E’ ormai già passato agli archivi il 2017 della Borsa di Milano. Come qui sottolineato già il 13 novembre, l’anno dei mercati italiani è stato in sostanza diviso in due periodi ben distinti: un primo caratterizzato da un trend di crescita praticamente costante delle quotazioni (gen-sett), e un secondo senza più una direzionalità definita(sett-dic). Per la statistica, comunque, è da segnalare chel’anno appena trascorsoha chiuso con un incrementodel 13% circa (rif. FTSE-MIB), una delle migliori performances annuali dal 2006.
Anche alcuni dei citati studiosi della cosiddetta “Analisi Tecnica” sono rimasti perplessi dal comportamento di Piazza Affari negli ultimi mesi dello scorso anno, visto che in molti ritenevano come probabile un rimbalzo dei corsi sino a 23.000 punti (sempre con riferimento al FTSE-MIB). Le quotazioni hanno invece ballato a lungo attorno a quota 22.300, livello che, anziché rappresentare, come qui già scritto, un “supporto”, è stato via via perforato in più occasioni sia al rialzo, che al ribasso, senza una linea guida,ossia senzaun “trend” definito, cioè senza periodi diprolungati recuperi al rialzo dei prezzi dei titoli azionari, o di storni al ribasso degli stessi. Sull’Analisi Tecnica, peraltro, tempo, ed editore, permettendo,si tenterà di tornare in una prossima puntata di questa rubrica.
Che prospettive ci sono ora per il 2018?
Dopo un 2017 con una crescita dei mercatiin doppia cifra, alcuni esperti si spingono a prevedere un 2018 ancora positivo, seppur con un incremento più moderato. Molte sono, però, ancora le variabilida pesare correttamente prima di trarre conclusioni. Le prospettive di una ulteriore, e più forte, espansione economica per il prossimo anno, sia in area Euro, che negli USA, dovrebbero favorire una risalita delle borse. La fine degli stimoli monetari delle principali banche centrali dovrebbe invece rientrare tra i fattori di “rischio”, come sembra essere considerataun’incognita rilevante anche lanostra prossima tornata elettorale (04 marzo),dove è forte la possibilità che non ci sia una maggioranza di governo post-elezioni. Da valutare attentamente vi sono poi le nuove politiche di stimolo fiscale adottate dall’amministrazione Trump. Secondo molti, i vantaggi di tali provvedimenti sul PIL americano sembrano modesti se rapportati al pericolo di un disavanzo pubblico fuori controllo.Comunque, dopo un inizio 2018 positivo, saranno anche le prime sedute di contrattazionipost-epifania (con il rientro al lavoro del grosso degli operatori) a dare già le iniziali indicazioni.
Il miglior titolo del2017 del FTSE MIB è stato Fiat Chrysler Autmobiles con un +72,79% dal 30/12/16 (in forte crescita anche a inizio 2018). Di seguito si riportanoalcuni risultati dei principali indicidella nostra borsa del 2017 (fonte www.borsaitaliana.it):
FTSE MIB: 21.853 (+13,80% dalla chiusura del 29/12/16)
FTSE ITALIA ALL-SHARE: 24.191 (+15,80% dalla chiusura del 29/12/16)
FTSE ITALIA MID CAP: 42.473 (+33,15% dalla chiusura del 29/12/16)
FTSE ITALIA SMALL CAP: 23.553 (+28,12% dalla chiusura del 29/12/16)
Come qui anticipato l’11 ottobre, le performances migliori degli indici MID CAP e SMALL CAP sono parzialmente legate all’effetto “PIR”, strumento che ha spinto risorse verso i mercati composti da titoli di aziende a minor capitalizzazione.
A conclusione del pezzo, mi si permetta un personale ricordo di un “maestro” del giornalismo economico scomparso lo scorso dicembre: Everardo Dalla Noce. Il suo modo scanzonato e semplice di gestire materie complesse come la finanza e i mercati dei titoli ha reso accessibile a tutti la “Borsa”. I suoi collegamenti da Milano per il TG2 e TG5 rimarranno negli annali della storia della TV. Mancherà a molti.
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MATTEO PERETTI

