e il completamento del bacino di S. Lorenzo di Soave, compresa la costruzione di un nuovo argine a difesa dell’autostrada A4. Un’opera fondamentale per proteggere l’intero est veronese dal rischio di alluvioni, un fenomeno purtroppo verificatosi in diverse occasioni negli anni a cavallo tra il 2010 e il 2014 e attenuatosi negli ultimi tempi proprio in ragione della costruzione sul territorio dei presidi di difesa idraulica.
Rimanendo in zona, 86.000 euro sono pronti ad approdare a Cazzano di Tramigna per ripristinare la sicurezza del torrente “Tramignola”, oggetto di una esondazione circa due anni fa a causa del cedimento delle sue sponde.
È una vera e propria cura da cavallo quella destinata al fiume Alpone: dal consolidamento degli argini alla pulizia degli alvei, senza dimenticare gli interventi di posizionamento delle reti metalliche utili ad impedire alle nutrie di infiltrarsi nelle arginature, indebolendole.
Infatti, come evidenzia Pressi “all’Alpone destiniamo oltre 2.200.000 euro per intervenire nei comuni di San Giovanni Ilarione, Monteforte d’Alpone e S. Bonifacio. Una parte delle somme sarà destinata alla ricostruzione delle porzioni di argini danneggiati in occasione degli eventi di eccezionale avversità atmosferica del 2024”.
Sempre nell’est veronese, sono più di 3 i milioni destinati alla manutenzione ordinaria e straordinaria del torrente Illasi, da Selva di Progno sino all’omonimo comune, passando quindi da Badia Calavena e Tregnago, per il ripristino degli alvei e delle sponde danneggiate nell’ultimo biennio dalle piene eccezionali che hanno caratterizzato il corso d’acqua.
Sempre guardando ad est, ai confini tra S. Martino Buon Albergo e la città Verona, sono previsti lavori per 500.000 euro per la messa in sicurezza del torrente Valpantena.
Un altro rilevante importo, infine, sarà investito nella parte dell’est veronese che afferisce al distretto colognese, idraulicamente connesso al sambonifacese. Nel dettaglio, evidenzia Pressi: “vengono destinati oltre 4.000.000 di euro per la sistemazione e la messa in sicurezza del torrente Guà nel territorio dei comuni di Cologna Veneta, Pressana e Roveredo di Guà. Si tratta di un corso che da molti anni richiede pesanti interventi di consolidamento, anche qui principalmente per la presenza di fauna selvatica, nonchè di pulizia degli alvei per la presenza di una grande quantità di vegetazione”.
Il piano, infine, prevede l’allocazione di 600.000 euro per il ripristino della funzionalità del fiume Fratta nei comuni di Pressana, Minerbe e Bevilacqua nonchè 500.000 euro per la sistemazione dei fiumi emissari ed immissari del lago di Garda. Non mancano, infine, interventi di miglioramento del fiume più importante del territorio scaligero, l’Adige, al quale vengono dedicati 1.650.000 euro per la sua regimazione idraulica nei territori di S. Giovanni Lupatoto e della frazione di Avesa, nel capoluogo, nonchè per il ripristino delle sue le sponde tra Volargne e Dolcè.
“Questo piano rappresenta un cambio di passo perchè sceglie di investire in maniera forte sulla manutenzione idraulica del territorio veronese e, in modo particolare, sulla parte est della nostra provincia. La popolazione nell’ultimo quindicennio ha toccato da vicino che cosa significhi non poter gestire le emergenze legate al maltempo e non vogliamo che queste situazioni si ripetano”.

