Inquinamento causa di artrite reumatoide e osteoporosi
Verona, 26 marzo 2024
L’inquinamento atmosferico non è responsabile solo delle malattie cardiovascolari
e polmonari. Lo è anche per alcune patologie reumatologiche autoimmuni come
l’artrite reumatoide, e malattie degenerative fra cui l’osteoporosi. A stabilire la
relazione fra l’esposizione al Pm10 e l’aggravarsi di alcune malattie
reumatologiche è uno studio Aoui, che è stato presentato oggi a Milano dal
direttore dell’Uoc Reumatologia prof Maurizio Rossini.
Organizzata dalla Fondazione Italiana per la Ricerca in Reumatologia (FIRA), la
presentazione delle ultime ricerche scientifiche dimostra come il contesto
socioeconomico e ambientale sia un fattore di rischio nel decorso delle malattie
reumatologiche. Sulla scorta di queste nuove conoscenze è oggi possibile ridurre
al minimo l’invalidità (un tempo inevitabile) e azzerare l’eccesso di mortalità.
Risulta pertanto chiaro che, oltre alla ricerca di nuovi farmaci volti al controllo
dell’infiammazione articolare e delle alterazioni immunologiche proprie della
malattia, l’attenzione vada diretta allo stile di vita e ad aspetti socio-culturali.
LO STUDIO AOUI VERONA. Il progetto di studio, curato dal dottor Giovanni Adami,
ha in effetti riscontrato un rischio maggiore di severità di malattia e di riattivazioni
di artrite reumatoide durante i periodi più inquinati da ossidi di carbonio o d’azoto
o da ozono o da polveri sottili. Inoltre, è stato dimostrato che l’esposizione acuta
ad elevati livelli di inquinamento atmosferico è una potenziale causa di inefficacia
o perdita di efficacia delle terapie, determinando quindi la necessità di cambi di
terapia e un aumento dei costi per il Servizio Sanitario Nazionale. Nell’ambito dello
stesso progetto sono stati condotti grandi studi di popolazione che hanno messo in
luce l’effetto deleterio dell’esposizione cronica all’inquinamento, in particolare da
particolato, sul rischio di altre malattie autoimmuni, non solo reumatologiche ma
anche gastroenterologiche. L’esposizione a polveri sottili sembrerebbe avere un
effetto negativo anche sul metabolismo scheletrico. L’esposizione al particolato
(PM10 o polveri ancora più sottili) sembra in grado di aumentare la
concentrazione della proteina RANKL (coinvolta nella regolazione e nel controllo
del metabolismo osseo) e di favorire il rilascio di citochine infiammatorie, cui
consegue l’attivazione degli osteoclasti, le cellule che demoliscono l’osso
rendendolo più fragile.
Prof. Maurizio Rossini: “Un’elevata concentrazione di particolato nell’atmosfera
potrebbe ridurre l’esposizione ai raggi solari UVB, con conseguente diminuzione
della capacità dell’organismo di produzione di vitamina D e quindi deficit di
mineralizzazione dell’osso. La sezione di Reumatologia dell’università di Verona ha
scoperto, in particolare nella popolazione femminile italiana, che l’esposizione a
polveri sottili si associa ad un aumentato rischio di bassa densità minerale ossea. Lo
studio, condotto su oltre 59.000 donne distribuite sul territorio italiano, ha
documentato che l’esposizione a concentrazioni elevate di polveri sottili di
dimensione inferiore ai 10 millesimi di millimetro (PM 10) o ai 2.5 µm (PM 2.5) porta
ad un aumentato rischio di osteoporosi di circa il 15%, in particolare al femore.
Questo contribuirebbe a giustificare l’aumentato rischio osservato di fratture di
femore. Queste ed altre evidenze scientifiche, prodotte a livello internazionale
negli ultimi anni, indicano che l’inquinamento dell’aria può essere corresponsabile
dell’insorgenza, della gravità, della riattivazione e della mancata risposta alle
terapie di alcune malattie reumatologiche e andrebbe a tutti gli effetti
considerato un fattore di rischio da mitigare”.
FIRA ETS. La Fondazione Italiana per la Ricerca in Reumatologia, FIRA, è un ente
senza scopo di lucro (ETS Ente del Terzo Settore), costituita nel 2006 su impulso della
Società Italiana di Reumatologia (SIR). FIRA nasce con l’obiettivo di sostenere la
ricerca scientifica indipendente per la diagnosi e la cura delle malattie
reumatologiche. Con l’istituzione anche in Italia di apposite strutture organizzative,
denominate ‘Early Arthritis Clinic’, tra cui quella della Uoc di Reumatologia
dell’Aoui di Verona riconosciuta come Centro Specializzato dalla Regione Veneto,
si tende ad una diagnosi precoce e un trattamento volto al controllo della
malattia.

