Quello del 25 luglio è stato un Consiglio comunale movimentato: approvata la reintroduzione dell’IMU sulla prima casa, la discussione del PAT è stata invece rinviata.
Era preannunciato che il Consiglio Comunale del 25 luglio, sulla questione della reintroduzione dell’IMU sulla prima casa, trovasse una maggioranza ed una minoranza “spaccate” e così è avvenuto: il Consiglio ha approvato la reintroduzione dell’ imposta.
A dare delucidazioni riguardo a questa scelta è stato il neo-assessore al Bilancio Riccardo Maraia:
«È stata una decisione presa per senso di responsabilità. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha stabilito un rimborso ai Comuni per l’IMU. Riteniamo una scelta responsabile l’abbattimento della detrazione».
Maraia, inoltre, ha ricordato che siamo in un periodo di spending review con tagli che superano i 2 milioni di euro. Questa decisione della maggioranza, con la conseguente approvazione, non ha visto d’accordo la minoranza, tanto che i consiglieri Zamperini, Predomo e Pecoraro hanno deciso di non partecipare al voto ed hanno abbandonato l’aula consiliare.
Dell’opposizione di centro-destra, che aveva corso contro Mario Faccioli alle scorse elezioni, è rimasta invece Martina Pasetto (Forza Villafranca) che ha affermato:
«Sono politicamente contraria all’imposizione dell’IMU ma capisco la questione tecnica. Voto quindi a favore riservandomi tuttavia future osservazioni in sede di bilancio».
Anche il centro-sinistra è rimasto in aula, con nota critica del consigliere Gianni Martari (lista Paolo Martari Sindaco) che ha sostenuto come l’esenzione dell’IMU sulla prima casa fosse stata tolta nel 2012, «proprio l’anno delle elezioni».
Isabella Roveroni e Matteo Melotti del Partito Democratico si sono concentrati invece su un altro aspetto:
«Avete tolto l’IMU ma per farlo avete dovuto alzare l’addizionale IRPEF comunale. A noi non sembra una scelta equa e coerente».
La parola è stata data subito all’Assessore Maraia che ha replicato:
«Abbiamo tolto l’IMU solo quando è entrata in vigore la disciplina statale e non è stata coperta con l’aumento dell’addizionale IRPEF ma ricercando altrove le risorse e con politiche di riduzione del debito. È tutto scritto nelle delibere».
Incisivo allora l’intervento del Sindaco Faccioli:
«Non facciamo demagogia. E’ un atto tecnico per far fronte a servizi da erogare. Vogliamo fare come a San Bonifacio che hanno perso 2 milioni di rimborso, nel 2008, quando c’era ancora l’ICI? Non permetto strumentalizzazioni sul bilancio. Chi è uscito può restarsene fuori per i prossimi cinque anni».
Infine sulla questione è intervenuto anche Paolo Martari:
«Capisco la situazione dei tagli e i vantaggi del rimborso. Quello che proponiamo come opposizione è la possibilità di ragionare sull’ introduzione di un principio di equità e progressività dell’imposta. Chiediamo che vi sia un impegno della maggioranza in tal senso».
Si passa quindi alla votazione, la delibera viene approvata e le discussioni rimandate alla fase di redazione del bilancio.
Analizzando concretamente il problema, ci si chiede se Mario Faccioli rimetterà l’IMU sulla prima casa. Questa è la domanda che è sorta, in questi giorni, tra i villafranchesi. Proprio il Sindaco, dopo il Consiglio, ha avuto modo di precisare che «si tratta di un passaggio tecnico. Lo Stato è pronto a rimborsare oltre 36 miliardi di euro per l’IMU sulla prima casa. Non avendo applicato l’imposta, a Villafranca, non avremmo diritto a quel rimborso. Per quello abbiamo pensato di re-introdurlo». Una procedura dunque per evitare di perdere quel rimborso. L’IMU a Villafranca vale 1 milione e 200 mila euro «ma siamo sotto di due milioni di euro – spiega preoccupato Faccioli – c’è da chiudere un bilancio e mancano due milioni di euro. Continuano ad arrivare tagli. Ogni nuovo taglio ci impone di trovare nuovi fondi. Ormai siamo al limite della sopravvivenza».
Ma i cittadini rischiano di tornare a pagare? «Al momento è tutto bloccato. Anche noi non sappiamo che cosa sceglierà il governo. Però non vogliamo rischiare di perdere il versamento statale. «Se tutto rimane così – conclude Faccioli – nessuno pagherà l’imposta sulla prima casa e arriverà il rimborso statale».
L’ultimo punto all’ordine del giorno era la discussione del PAT ma, su richiesta del consigliere di minoranza Paolo Martari, l’approvazione è stata rinviata.
«Ci sembra una forzatura portare nell’immediato in adozione il Piano d’Assetto del Territorio – ha chiarito subito Paolo Martari – noi della minoranza di centro-sinistra ci stiamo impegnando a studiare il PAT. Vogliamo che sia il PAT di tutti. Chiediamo di rinviare la discussione per avere più tempo per lavorare e fare delle proposte».
La maggioranza ha accettato la richiesta di rinvio con un’inaspettata apertura nei confronti dell’opposizione. Il Sindaco Faccioli ha affermato:
«Ho sempre voluto che il PAT fosse di tutti e infatti è passato da tutti. Se con la scorsa amministrazione non è stato adottato non è colpa di Paolo Martari ma delle scelte all’interno della mia maggioranza».
Il Piano d’Assetto del Territorio è stato rinviato all’unanimità, se ne riparlerà nel Consiglio comunale del prossimo mese.
Durante la seduta sono state approvate anche le varie commissioni.
di Daniel Reggiani

