Nella scorsa puntata di questa rubrica dedicata alla nostra Borsa (https://ilgiornaledeiveronesi.it/borsa-di-milano-primo-trimestre-2019-e-tutto-oro-quello-che-luccica/) avevamo citato il vecchio adagio dei mercati: “sell in may and go away”. Siamo stati, parzialmente, buoni profeti. Il nostro FTSE-MIB (ma non solo), dopo aver toccato i suoi massimi annuali in aprile sui 22.000 punti, ha, infatti, iniziato (proprio in maggio) una severa correzione terminata con l’inizio di giugno (19.800 il minimo). Da lì in poi i mercati hanno cominciato un interessante recupero, che è ancora in atto.
Che cosa ha determinato questi movimenti? E cosa aspettarsi per questa (caldissima) estate 2019?
Due gli eventi che hanno caratterizzato questo trimestre: la recidiva guerra commerciale USA-Cina che ha visto, proprio in maggio, una nuova escalation con la notizia di possibili dazi pure a Messico e Unione Europea, e le nuove politiche espansive delle Banche Centrali. Gli esperti, sino a inizio maggio, avevano creduto alle rassicurazioni provenienti da oltre oceano su un possibile accordo sugli scambi tra le due super-potenze mondiali. Ci ha pensato il presidente degli USA a ribaltare il tavolo. Dopo gli scossoni di Borsa causati dalle politiche (e dai tweet) di Donald Trump, però, è stato il turno, in giugno, dei Governatori di FED e BCE. Powell e Draghi hanno, con le loro affermazioni, tranquillizzato gli operatori, mostrandosi decisamente disponibili a valutare nuove manovre monetarie espansive e possibili ritocchi al ribasso dei tassi di interesse nelle rispettive zone di competenza (https://ilgiornaledeiveronesi.it/draghi-carica-altre-munizioni/). I mercati hanno apprezzato e invertito la rotta.
La ripresa dei corsi di Borsa proseguirà pure nel terzo trimestre 2019?
Molte le nubi ancora all’orizzonte. Come si concluderà la partita USA-CINA-UE sui dazi? Il G20 di Osaka sarà risolutivo? Proseguiranno, poi, le tensioni USA-Iran? Le istituzioni europee saranno flessibili sui nostri conti pubblici e con il Governo giallo-verde (come sembra)? E questo porterà a minori tensioni su spread e c. (cfr. https://ilgiornaledeiveronesi.it/spread-chi-era-costui/ e https://ilgiornaledeiveronesi.it/lo-spread-le-agenzie-di-rating-e-leconomia-reale/) ? Questi sono alcuni dei rischi che ci attendono e che potrebbero rendere movimentata questa estate.
La miglior azione del FTSE MIB, dopo il secondo trimestre 2019, è stata Azimut Holding con un +77,57% dal 28/12/18, seguita da Ferrari, Amplifon, Leonardo e Diasorin, cresciute di oltre il 40%. Di seguito si riportano alcuni risultati dei principali indici della nostra borsa nel periodo considerato (fonte www.borsaitaliana.it):
FTSE MIB: 21.234 (+15.88% dalla chiusura del 28/12/18),
FTSE ITALIA ALL-SHARE: 23.159 (+14.94% dalla chiusura del 28/12/18),
FTSE ITALIA MID CAP: 37.036 (+8,39% dalla chiusura del 28/12/18),
FTSE ITALIA SMALL CAP: 19.044 (+8,37% dalla chiusura del 28/12/18).
Matteo Peretti

