Il 21 settembre scorso, alla presenza record di circa 600 persone (tra capitani d’industria, amministratori, direttori generali, responsabili amministrativi e tesorieri d’azienda) si è tenuto il Treasury and Finance Forum Day. Il meeting, organizzato dall’Associazione Italiana Tesorieri d’Impresa, giunto alla sua nona edizione, è diventato, ormai, un appuntamento fisso per molti esperti del settore e imprenditori per scambi di opinioni e confronti. Anche la sede prescelta (sempre la stessa dal 2010), il Gardaland Hotel di Castelnuovo del Garda, ha reso più accattivanti e scanzonati i temi trattati. Molti gli istituti di credito presenti e gli sponsor dell’evento. Il menù della giornata, fatto sempre di argomenti di scottante attualità, ha alternato esperienze e casi aziendali a momenti di analisi dello status quo e delle prospettive della finanza d’impresa. Si è parlato, tra i vari focus previsti, di fatturazione elettronica, digitalizzazione della financial value chain, di factoring e di gestione dei rischi finanziari. Non sono mancati, poi, alcuni interventi, molto graditi e apprezzati dal pubblico in sala, dedicati alla gestione dello stress lavorativo e del tempo, e che hanno lasciato ai partecipanti diversi utili consigli.
Protagonista del giorno è stata, tuttavia, l’analisi della situazione economico-finanziaria globale e italiana a cura del dott. Giovanni Ajassa, direttore dell’Ufficio Studi di BNL.
Stando agli atti del convegno, e all’intervento dell’esperto, gli USA e il loro Presidente rappresentano per il mercato globale un vero fattore di ansia e di stress. Nonostante questa premessa, però, i dati sulla crescita statunitense, attuale e prevista (attorno al 3%), stanno dando ragione a Trump, e così sarà pure nel breve periodo. E questo perché? La spiegazione, secondo l’economista della banca del gruppo BNP Paribas, è presto detta: Washington è da sempre paese poco esportatore. I dazi, di conseguenza, attuati per vendetta da Cina (soprattutto) e altri stati, trovano terreno meno fertile rispetto all’operazione contraria effettuata da oltre oceano. Inoltre, nei prossimi trimestri, le manovre espansive fiscali attuate da “The Donald” compenseranno, con un aumento dei consumi interni, gli eventuali cali delle vendite all’estero. Anche la borsa, poi, lo ha compreso e non sta mostrando particolari arretramenti, e sta digerendo bene persino gli aumenti dei tassi di interesse attuati dalla FED in questi mesi. Il tutto sarà, però, da rivalutare nel medio periodo. Lì potrebbero esserci ripercussioni anche sulla crescita americana.
La Cina, vittima principale dei dazi, continuerà a crescere a ritmi leggermente più moderati, ma pur sempre del 6% (dal 7% attuale). In estremo oriente, poi, è in atto una vera e propria riconversione economica. Investimenti e consumi stanno, già da tempo, iniziando a sostituire l’export. Pechino, cioè, è disposta ad accettare uno sviluppo più lento, ma più maturo e attento al futuro. Sono, ad esempio, e a conferma di questo, in continuo aumento gli occupati nel settore ”investimento e ricerca”.
In Eurozona e in Italia la crescita sarà, invece, solo, rispettivamente, del 2% e 1%, con previsioni in calo dopo le svolte trumpiane.
Per il nostro paese la relazione si è concentrata su alcuni impietosi confronti tra il 2008 e il 2018. Il reddito medio ha visto un calo del 7%, mentre il risparmio privato del 30% circa. I consumi hanno invece resistito perdendo solo un 2% in dieci anni (a scapito del risparmio). L’occupazione, in termini assoluti, è sostanzialmente tornata sui livelli 2008, ma il numero di occupati full time è ancora inferiore di un milione. Per il dott. Ajassa sono necessarie per il rilancio italiano, in estrema sintesi e in conclusione, nuove spinte alla domanda interna e agli investimenti da attuarsi, però, solo nel pieno rispetto degli accordi europei (gli esempi poco virtuosi di Argentina e Turchia sono dietro l’angolo!).
Visto il successo del forum, si può affermare che Castelnuovo del Garda è pronta a diventare una nuova Cernobbio? Il lago di Garda può sostituire, cioè, il lago di Como? Prezzemolo, quindi, avrà la forza di scalzare George Clooney? Ai posteri l’ardua sentenza.
Per ulteriori approfondimenti sui temi trattati, si rimanda agli atti pubblicati sul sito www.aiti.it.
di Matteo Peretti

