Il 13 settembre a Francoforte avrà luogo la prima riunione autunnale della Banca Centrale Europea. I temi del meeting dovrebbero ricalcare quanto già oggetto degli ultimi incontri, e non sconvolgere le aspettative degli operatori.
Quali sono stati, quindi, gli argomenti delle ultime discussioni dell’Eurotower?
La BCE in tarda primavera aveva annunciatoper il mese di dicembre 2018 la fine del suo programma di sottoscrizione di bond pubblici(e assimilati), il cosiddetto Quantitative Easing (per ulteriori dettagli sul QE si veda ns pubblicazione del 26 settembre 2017). La decisione presa il 14 giugno prevedeva, in sostanza, che l’allentamento monetario continuasse al ritmo attuale, di trenta miliardi di acquisti di titoli al mese, sino a questo settembre, per passare a quindicinegli ultimi tre mesi dell’anno, e, quindi, concludersigiusto in tempo per mangiare il panettone(cfr ns pezzo del 23 giugno). Il successivo appuntamentoestivo del 26 luglio non ha portato, poi, novità. La questionedella revisione del QE, infatti,non è stata messa in discussionea Francoforte nella sessionepre-agostana. Nessuna novità era emersapure sulla tempistica del primo aumento dei tassi in zona euro. Alcuni operatori si aspettavano qualche notizia sul tema, ma Draghi ha zittito ogni richiesta e domanda. Nessun riferimento vi è stato pure sulle future politiche di reinvestimento dei titoli che andranno in scadenza nel 2019, e acquistati con il Quantitative Easing negli anni precedenti.Chi auspicava qualche cennoè rimasto deluso. Su questo punto rimangono, di fatto, valide le considerazioni uscite dal penultimo meeting (si vedano qui i commenti del 23 giugno).Il presidente della BCE, nella conferenza stampa che ha seguito l’incontro di luglio, haparlato,principalmente, di commercio internazionale. Qualche minuto, cioè, è statodedicato al tema dazi. Le politiche neo-protezionistiche dell’amministrazione Trump sono, per il governatore, un rischio, e potrebbero rappresentare un freno all’espansione dell’euro-zona.La crescita dell’economia del vecchio continente, poi,sembra incoraggiante (tensioni commerciali a parte),e la ripresa dell’inflazioneèin linea con gli obiettivi auspicatida Francoforte sul tema prezzi.La Banca Centrale, comunque, haconcluso, è pronta, come sempre, a rivedere le proprie decisioni in caso di necessità.
E come si sono comportati i mercati in questo mese di agosto?
L’euro, scambiato a fine luglio sopra quota 1,17, nel mese di agosto ha viaggiato nel range 1,13 – 1,17, salvo, poi, confermarsi attorno a 1,16. Le borseavevano segnato chiusure positive, rimbalzando da valori, comunque, decisamente contenuti.Nel mese di agosto hanno poi alternato momenti di moderata crescita a periodi di nette correzioni, spesso seguendo, da un lato, le notizie provenienti da oltreoceano sul tema dazi, e le vicende legate alle crisi di Turchia e Argentina, dall’altro. Per l’Italia l’incertezza è amplificata dall’attesa delle decisioni del Governo sulla prossima legge finanziaria. Il possibile braccio di ferro con l’UE per il rispetto degli impegni di bilancio è, al momento, solo sullo sfondo, ma gli operatori già iniziano a temere il peggio.
di Matteo Peretti

