Con riferimento all’articolo apparso in merito al parco di via Isonzo, il Sindaco Roberto Luca Dall’Oca interviene in merito: “Gli incivili che, con schiamazzi notturni, nei parchi pubblici, disturbano residenti e famiglie, oltre che distruggere cestini e altalene, sono nel mirino dell’amministrazione comunale e delle forze dell’ordine già da tempo.
È un problema conosciuto, purtroppo diffuso non solo su via Isonzo ma sull’intero territorio comunale, un malcostume dei nostri giovani, un fenomeno che dilaga da tempo in tutti i comuni. Non reputo giusto togliere la libertà ai più per colpa di dieci ragazzini ma, proprio perché non si vuole togliere spazio con provvedimenti troppo restrittivi a chi invece si comporta educatamente, l’amministrazione, da tempo, sta organizzando azioni per scoraggiare questi comportamenti incivili. Abbiamo intensificato i controlli, identificato i giovani, che sono spesso minorenni, e parlato con i residenti, che hanno dato la loro disponibilità per contribuire alla soluzione del problema. Viste le ripetute segnalazioni e visto che il regolamento comunale lo consente, firmerò un’ordinanza per la chiusura del parco dalle 23 alle 7. Il consigliere comunale Stefano Toffalini, che da mesi segue la problematica con un gruppo di residenti, si è reso disponibile all’apertura e alla chiusura del parco di via Isonzo. Esistono già dei regolamenti dove si vieta il bivacco e specialmente consumo di alcolici nei parchi, se ci sarà bisogno inaspriremo le sanzioni, moltiplicando controlli in sinergia con le forze dell’ordine.
Ogni strumento sarà utile per scoraggiare i teppisti che creano un danno continuo alla comunità. Se necessario, si installeranno telecamere in affiancamento al pattugliamento straordinario. Non andremo più a tollerare certi atteggiamenti. Chiediamo la collaborazione dei cittadini per segnalare e denunciare ogni comportamento scorretto. Purtroppo, spesso questi gesti non sono di teppisti, ma in gran parte una richiesta di aiuto, un grido d’allarme dei nostri giovani che soffrono di un disagio giovanile, che non può essere risolto solo con la repressione. A questo grido di allarme non ho nessuna intenzione di rimanere sordo.
L’educazione civile, parte da casa, all’interno della famiglia, dalla scuola, ma abbiamo deciso, insieme ai servizi sociali e all’assessore Nicola Terilli, di fare ricorso anche al supporto degli educatori di strada per avvicinare questi ragazzi e cercare di capire e risolvere anche il loro disagio. Solo con un’azione comune riusciremo a dare una risposta concreta .
Villafranca di Verona, 12 agosto 2020

