Tra il 5 dicembre 2015 ed il 27 novembre 2021 ho ricoperto la carica di presidente del Movimento Nazionale Istria Fiume Dalmazia, cofondato nel 1999 dalla prof.ssa Maria Renata Sequenzia (triestina di nascita e veronese d’adozione) e Carlo Cesare Montani (esule fiumano), con sedi a Milano ed a Verona. In quel lasso di tempo ho svolto attività secondo mie concezioni progressiste ed innovatrici, sempre basate su radici storiche ed umane purtroppo avversate da insistenti pseudo revisionisti. Un significativo e chiarificatore incontro diretto col Vaticano (e papa Francesco stesso) è stato uno dei miei progetti, purtroppo non andato a buon fine per mediocri contrattempi. (c. b.)
Città del Vaticano, 6-7 settembre 2016 – “Strani” inconvenienti. Il pontefice Karol Wojtyła, in occasione di un’Udienza Generale per il Giubileo del 2000 con la partecipazione di vari esponenti del Movimento Nazionale Istria Fiume Dalmazia, ha citato e salutato questi ultimi non come esuli giuliano-dalmati ma mischiandoli a “gruppi di fedeli della Slovenia e della Croazia” (sic), depennandoli de facto (perfino su “L’Osservatore Romano” del giorno dopo) dal pignolo elenco delle comitive presenti.
La stessa esclusione s’è ripetuta nel 2014 con papa Bergoglio, altrettanto “smemorato” nel menzionare, ancora durante un incontro con i fedeli in piazza San Pietro, la compagine di interpreti dell’esodo istriano, fiumano e dalmata e loro discendenti nella trepida attesa d’un ricordo e d’una benedizione. La presenza così ostentatamente ignorata di esuli e congiunti è stata stigmatizzata perfino dal “Corriere della Sera”, con un ampio e pepato articolo del noto giornalista Gian Antonio Stella.











La “banalità dell’amnesia” ha avuto conferma per la terza volta mercoledì 7 settembre 2016, quando la lunga lista di gruppi, associazioni, comitati tra la folla, tutti puntigliosamente rammentati ai quattro venti (Ponentino compreso) ed al microfono, ha di nuovo snobbato il Movimento Nazionale Istria Fiume Dalmazia.
Errare humanum est, perseverare autem diabolicum (errare è umano, ma perseverare – nell’errore – è diabolico), sarebbe venuto da dire, nonostante lo sbaglio sia stato commesso nell’eticamente illuminato Vaticano. Non certo per responsabilità diretta di ciascun papa che s’è adeguato alla regia dei suoi collaboratori…
Antefatto e… misfatto…
Nel rewind situazionale del terzo “incidente”, occorre compiere alcuni passi indietro. Al momento, cioè, della richiesta inviata via fax, il 20 maggio 2016, alla Prefettura della Casa Pontificia di Città del Vaticano con il seguente testo: «Il sottoscritto Claudio Beccalossi, presidente del Movimento Nazionale Istria Fiume Dalmazia, organismo costituitosi nel 1999 per mantenere viva e pulsante la memoria storica ed umana delle tragedie e dell’esodo che hanno purtroppo interessato (tra il 1943 ed il 1954) l’ex Confine Orientale d’Italia e territori italiani da secoli, con l’intento di consegnare, se possibile personalmente, a Sua Santità Francesco libri e documenti riguardanti l’attività associativa e gli eventi che hanno segnato il percorso umano di italiani massacrati o costretti a lasciare le proprie terre native, CHIEDE di poter partecipare con una delegazione del Movimento stesso (in tutto 10 persone) ad un’Udienza Generale o Celebrazione Liturgica dal mese di settembre p. v. in poi, secondo le Vostre calendarizzazioni e/o possibilità. Una parte importante dell’auspicato incontro verrebbe riservata alla benedizione del labaro del Movimento da parte di papa Francesco. Nell’attesa di Vostre gentili indicazioni e confidando nell’accettazione benevola di quanto richiesto, saluta nell’immutabile binomio di fede e speranza».
Il riscontro è stato celere, tramite una lettera pervenuta dalla Prefettura della Casa Pontificia, datata 21 maggio 2016: «Egregio Signore, in riscontro alla Sua stimata lettera del 20 maggio c. a., mi premuro informarLa che una distinta Delegazione del Movimento Nazionale Istria Fiume Dalmazia può ben volentieri partecipare all’Udienza Generale del Santo Padre di mercoledì 7 settembre p. v. (in Vaticano, ore 10.00). Presentando questa lettera, si potranno ritirare i 10 biglietti d’accesso (Reg. N° 36111) – con le informazioni utili – presso il Portone di Bronzo del Palazzo Apostolico (Piazza S. Pietro, Colonnato di destra), il giorno precedente l’Udienza Generale dalle ore 15.00 alle ore 19.00, oppure lo stesso giorno dell’Incontro Papale dalle ore 7.00. L’occasione mi è gradita per porgerLe cordiali saluti. Georg Gänswein, Prefetto».


