In ricordo della strage di Capaci, del 23 maggio 1992, in cui persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie e tre uomini della scorta…
della dott.ssa Anna Lisa Tiberio
Scrutare l’orizzonte e vedere fumo, tanto fumo che si innalza nel cielo. Questo si può vedere nell’autostrada che unisce Punta Raisi a Palermo al km 4 nei pressi di Capaci in una calda e assolata giornata di maggio.
Là in lontananza sirene spiegate, gente che corre, che scruta, che guarda, che si ferma impietrita… che guarda un quadro buio, grigio, incolore: un quadro che non ha bisogno di alcuna cornice. Là in lontananza c’è un quadro inanimato di un’autostrada sventrata, di corpi lacerati: un quadro di morte. C’è il mare e lontano ci sono distese di campi di grano dorato che si mescolano ai rossi dei papaveri. E come sottofondo il canto delle onde si unisce a quello delle cicale. E io sono qui, spettatore di questa inaspettata coreografia.
Quanti pensieri affollano la mia mente. E penso al mondo e penso a quello strano paesaggio oscuro che si mescola agli azzurri del cielo che ora, in un attimo, ha cambiato umore. In questi attimi dove la luce sembra non rischiarare l’immensità del cielo e il buio sembra aver inondato ogni cosa mi chiedo:
“Dov’è finito l’uomo, il suo
essere, la sua forza di costruire
un futuro radioso?”.
In questi attimi dove le voci sembrano non essere più umane, odo solo voci di pianto e di disperazione… non sento più voci intrise di vita: solo urla, urla di dolore…

Clic: una foto ferma l’immagine che non avrei mai voluto immortalare. Aiutatemi a rompere questa foto in tanti piccoli pezzetti. La ricostruirò e la ridipingerò insieme a tutti coloro che credono nel rispetto della giustizia. La realizzerò insieme a tutti coloro che non vogliono fermare il tempo al 23 maggio 1992. Aiutatemi a dipingere prati verdi e pieni di fiori, campi biondi che ondeggiano al vento caldo, cieli azzurri, mari blu e macchine, tante macchine, che sfrecciano nell’autostrada di Capaci verso un mondo chiamato Giustizia.
Aiutatemi a dipingere quadri che ritraggono volti che sorridono e dicono:
“Non dimenticateci, noi siamo
nei cuori di chi non vuole
dimenticare”.

Ora un soffio di vento purifica l’aria e fa volare i sogni.Sogni legati a ideali che si stanno perdendo ma so che andranno a finire nei cuori di chi non può, di chi non vuole dimenticare. Questi sogni vivranno in una stella, dieci stelle, cento stelle, mille stelle che tengono viva la speranza, che tengono accesa quella luce, quel colore che mai si spegnerà per non lasciare nel buio delle tenebre gli uomini di questo mondo.
Clic: scatto un’altra foto. Riproduco un quadro: è bianco, senza macchie… Finalmente la Pace!
E’l’alba di un nuovo giorno.
