Ieri, Giovedì 21 Aprile 2016 presso l’Accademia di Belle Arti di Verona si è tenuto il Convegno: “Creatività e futuro 2016: Riflettori puntati su Mantova, Capitale Italiana della Cultura” ed in particolare la presentazione della manifestazione “Cult” in programma dal 27 al 29 Maggio.
Dopo i saluti istituzionali ad opera di Stefano Pachera che ha potuto sottolineare l’incremento di iscritti all’Accademia ed il conseguente ampliamento degli spazi per gli studenti all’interno del Palazzo in via C. Montanari, è stata la volta di Erminia Perbellini, già Assessore alla Cultura del Comune di Verona e da qualche mese Presidente della neonata Associazione senza scopo di lucro “Verona Creativa”.
“ Verona Creativa – afferma Perbellini – nasce per valorizzare le bellezze e le risorse (artistiche ma, soprattutto, umane) di Verona. Tutto ciò è stato possibile grazie all’avviamento di una stretta collaborazione con “Mantova Creativa” (un’associazione affine a Verona Creativa). Mantova in questi mesi ci sta dando un grandissimo esempio di come si fa a valorizzare l’Arte, anche quella contemporanea. Il quesito che spesso ci viene posto è sul perché bisogna investire in cultura. Dobbiamo investire in cultura perché c’è bisogno di ricominciare a dare speranze ai nostri giovani, artisti e non, fare in modo che essi ritornino a credere in questo Paese e nelle sue potenzialità inespresse. Ecco perché sono da sempre sostenitrice del fatto che l’Arte, oltre a tutto ciò che può rappresentare per gli esperti, ha anche un grandissimo valore sociale”.
È stata poi la volta di Peter Assman, amministratore del Museo di Palazzo Ducale di Mantova, che ha potuto spiegare gli intenti dell’intera manifestazione e degli eventi più “freschi”.
“Per me è un onore ma anche un impegno molto gravoso dirigere Palazzo Ducale ed il suo Museo. Parlando di creatività, da amministratore e da artista contemporaneo, mi sento di dire che essa è importantissima perché crediamo che solo in questo modo, ovvero dando valore e spazio agli artisti emergenti, possiamo raggiungere l’obiettivo di diventare un Museo per così dire indipendente (che tra l’altro è uno degli obiettivi previsti dal Governo). Mantova è da secoli una capitale culturale grazie al grande lavoro e sapienza della dinastia dei Gonzaga: sotto il loro dominio infatti non si contano le eccellenze che sono confluite in queste zone. È proprio da qui che vogliamo ripartire: valorizzando ancora di più quanto di già straordinario c’è ed al contempo lanciare gli artisti emergenti attraverso mostre organizzate in collaborazione con interi Studi d’Arte del territorio e non più con il singolo artista. “CULT” in questo senso sarà il punto di partenza per l’organizzazione di nuovi spazi espositivi dedicati al contemporaneo. Sono convinto che se riusciremo in questo progetto, all’avanguardia in Italia, riusciremo a toglierci moltissime soddisfazioni”.
In chiusura, gli studenti hanno potuto assaporare anche l’intervento di un altro ospite molto importante, Hidetoshi Nagasawa, artista e scultore giapponese che vive ed opera in Italia (in Brianza) da decenni ormai. Nagasawa è stato il primo artista selezionato da Mantova Creativa per la realizzazione dell’esposizione “Sculture in piazza” una rassegna finanziata da LUBIAM e che vedrà alternarsi alcuni dei più blasonati artisti internazionali, ciascuno dei quali presenterà una propria grande opera realizzata specificatamente per lo spazio di Piazza Castello.
“Sono onorato di essere stato selezionato per inaugurare questa esposizione. Quando arrivai in Italia negli anni ’70, il primo artista che studiai e da cui presi ispirazione per realizzare le mie opere fu proprio il Mantegna, che con le sue opere fece la storia di Mantova.”
Per Palazzo Ducale, Nagasawa ha ideato un grande vortice composto da sette pannelli curvi in lega di alluminio e Titanio, ognuno della lunghezza di sei metri e due metri di altezza con uno spessore di trenta centimetri.
Secondo l’artista: “Il vortice che viene creato dalla disposizione dei sette elementi è metafora dell’energia stessa che anima il mondo, dalle forme vegetali a quelle cosmiche (pensate ai buchi neri), secondo un movimento concentrico che invita letteralmente gli spettatori ad entrarvi e girarvi dentro. Vortici (questo il nome dell’opera ndr) si inserisce nello spazio concentrando al suo interno l’energia stessa della Piazza e dell’architettura che la circonda. La sua forma allusiva ed emblematica riavvolge la storia intorno a simbologie, forme ed imprese gonzaghesche che costellano pareti e soffitti di Palazzo Ducale, a partire dal celebre labirinto Forse che si, forse che no”.
Grazie al sostegno di LUBIAM la scultura di Nagasawa resterà sul territorio anche dopo la conclusione dell’anno espositivo, nel 2017.

