E’ già passato agli annali anche il 2018 di Piazza Affari. I dodici mesi appena trascorsi, chiusi con un calo di sedici punti per l’indice FTSE MIB, non saranno certamente ricordati dagli operatori. Pochi i momenti dell’anno in cui gli investitori hanno potuto spuntare un rendimento positivo: gennaio 2018, con un massimo relativo di borsa a 23.800, e aprile-maggio 2018, con un massimo del periodo a 24.500 punti (per i concetti di massimo relativo e assoluto si vedano i pezzi “Borsa: che cos’è l’analisi tecnica”, qui pubblicati il 19 gennaio e 14 febbraio 2018). Per il resto le quotazioni sono rimaste bloccate nel range 21.300-22.500 sino a fine settembre, da dove è partita una severa correzione sino a quota 18.064 (27 dicembre).
Che prospettive ci sono ora per il 2019?
Dopo un 2017 con una crescita dei mercati in doppia cifra, e un 2018 con un netto storno, gli esperti non si sbilanciano (fatto salvo quanto qui anticipato il 3 dicembre dalla società di gestione del risparmio Black Rock). Tante difficoltà sembrano prospettarsi all’orizzonte. La crescita economica globale, forse, ha raggiunto il suo picco e alcune aree del globo potrebbero subire un rallentamento del tasso di sviluppo. Le politiche monetarie delle Banche Centrali, poi, dovrebbero entrare in una fase ancor meno accomodante (secondo alcuni). Infine, l’espansione del sistema produttivo americano, complici la nota guerra commerciale USA-CINA, e il venir meno degli effetti favorevoli dei massicci tagli fiscali interni del 2017, dovrebbe rallentare alla fine dell’anno. La mancata soluzione del caso “Brexit”, l’impatto sui conti pubblici nel medio periodo delle manovre di bilancio italiane, la difficile coabitazione negli Stati Uniti fra Trump e il Partito Democratico dopo le elezioni di metà mandato, e il rallentamento della crescita cinese, dovrebbero completare l’incerto menù.
Il miglior titolo del 2018 del FTSE MIB è stato Juventus Football Club con un +38,91% dal 29/12/17 (in discreta crescita anche a inizio 2019), seguito da Campari, Poste Italiane e Moncler con aumenti in doppia cifra. Pesanti perdite per Azimut Holding, Unicredit e Prysmian (cali di oltre il -35% per tutti e tre i titoli). La tanto discussa Atlantia (per le note vicende del ponte Morandi di Genova) ha chiuso l’anno con un -31,34%. Di seguito si riportano alcuni risultati dei principali indici della nostra borsa del 2018 (fonte www.borsaitaliana.it):
FTSE MIB: 18.324 (-16,15% dalla chiusura del 29/12/17);
FTSE ITALIA ALL-SHARE: 20.148 (-16,71% dalla chiusura del 29/12/17);
FTSE ITALIA MID CAP: 34.170 (-19,54% dalla chiusura del 29/12/17);
FTSE ITALIA SMALL CAP: 17.573 (-25,38% dalla chiusura del 29/12/17).
di Matteo Peretti

