Mercoledì 11 e giovedì 12 si sono svolti gli ultimi meeting per il 2019 della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea. Non erano attese novità particolari sotto l’albero. E’ andata così?
Nessun nuovo taglio dei tassi per la FED a breve, ma, soprattutto, nessun nuovo aumento. Questo, nella sostanza, il risultato della riunione della Banca Centrale degli USA. La decisione, presa all’unanimità dei membri del consiglio direttivo, sposta, così, al 2021 eventuali, moderati, ritocchi dei Fed Funds (oggi nel range 1,50-1,75%). L’economia americana in crescita e il mercato del lavoro ancora su livelli record sono stati gli elementi alla base della scelta. La FED ha, di fatto, preso ancora tempo. Nel corso del 2019 l’Istituto ha, comunque, tagliato i tassi per tre volte (per lo 0,75% complessivo) e ripreso a iniettare rilevanti risorse nel sistema bancario per evitare rischi di crisi di liquidità (non è un vero nuovo QE, ma quasi). Tutto questo basterà per calmare il vulcanico Trump?
Esordio senza botti anche per la nuova presidente dell’Eurotower Christine Lagarde. Grosso lavoro spetterà alla francese per ricomporre le fratture createsi nel consiglio BCE tra i governatori falchi del Nord Europa e le colombe del Sud, dopo le ultime decisioni di Draghi (cfr. https://ilgiornaledeiveronesi.it/banche-centrali-tutte-le-carte-sul-tavolo/ ). Sotto questo aspetto, le sue abilità da fine politico dovrebbero aiutare. “Non sono né falco, né colomba – ha dichiarato – la mia ambizione è essere un gufo, animale dotato di saggezza”. Nel 2020, inoltre, verrà presa in considerazione una possibile “strategy review”, cioè una valutazione su una possibile revisione dei poteri dell’Istituto di Francoforte e degli strumenti a disposizione (e sin qui utilizzati). Questo, però, a detta della Lagarde, non significherà sconfessare il comportamento del suo predecessore. Sarà veramente così?
L’euro, dopo questi incontri prenatalizi, non ha subito rilevanti scossoni e ha continuato a recuperare posizioni sul dollaro spingendosi sopra 1,11.
Le Borse, dopo un anno molto positivo, hanno proseguito il trend crescente, influenzate anche dall’annunciata nuova tregua nella guerra USA-CINA sui dazi e dall’esito delle elezioni inglesi (un accordo Europa-GB sulla BREXIT sembra, ora, dietro l’angolo). Durerà?
Altre valutazioni sul 2019 dei mercati (specialmente italiani) verranno fatte già il prossimo gennaio, mese nel quale riprenderà anche questa rubrica. Ai nostri quattro o cinque pazienti lettori, ma anche ai non lettori, un augurio di un sereno Natale e, sin da ora, di uno splendido anno nuovo.
di Matteo Peretti

