In data 25 luglio il Consiglio comunale di Villafranca ha approvato, con i soli voti della maggioranza e della consigliera Pasetto, l’introduzione dell’IMU prima casa per l’anno d’imposta 2013.
L’aliquota è fissata al 4,0 per mille e la detrazione base (come da normativa statale) di 200 euro. Per capire la portata di questa decisione si ricorda che nel 2012 l’amministrazione Faccioli, portando la detrazione per l’abitazione principale e le sue pertinenze a compensazione di quanto dovuto dal contribuente, aveva di fatto annullato l’IMU sulla prima casa.
Questo è stato un cavallo di battaglia nella campagna elettorale: Faccioli si è presentato come colui che non vuole tassare i suoi cittadini, incalzato da chi sosteneva di avere indotto lo stesso Sindaco ad assumere questa politica fiscale. Ora va ricordato che, per garantire l’equilibrio di bilancio, contestualmente a quella misura fu aumentata anche l’Irpef comunale dallo 0,4% allo 0,7%, sostanzialmente raddoppiata rispetto al 2011 e quasi triplicata rispetto al 2010 (quando ammontava allo 0,2%).
In quell’occasione i gruppi consiliari “Paolo Martari Sindaco” e “Partito Democratico” avevano espresso voto contrario, per una ragione di equità: il mancato introito dell’IMU era stato compensato con l’aumento dell’IRPEF comunale, scegliendo di incidere pesantemente sui redditi da lavoro. Con quella decisione l’amministrazione Faccioli decise di far pagare di più a quei molti cittadini che non posseggono casa, tra cui molti lavoratori dipendenti e pensionati. Cioè le fasce più deboli.
A questo riguardo i gruppi “Paolo Martari Sindaco” e “Partito Democratico” invitano tutti a comparare quanto nel 2012 hanno pagato di Irpef a quanto pagato nel 2011 sommando IRPEF e IMU sulla prima casa. Risulterà evidente a molti di noi che questo apparente regalo è stato un bel salasso. I gruppi “Paolo Martari Sindaco” e “Partito Democratico” proposero di introdurre l’IMU sulla prima casa, innalzando la detrazione a 500€, che avrebbe permesso, con un colpo solo, di renderla ininfluente per la stragrande maggioranza dei cittadini, favorendo la graduazione delle altre aliquote su immobili diversi dall’abitazione principale.
Questa ipotesi avrebbe favorito – a parità di gettito – una maggiore equità. Ma soprattutto avrebbe cautelato il comune nei confronti dello Stato, fissando un parametro per ottenere quel corrispettivo che invece non arriverebbe nel 2013 se questa amministrazione non reintroducesse l’IMU sull’abitazione principale. I gruppi “Paolo Martari Sindaco” e “Partito Democratico” avevano avuto il coraggio di denunciare questo errore nel corso della recente campagna elettorale, con senso di responsabilità e correndo il rischio di non essere compresi. Ma i villafranchesi hanno premiato chi – pur sapendo che i nodi sarebbero presto venuti al pettine – ha portato avanti un messaggio demagogico, diretto alla pancia dell’elettorato.
Ora l’amministrazione Faccioli di fatto reintroduce quanto aveva eliminato in mezzo al clamore mediatico, senza peraltro prevedere nessuna forma di perequazione in merito alle detrazioni, cioè senza graduarle a seconda della categoria catastale e senza prestare attenzione per situazioni molto frequenti; per esempio nulla si è pensato in merito all’IMU per “seconde case”, di genitori che le concedono in comodato gratuito ai figli o viceversa. Le ragioni addotte dall’amministrazione Faccioli sono state: la diminuzione dei trasferimenti dallo stato e la previsione dell’abolizione di IMU da parte del governo centrale, con contestuale rifusione ai Comuni del mancato introito.
Quindi stando così le cose, il Comune di Villafranca che per IMU prima casa nulla ha introitato, nulla avrebbe avuto. Sostanzialmente quindi il provvedimento è stato presentato come un fatto puramente tecnico. Ma così non è. Senza il contributo statale il comune non riuscirebbe a chiudere il bilancio. Ora responsabilmente si riconosce che i Comuni, su cui la spending review e l’incertezza su quelle che saranno le nuove imposte comunali hanno pesanti ricadute, devono cercare tutti i modi per mantenere il livello dei servizi erogati. Quindi si comprende la ragione di questa misura. E lo si fa per le stesse ragioni che indussero i gruppi “Paolo Martari Sindaco” e “Partito Democratico” a formulare già un anno fa proposte diverse, correndo il rischio di passare per la solita sinistra che ama tassare. Non era così allora e non è così oggi.
Le tasse non piacciono né a chi le impone, né a chi le subisce. Dunque va chiarito che non c’è alcuna volontà persecutoria verso i concittadini. Anzi. Ma nella scelta delle persone su cui IMU ed IRPEF comunale graveranno, si pone l’attenzione su una maggiore tutela per le fasce più in difficoltà. Dunque i gruppi “Paolo Martari Sindaco” e “Partito Democratico” denunciano che questa misura “tecnica” è figlia di un errore politico: aver eliminato l’IMU sulla prima casa è stato un errore perché era nell’aria che sarebbe accaduto quanto già successo con l’ICI e cioè che i Comuni che autonomamente avevano tolto l’imposta sulla prima casa poi, quando il governo centrale eliminò quell’imposta, non poterono godere della rifusione del mancato introito, a differenza dei Comuni che invece l’avevano mantenuta. Gli amministratori sapevano.
Si attendevano un taglio di 1,2 milioni di Euro (ora pare di 1,5 milioni), ma non dicono come avrebbero coperto questo buco. Tenevano già nel cassetto questa manovra? Perché allora non lo hanno dichiarato correttamente in campagna elettorale? Oggi risulta evidente che l’eliminazione dell’IMU sulla prima casa fu una scelta di breve respiro, un misura quindi strumentale in previsione delle imminenti elezioni e iniqua, in quanto è stata compensata da un pesante aumento dell’IRPEF e non solo – come argomenta l’assessore al bilancio – con la rinegoziazione dei mutui. Inoltre, il gruppo “Paolo Martari Sindaco” e “Partito Democratico” si sarebbe aspettato che contestualmente a questa misura che nella sostanza è la reintroduzione dell’IMU “prima casa” (a meno che il governo centrale non scelga di eliminare questa imposta) l’Irpef comunale fosse riportata ai livelli precedenti. Così invece non è stato.
Il timore è quindi quello che i cittadini villafranchesi si trovino ad avere un’IRPEF comunale tra le più alte della provincia e un IMU che non prevede nessuna forma di perequazione. Sarà un tema che complessivamente si affronterà in sede di bilancio, quando si apprenderà la reale impostazione fiscale di questa nuova amministrazione. Queste sono le ragioni che hanno motivato il voto contrario dei gruppi “Paolo Martari Sindaco” e “Partito Democratico”, pur nella consapevolezza della difficoltà dei Comuni a mantenere il livello dei servizi. Ma è proprio per questo che non si deve cedere a misure che si dimostrano episodiche e insostenibili nel tempo e che pertanto sono chiaramente un espediente per trovare facili consensi, salvo poi dover fare frettolose retromarce.
di Paolo Martari,
Gesuella Turrina,
Gianni Martari,
Isabella Roveroni,
Matteo Melotti