L’auspicata iniziativa del Movimento, quindi,è parsa andare a buon fine, pur essendo consapevole del non trattarsi d’un… guancia a guancia con papa Francesco…
Così, poco prima delle ore 19.00 del 6 settembre, dopo essere arrivato a Roma in treno da Verona, mi sono recato all’indirizzo indicato nella missiva per ritirare i 10 biglietti d’accesso concessi. Ma ho dovuto confrontarmi con un incaricato (non particolarmente cordiale e disponibile) che, nella busta spettante, non ha trovato alcun biglietto, ritengo non “generico” ma di quelli per postazioni riservate. L’addetto, stupito ed imbarazzato del fatto, m’ha chiesto se qualcun altro abbia provveduto a prelevare gli inviti e, alla mia risposta d’essere l’unico in possesso della comunicazione originale pervenutami dal Prefetto Georg Gänswein, il mio interlocutore s’è messo a “trafficare” qua e là come per dar l’impressione di cercare quanto mancante. E, infine, s’è procurato ed inserito nella busta una decina di biglietti “generici”.
Prima d’andarmene, subodorando qualcosa di non corretto, ho chiesto al preposto il motivo della busta vuota e dei biglietti “generici” consegnatimi come per rimediare ad un disguido, voluto o meno. Gli ho anche riferito del nostro intento d’avere la benedizione del labaro da parte del Papa, avendo la necessità, di conseguenza, d’una collocazione ad una relativa distanza da Lui.
La persona non m’ha fornito alcuna spiegazione in merito, biascicando a denti stretti e con menefreghista accento romano, che “tutti vogliono la benedizione del Papa”… Dato che, a dispetto del lavorante dietro il Portone di Bronzo (con… adeguata faccia di bronzo) ccà nisciun è fesso, sarebbe stato curioso sapere in quali mani “alternative” siano finiti i biglietti dovuti della busta riservata…
L’imprevisto, comunque, non ha scoraggiato il gruppo del Movimento dall’assistere all’Udienza Generale del 7 settembre nella marea internazionale di fedeli. Mandando giù l’ennesimo boccone amaro, compreso quello della “solita” esclusione dalle rappresentanze indicate in piazza San Pietro.
Il 12 settembre successivo, a… bocce ben ferme, ho provveduto ad inviare un fax alla stessa Prefettura della Casa Pontificia per relazionare sulla “sparizione” dei biglietti nella busta e sul mancato rimando del Movimento nella lista dei gruppi affluiti all’udienza generale.
La replica dalla Prefettura della Casa Pontificia:
«Ci si scusa per il deplorevole disagio subito… »
Dopo quanto lamentato riguardo alle presunte irregolarità, la Prefettura della Casa Pontificia ha risposto con una lettera, datata 23 settembre. Una busta contenente un foglio con stemma ed intestazione “Prefettura della Casa Pontificia” e con il timbro in calce, ma privo di firma o sigla.
Sotto il titolo “Nota”, l’anonimo (forse lo stesso Prefetto Georg Gänswein) ha scritto: «La Prefettura della Casa Pontificia si pregia accusare ricevimento della Sua stimata lettera del 12 settembre c. a. e si pregia significarle che, in relazione a quanto illustrato, ci si scusa per il deplorevole disagio subito e si invita cortesemente a non voler vedere inesistenti motivi di censuro (censura, n.d.a.) o altro. Al riguardo, questo Ufficio si premura informarLa che normalmente nel contesto delle Udienze Generali vengono nominati gruppi consistenti, e non piccole delegazioni di rappresentanza. L’occasione è gradita per porgere distinti saluti».

Amen? Nient’affatto…
La missiva, apprezzata perché risposta ad esigenze esplicative, è stata attentamente riletta. E suddivisa in tre parti.
La prima ha costituito una sorta di “vittoria” del Movimento in quanto il mittente “si scusa per il deplorevole disagio subito”. Ergo, riconosce, ammette che anomalie (causa di “deplorevole disagio”) si sono verificate nell’assegnazione o nella consegna dei biglietti per partecipare all’Udienza Generale e chiede venia per quanto avvenuto.
La seconda scheggia (“Si invita cortesemente a non voler vedere inesistenti motivi di censura o altro”) è stata un monito al non polemizzare, al non innescare un pregiudizio situazionale (sulla scorta dei pregressi oscurantisti subiti storicamente dagli esuli e, in altre modalità, dal Movimento stesso).
Il terzo punto ha avuto condivisione. “Nel contesto delle Udienze Generali vengono nominati gruppi consistenti, e non piccole delegazioni di rappresentanza”. Come il drappello del Movimento Nazionale Istria Fiume Dalmazia composto da 9 persone (su 10 preannunciate alla Prefettura della Casa Pontificia).
In definitiva?
Sintetizzando in termini calcistici, la partita del 7 settembre 2016 tra Vaticano e Movimento s’è conclusa 0 – 0, cioè con un pareggio delle rispettive ragioni. Ma con vittoria morale del secondo in… trasferta, amaramente soddisfatto per quel “ci si scusa per il deplorevole disagio subito”, vergato nero su bianco dalla Prefettura della Casa Pontificia…
Servizio e foto di
Claudio Beccalossi
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