E’ terminato da qualche giorno il primo trimestre 2018 per la Borsa di Milano. Come qui anticipato l’otto gennaio scorso, dopo un 2017 con una crescita in doppia cifra delle quotazioni, il 2018 si era aperto con molte speranze, ma anche con diverse incertezze. Lo sviluppo economico europeo e americano, da un lato, si è confermato forte in questi primi mesi, e gli indicatori di crescita del PIL sono stati rivisti, per entrambe le macro aree, al rialzo, ma questi dati positivi sono stati temperati, d’altro lato, dai comportamenti meno accondiscendenti delle banche centrali, e non solo. In primo luogo, la FED, salutato l’ingresso del nuovo presidente Powell, ha proseguito lasua politica d’incremento dei tassi e, secondo alcuni, è pronta ad aumentare il ritmo di tali aumenti. La BCE, poi, ha pianificato la fine del QE per il 2018 e la fine dell’epoca dei tassi zero per inizio 2019. Deciso fattore di correzione della Borsa sono stati, infine, i nuovi venti di “guerra” commerciali nati prima tra gli USA e l’Unione Europea e dopo con la Cina. Alla luce di tutto questo, è passato quasi in secondo piano l’esito elettorale italiano, dove hanno vinto le forze politiche antisistema. Significativo, a conferma di ciò, è stato l’andamento del mercato dei titoli di stato. Il rendimento dei BTP a 10 anni, infatti, è calato da un 2% circa a un 1,8% nelle settimane post-elezioni, segno di momentanea tranquillità.
Come si è mossa, quindi, la Borsa italiana nei primi tre mesi 2018?
L’indice di Borsa principale, il FTSE-MIB, ha inanellato, dopo un mese di gennaio senza freni, una serie di storni significativi che hanno quasi azzerato gli aumenti iniziali e congestionato le quotazioni tra i 21.800 punti e i 22.800.
Quali le previsioni per il secondo trimestre?
Storicamente il periodo aprile-giugno (con qualche eccezione) è solito regalare periodi di Borsa in altalena, dove l’effetto “dividendi” (quella parte di utile di una società che viene riconosciuta e pagata al proprietario di titoli azionari a fine maggio) è solito spingere al rialzo il corso dei titoli nei mesi di aprile-maggio, salvo poi correggere in giugno. Potranno confermare, o smentire, questo trend, le prime trimestrali dell’anno delle principali società, mentre, da un punto di vista macroeconomico, grosso peso avranno le decisioni di Trump sui dazi. Eventuali nuove elezioni in Italia potrebbero, infine, ulteriormente peggiorare il quadro.
Il miglior titolo delprimo trimestre 2018del FTSE MIB è stato Yoox con un +29,81% dal 29/12/17. Di seguito si riportanoalcuni risultati dei principali indicidella nostra borsa del periodo considerato(fonte www.borsaitaliana.it):
FTSE MIB: 22.411 (+2,55% dalla chiusura del 29/12/17)
FTSE ITALIA ALL-SHARE: 24.661 (+1,94% dalla chiusura del 29/12/17)
FTSE ITALIA MID CAP: 41.794 (-1,60% dalla chiusura del 29/12/17)
FTSE ITALIA SMALL CAP: 22.847 (-3,00% dalla chiusura del 29/12/17)
Da segnalare che, dopo performances attorno al +30% nel 2017, sono gli indici minori di Borsa a soffrire maggiormente in questi primi mesi 2018. Nonostante l’effetto “PIR”, potrebbero essere state forti le prese di beneficio.
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Matteo Peretti

