La crisi finanziaria ha colpito profondamente il sistema finanziario veronese distruggendo miliardi di ricchezza che i nostri padri ci avevano lasciato. Una delle nostre poche istituzioni finanziarie di rilievo è Cattolica assicurazioni che rimane attiva e profittevole sul territorio. Da alcuni viene definita una anomalia, in quanto resiste nella forma di cooperativa in cui la caratteristica principale è il voto capitario, per altri un vero totem da non intaccare. I soci hanno tutti diritto ad un voto e non si contano invece le azioni possedute. Di recente sono state annunciate del Presidente Paolo Bedoni delle innovazioni nelle strutture di governo per garantire, da un lato il radicamento al territorio che porta linfa vitale alla compagnia, e dall’altro consentano alla stessa di affrontare le sfide della globalizzazione e alle richieste dell’organismo di vigilanza. Sfide che il nuovo amministratore delegato Alberto Minali, chiamato a sostituire G.B. Mazzucchelli, giovane e con una preparazione internazionale, intende dare col nuovo piano industriale definito da vari analisti come sfidante. Saranno i soci, chiamati a votare il nuovo statuto che modifica profondamente la struttura societaria, a decidere il dà farsi dopo che il Gruppo Cattolica si è andato via via snellendo, riducendo il complesso a poche società satelliti. Ora però occorre considerare che in Cattolica c’è un nuovo socio di rilievo, la finanziaria che fa capo ad un noto finanziere USA che con “pochi” soldi ha acquistato, approfittando del momento di crisi, la fetta residua di azioni che facevano capo alla vecchia Popolare Vicentina, circa il 10% del capitale. Questo nuovo socio, assieme ad altri di capitale, hanno investito nella compagnia ed ora richiedono un ruolo ed una visibilità maggiore rispetto a prima. Il nuovo corso imposto dal CdA anche per far fronte alle pressioni di più parti verso la forma pura azionaria, ove il capitale conta più del socio, pare sia disposto a concederlo ma in modo limitato. Queste vicende, approfittando anche della ripresa economica, hanno consentito al corso del titolo di rivalutarsi, giungendo oltre i 10 euro per azione. In sostanza: fiducia nella nuova gestione e conti sostanzialmente in ordine hanno consentito a Cattolica Assicurazioni, eccellente dal punto di vista tecnico, di coprire le perdite finanziarie e rilanciare su nuovi obiettivi. Molti analisti finanziari vedono rosa per la compagnia veronese e questo forse invoglierà i soci ad accettare le proposte di cambiamento. I soci rimasti, spesso delusi e poco inclini a rischiare ancora, saranno favorevoli o meno alle novità? La data per i soci di esprimere il loro parere in assemblea sarà verso fine aprile 2018. In quella sede oltre al bilancio 2017, verranno chiamati a nominare il nuovo organo di controllo e ad approvare le modifiche statutarie che prevedono l’introduzione del sistema monistico ( un solo organo di decisione e controllo) con solo 17 componenti a partire dal prossimo anno. Il dividendo proposto è di 35 cent. Siamo sicuri che alcuni dei soci si troveranno per discuterne e sarebbe bene che in molti si informassero. Ricordo infine che per le modifiche allo Statuto è richiesta la maggioranza dei due terzi dei votanti, qualunque sia il numero dei soci presenti in seconda convocazione e che dall’anno prossimo soci saranno solo quelli che avranno almeno 300 azioni
El tastasal

