Il Chievo supera il Cagliari e rompe un digiuno che durava da quasi tre mesi, quando il 25 novembre scorso sconfisse la Spal al Bentegodi. Da allora, due punti in dieci partite erano stati il poco invidiabile rullino di marcia sin qui. Scialbe prestazioni, una classifica da pianto, la contestazione dei tifosi; Rolando Maran ha vissuto in queste settimane il suo periodo più critico da quando siede sulla panchina del Chievo. Nel giorno più importante e delicato, il comandante Rolly trova le risposte dalla sua truppa che, oltre ai tre preziosissimi punti, ha dimostrato compattezza nel porsi al suo seguito. Si è insomma rivisto il vecchio Chievo, squadra tosta che fa di linearità ed equilibrio il proprio filo conduttore. Dopo un primo tempo che l’ha vista premere, ma stentare, i gialloblù della diga hanno premuto sull’acceleratore nella ripresa e con una pennellata di Giaccherini e una caparbia percussione di Inglese hanno meritatamente colto una vittoria che riporta il sereno su Veronello; aria fresca che spazza i nuvoloni delle ultime settimane. Si tratta ora di vedere se l’arrivo dell’alta pressione sia sorretto dall’anticiclone. Per le risposte, appuntamento la prossima settimana a Firenze.
Maran va sull’usato sicuro: si mette a 4-3-1-2, ritrova Cacciatore dopo la squalifica, ma sopratutto Lucas Castro al rientro dal primo minuto dopo l’infortunio e l’intervento al ginocchio, e Roberto Inglese. Giaccherini, dopo le opache esibizioni con Atalanta e Genoa, va in panchina. Primo tempo sonnolento, il Chievo mena la danza, ma recita l’adagio. L’unico sussulto lo fornisce un’ incontrata di Inglese che Cragno smanaccia togliendo il pallone dalla rete. Cagliari abbottonato e attendista. Queste le premesse per uno spettacolo modesto.
Nella ripresa, il Chievo alza i ritmi, spinge con maggior convinzione e chiude i sardi nella propria metà campo. Al 9′ Cragno la combina grossa, sbaglia un banale controllo su un retropassaggio e si salva dalla figuraccia rinviando il pallone sulla linea di porta. Maran manda nella mischia prima Meggiorini, al posto di uno spaesato Pucciarelli e poi Giaccherini per un Birsa senza più benzina. È la svolta. Cragno dice di no ancora una volta a una capocciafa di Inglese, ma al 28′ il Chievo passa: Giaccherini conquista una punizione dal limite: la batte lui stesso con una traiettoria al goniometro che s’insacca nel sette. È la fine di un incubo. Il Chievo si sblocca e ritrova tutto ciò che aveva perso per strada negli ultimi tempi, libero finalmente di ogni ansia e paura. Passano due minuti e Inglese fa tutto da solo: si lancia verso l’area sarda portando a spasso mezza difesa rossoblu, poi si accentra e infila di destro Cragno sul secondo palo. Gol voluto, da bomber di razza vero. Finita? No, perché i radar ritrovano la vista di Pavoletti che al 36′ sale in cielo in volo angelico e di testa piazza Ia sfera dove Sorrentino non può arrivare. Il finale offre una gustosa sfida tra i due: a tre giri di lancetta dal termine, il portiere salva il risultato su un’altra incornata dell’ariete sardo. Nei quattro minuti di recupero concessi da Nasca, i gialloblù della diga gestiscono il vantaggio riuscendo a tenere a freno un Cagliari che non ne ha più. Alla fine è festa grande: Maran respira, ritrova la sua squadra, e aggancia Lopez a quota 25. Al di là di questo, la notizia del giorno è che il Chievo c’è, o meglio è tornato.
Lorenzo Fabiano

