Verrà inaugurata sabato 19 ottobre 2019 alle ore 10:00 nel Palazzo del Trattato la prestigiosa mostra QUANDO L’ARTE RACCONTA LA FEDE, a cura della Galleria Ikon Rus’ di Montichiari (BS).
L’assessore alla cultura, Claudia Barbera, sottolinea l’importanza di questa prima esposizione, dopo la pausa estiva, all’interno del Palazzo storico di Villafranca. Un luogo che si adatta perfettamente ad ospitare mostre ed eventi di particolare rilevanza culturale, come crediamo sia questa esposizione, un connubio tra arte sacra, storia e diffusione di una cultura forse ancora poco conosciuta.
La mostra, che durerà due settimane, si presenta per la prima volta a Villafranca e a proporla è uno dei massimi conoscitori di questa forma artistica, Giovanni Boschetti, che sarà presente e disponibile per illustrarne i contenuti nelle visite guidate da richiedersi scrivendo a: ikonrusacademia@gmail.com.
La mostra sarà aperta da sabato 19 ottobre al domenica 3 novembre 2019 con il seguente orario:
– sabato e domenica dalle 10:00 – 19:00
– dal lunedì al venerdì ore 9:30 – 12:30 e 15:30 – 19:00
Ingresso libero.
Palazzo del Trattato, Via Pace 40 Villafranca di Verona
“Quando l’Arte racconta la Fede” – Mostra Antiche Icone Russe dal XVII al XIX secolo.
Nella splendida cornice del Palazzo Bottagisio, edificio signorile, ma di austero aspetto risalente alla metà del XVIII secolo, si terrà una importante mostra di Antiche Icone Russe. A Villafranca di Verona la storia e la cultura si incontrano per dare vita ad una delle manifestazioni più importanti che si svolgerà nella famosa villa. Le Antiche Icone vengono definite Taumaturgiche secondo un antico concetto Bizantino. È stabilito che nelle Antiche Icone vi è la cosidetta “presenza dinamica”‘, quella Presenza che irradia ciò che è rappresentato nell’Icona stessa.
Cosa è una Icona? Qual è il suo significato teologico ed artistico? E cosa la differenzia dall’arte religiosa?
L’Icona nasce nei primi secoli del cristianesimo per testimoniare lo splendore di Dio fatto uomo e la dignità dell’uomo creato ad immagine e somiglianza del suo Creatore. L’icona non è una semplice immagine, ma luogo della Presenza Divina, una rivelazione del Divino.
Lo scopo principale dell’iconografia era quello di presentare, annunciare, manifestare ed esprimere la realtà spirituale dei misteri della Fede. Si tratta perciò di un’opera teologica che, in quanto tale, esprime l’Invisibile. Secondo la tradizione ortodossa, così come nell’Eucaristia Cristo si dona, nell’Icona Cristo si mostra.
I Padri della Chiesa dicono che “l’Icona è il visibile dell’Invisibile”; è venerabile e Santa, perché trasmette lo stato deificato del suo prototipo (Gesù Cristo) e ne porta il nome, perché la Grazia che appartiene al prototipo vi è presente.
L’Icona “è l’anello di congiunzione fra ciò che è umano e ciò che è Divino” afferma Giovanni Boschetti.
Le Icone sono quindi emanazioni formali, proiezioni nel mondo sensibile di prototipi Celesti. Non sono raffigurazioni realistiche, ma simboliche; le Icone non vogliono mai rappresentare la natura.
<<“L’Icona russa è una delle più grandi manifestazioni d’arte mondiale. La forza di grandi tradizioni artistiche, caratterizzata da una eccezionale stabilità e, nello stesso tempo, da un’esauribile capacità creatrice, ha dato vita ad un’arte profondamente nazionale, che raggiunge la perfezione nel suo genere.
Fino al XVIII secolo, quest’arte ha conservato tutta la sua energia interiore e la sua vitalità; essa rappresenta un fenomeno unico nella storia della pittura. Costretti a scegliere i loro soggetti in un campo limitato, i pittori di icone russe hanno dovuto concentrare tutto il loro talento nell’espressione artistica delle loro opere ed hanno conseguito l’eccellenza in questo campo.
Il costante sviluppo delle forme tradizionali e la continuità della creazione artistica hanno determinato una particolare stabilità ed una grande ricchezza espressiva nelle scuole cui dobbiamo le icone russe. Esse ci hanno così lasciato preziose opere di una bellezza penetrata di profondo significato. Il contenuto delle Icone è ben lungi dall’essere ristretto al loro valore religioso ed alle loro frontiere tematiche immediate.
La pittura di icone della Russia ha dato le sue più alte realizzazioni nelle geniali opere di Andreij Rublev, in particolare la sua celebre Trinità, in cui il profondo significato interiore si unisce al ritmo della linea ed all’armonia dei colori. Le opere di questo semplice monaco venuto dal popolo non furono però una fiammata, splendida, ma fugace, nelle tenebre del medioevo: il brillante slancio di Rublev era stata preparato dal lavoro di generazioni di maestri pieni di talento e rimasti sconosciuti. Narra la tradizione che Rublev consacrava tutto il suo tempo libero a contemplare, con appassionata attenzione, le opere dei suoi precedessori e dei suoi confratelli. A loro volta, nel corso dei secoli, i capolavori di Rublev hanno ispirato i pittori russi; nel XVI secolo, l’opera di un maestro dell’importa di Dionisij ha subito la loro influenza.
Liberata, dopo la grande Rivoluzione Socialista di Ottobre, dalla sua utilizzazione esclusivamente liturgica, riunita in musei, rimessa in luce da un perseverante lavori di restauro, fatta oggetto di studi profondi da parte di specialisti, la pittura delle Icone dell’Antica Russia è apparsa come una sorgente viva ed inesauribile. Questa pittura ha cessato di essere considerata come un’arte medievale ed oscura.
Uscendo dallo stretto campo della religione, cessando di essere strumento di dominio delle coscienze, le Icone sono divenute, per la prima volta, oggetto di una libera ammirazione estetica e risplendono di una bellezza sconosciuta finora.
Osservando con soddisfazione l’interesse crescente per l’Icona russa, noi ci auguriamo che la pubblicazione dei capolavori di questa Arte nelle Collezioni Unesco dell’Arte Mondiale, contribuirà alla consacrazione della pittura dell’Antica Russia, come parte integrante del tesoro costituito dall’eredità dell’umanità intera.>>

