La continua attività di controllo da parte della Polizia Ferroviaria nella stazione di Verona Porta Nuova, ha portato nella giornata di ieri, all’arresto di un cittadino polacco, in Italia senza fissa dimora.
L’arresto è avvenuto ieri 21 ottobre, quando, personale del Settore Operativo Polizia Ferroviaria durante un controllo presso il Centro Meccanizzato Poste di Piazza XXV Aprile, ove era stata segnalata la presenza di un bagaglio di grosse dimensioni, ha fermato un cittadino polacco che ha esibito una carta d’identità polacca che riportava le effigie di un soggetto diverso. Accompagnato pressi gli Uffici, lo straniero ha confermato il proprio nome come quello che appariva sul documento, CHUCHLA Damian Miroslaw nato il 27/01/1982 in Polonia. Da un controllo ai terminali di Polizia, il documento è però risultato colpito da un provvedimento di sequestro della Polizia Polacca.
E’ stato così disposto il fotosegnalamento del cittadino polacco, da cui sono emerse ulteriori generalità, nonché diverse denunce per fatti commessi in Italia, oltre ad un Mandato di Arresto Europeo successivamente sostituito con la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla PG e l’obbligo di dimora a Caprino V.se (VR) ed un ulteriore provvedimento di carcerazione emesso dall’Autorità Giudiziaria italiana.
Lo straniero era inoltre in possesso di una seconda carta d’identità polacca, intestata ad un terzo soggetto, anche questa colpita da un provvedimento di sequestro delle Autorità Polacche.
Visto quanto emerso dagli accertamenti, il CHUCHLA, considerati anche i numerosi precedenti penali e di polizia, è stato pertanto tratto in arresto per la violazione prevista dall’art. 495 c.p. (Falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri).
Si è inoltre proceduto al sequestro penale probatorio delle carte di identità e il polacco è stato denunciato per il reato di cui all’art. 648 c.p. (Ricettazione) per la carta di identità che ha esibito al controllo di Polizia.
L’arresto è stato convalidato in data odierna durante il processo per direttissima nel corso del quale il CHUCHLA ha patteggiato la pena di 10 mesi di reclusione senza i benefici di legge.

