Dopo il cigno nero del primo trimestre 2020, che ha scatenato pesanti perdite sui mercati (qui già sottolineate il sei aprile scorso, cfr. https://ilgiornaledeiveronesi.it/borsa-di-milano-un-mesto-primo-trimestre-2020/), i secondi novanta giorni dell’anno hanno regalato agli investitori buone soddisfazioni. Il nostro indice principale ha, infatti, recuperato il 13,6% dal 31/03/20, anche se presenta ancora un -17,5% dal 28/12/19. Alcuni dati economici migliori del previsto (disoccupazione americana in primis) hanno permesso alle borse mondiali di respirare. Si pensi che il NASDAQ negli USA ha un saldo, addirittura, positivo da inizio gennaio. In sostanziale parità la Cina. Secondo molti c’è stata, e ci sarà, la classica ripresa a “V” delle quotazioni dopo i minimi di marzo, anche se non sono mancati brevi e violenti momenti di correzione (come attorno a metà giugno). Continuerà?
Le spinte che caratterizzeranno il prossimo trimestre saranno duplici, e saranno una positiva e una negativa. Nella prima rientreranno il possibile superamento dell’emergenza Covid-19 e una fine dei vari lockdown dispersi nel mondo, nella seconda i timori di una ripresa (o continuazione) della pandemia in estate e di una seconda ondata in autunno. Ancora una volta, quindi, come già sottolineato, senza una chiara exit strategy dall’epidemia, sarà difficile pensare a lunghi periodi di crescita dei mercati finanziari. I Governi stanno cercando di tamponare. Le Banche Centrali continuano a fornire e stampare denaro a costo pressoché nullo. Sarà abbastanza, o arriverà la temuta “W” sui mercati (cioè una nuova pesante crisi, prima di una successiva ripresa)?
Di seguito si riportano alcuni risultati dei principali indici della nostra Borsa al 30 giugno (fonte www.borsaitaliana.it):
FTSE MIB: 19.375 (-17,5% da fine 2019),
FTSE ITALIA ALL-SHARE: 21.139 (-17,5% da fine 2019),
FTSE ITALIA MID CAP: 32.942 (-18,5% da fine 2019),
FTSE ITALIA SMALL CAP: 18.522 (-17,7% da fine 2019).
Tra i titoli migliori del FTSE MIB da inizio anno si registrano alcuni titoli legati al mondo della chimica e medicina come Diasorin (+47%) e Recordati (+18%), e alcuni finanziari come Nexi (+24%) e Finecobank (+12%). Con perdite oltre il 40% ci sono, invece, Saipem, Leonardo e Tenaris (attivi nei settori dell’energia e delle infrastrutture).
MATTEO PERETTI / 97

